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Cate Blanchett: "Faccio l'attrice per scomparire"

L'attrice, due volte premio Oscar, protagonista del film 'Che fine ha fatto Bernadette?', dal romanzo di Maria Semple
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Cate Blanchett è una delle interpreti più talentuose che il cinema ci abbia regalato negli ultimi anni. Ha vinto due Oscar come migliore protagonista femminile con i film di due registi icona della storia del cinema, The Aviator di Martin Scorsese (2005) e Blue Jasmine di Woody Allen (2014). Tra ruoli drammatici, comici o fantastici come quelli interpretati in Carol (2015), Elizabeth (1998), le trilogie Il Signore degli anelli e Lo Hobbit, l’attrice australiana è perfetta anche nei panni di Bob Dylan, che ha indossato in Io non sono qui (2007). Ora, a cinquant’anni, si mette di nuovo in gioco: è la ansiosa e agorafobica Bernadette Fox in Che fine ha fatto Bernadette?, il film diretto da Richard Linklater, tratto dal romanzo omonimo di Maria Semple (in libreria con Rizzoli), al cinema dal 12 dicembre. Nel cast, fra gli altri, Billy Crudup e Laurence Fishburne. «Quando ho letto il libro ho riso fino alle lacrime» ci dice al telefono da…
Cate Blanchett è una delle interpreti più talentuose che il cinema ci abbia regalato negli ultimi anni. Ha vinto due Oscar come migliore protagonista femminile con i film di due registi icona della storia del cinema, The Aviator di Martin Scorsese (2005) e Blue Jasmine di Woody Allen (2014). Tra ruoli drammatici, comici o fantastici come quelli interpretati in Carol (2015), Elizabeth (1998), le trilogie Il Signore degli anelli e Lo Hobbit, l’attrice australiana è perfetta anche nei panni di Bob Dylan, che ha indossato in Io non sono qui (2007). Ora, a cinquant’anni, si mette di nuovo in gioco: è la ansiosa e agorafobica Bernadette Fox in Che fine ha fatto Bernadette?, il film diretto da Richard Linklater, tratto dal romanzo omonimo di Maria Semple (in libreria con Rizzoli), al cinema dal 12 dicembre. Nel cast, fra gli altri, Billy Crudup e Laurence Fishburne. «Quando ho letto il libro ho riso fino alle lacrime» ci dice al telefono dallo Yorkshire, in Inghilterra, dove vive con il marito sceneggiatore Andrew Upton e i suoi figli, tre maschi e la piccola Edith avuta in adozione tre anni fa. «È una storia divertente benché racconti il dolore che si prova di fronte ai cambiamenti epocali della vita».

Chi è Bernadette Fox?
«Una donna tormentata. Quando riesce a portare avanti una gravidanza, dopo una serie di aborti, fa un patto con se stessa: impiegare tutta l’energia nella crescita della figlia Bee, interpretata da Emma Nelson. Bernadette vive a Seattle ed è male integrata nella comunità. Non fa parte di alcun comitato, ignora le altre madri. Alla fine, quando la figlia se ne va al college, è reduce da tredici anni trascorsi in casa ed è pronta a odiare il mondo tanto quanto odia se stessa. Ha lasciato crescere davanti alla casa una enorme recinzione di rovi che la separa da quel che c’è intorno. Ha bisogno di ritrovarsi».

Una persona complessa.
«Chiunque si comporti in modo brutale con gli altri ha problemi con se stesso. Bernadette si nasconde dietro i suoi grandi occhiali neri, che tra l’altro mi sono stati gentilmente prestati dall’autrice, Maria Semple. È una donna infelice, e per questo scompare».

Cate Blanchett con Emma Nelson, sua figlia in 'Che fine ha fatto Bernadette?'; in alto, l'attrice nel film 


C’è qualcosa che la accomuna al personaggio?
«Anche io mi sono ritrovata spesso a dire: mi prendo un anno di pausa. Ma dopo sei mesi mio marito mi ha pregato di tornare a lavorare perché devo usare quell’energia in altro modo, altrimenti trascino i miei figli a fare le cose più disparate. Sì, capisco come si sente Bernadette».

A lei è mai venuta la voglia di scomparire?
«Noi attori cerchiamo sempre di fuggire. Scappiamo e ci rifugiamo in altre persone, le più diverse, il nostro quotidiano non ci basta. Mi piace molto interpretare personaggi con caratteri ed esperienze che sono completamente all’opposto di quello che sono io. Mi permette di vivere mille storie».

Bernadette fugge anche dal fallimento. Lei ne ha mai affrontati?
«Quello che più ho trovato intrigante in questa donna è il coraggio di fare i conti con i propri successi e insuccessi sempre a testa alta. Come attrice ho conosciuto i miei alti e bassi. E come donna, moglie e madre... non le sto nemmeno a dire».

Ha mai pensato che avrebbe avuto una carriera così fortunata?
« Per niente. Ricordo quando, anni fa, mi offrirono alla Sydney Theatre Company la parte principale in Oleanna di David Mamet, con Geoffrey Rush, era il 1992. Avevo appena finito la scuola d’arte drammatica e mi ripetevo: è il massimo, non mi capiterà mai più un’opportunità del genere. Ecco, ho mantenuto questo tipo di approccio: ho affrontato ogni ruolo come se fosse l’ultimo».

Si vede attrice anche in un lontano futuro, o potebbe anche cambiare vita?
«Di fronte al passare degli anni, ogni tanto mi chiedo se vorrò ancora sottomettermi alla follia di questa professione. Quindi sì, ogni tanto, seduta sul divano, mi dico: voglio ancora recitare o voglio davvero vivere una vita?».

Ha rifiutato un ruolo perché non c’era parità di salario.
«È vero. Non ho scelto questo mestiere per arricchirmi ma se giro un film con un co-protagonista, che ha il mio stesso numero di scene, non vedo perché debba essere pagato più di me. La parità dei compensi, così come l’abuso di potere, non riguarda solo chi fa il mio mestiere, ma tutti: è una questione principalmente umana, prima che politica».

Com’è Cate Blanchett in famiglia?
«Sono una mamma orgogliosa dei miei ragazzi. Poi sono una che parla molto con i miei figli e con mio marito. Siamo una famiglia che si guarda negli occhi. Adoriamo fare lunghi viaggi in nave o in macchina. A un patto: che sia molto limitata la presenza di tablet e smartphone. Altrimenti che senso avrebbe stare insieme?».