L'attore interpreta il ruolo del religioso del Rinascimento nella terza stagione de "I Medici" dal 2 dicembre su Rai 1
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ROMA - Lo hanno chiamato "Libano" per anni, qualcuno in strada lo saluta ancora col nome del personaggio che lo ha reso popolare, il Libanese di Romanzo criminale - La serie. Francesco Montanari aveva 23 anni, oggi, a 35, è uno degli attori più richiesti. Ha costruito la carriera cambiando sempre, cinema, teatro, tv. La sera della prima della Scala, il 7 dicembre su Rai 1, guiderà il pubblico sui luoghi di Tosca "come il maestro Alberto Angela". "Ho visto Tosca la prima volta a nove anni, a Palermo" racconta, "è stato fantastico, non sapevo cosa fosse la lirica. Stavolta conduco il pubblico da Castel Sant'Angelo a Palazzo Farnese".
Sta girando Il venditore di donne di Fabio Resinaro, dal libro di Giorgio Faletti. "È un thriller ambientato negli anni 70, sullo sfondo del terrorismo" racconta, "Mario Sgueglia interpreta Bravo, un pappone evirato che gestisce un giro di prostitute. A me è…
ROMA - Lo hanno chiamato "Libano" per anni, qualcuno in strada lo saluta ancora col nome del personaggio che lo ha reso popolare, il Libanese di Romanzo criminale - La serie. Francesco Montanari aveva 23 anni, oggi, a 35, è uno degli attori più richiesti. Ha costruito la carriera cambiando sempre, cinema, teatro, tv. La sera della prima della Scala, il 7 dicembre su Rai 1, guiderà il pubblico sui luoghi di Tosca "come il maestro Alberto Angela". "Ho visto Tosca la prima volta a nove anni, a Palermo" racconta, "è stato fantastico, non sapevo cosa fosse la lirica. Stavolta conduco il pubblico da Castel Sant'Angelo a Palazzo Farnese".
Sta girando Il venditore di donne di Fabio Resinaro, dal libro di Giorgio Faletti. "È un thriller ambientato negli anni 70, sullo sfondo del terrorismo" racconta, "Mario Sgueglia interpreta Bravo, un pappone evirato che gestisce un giro di prostitute. A me è stato affidato il ruolo, ambiguo, di musicista non vedente". A gennaio tornerà su Rai 2 con la seconda stagione de Il cacciatore di Stefano Lodovichi e Davide Marengo. Perfezionista, dovendo interpretare il ruolo del magistrato Saverio Barone ispirato al giudice Alfonso Sabella, all'inizio ha preferito non incontrarlo. "Letto il suo libro, l'ho voluto conoscere solo dopo qualche settimana, è stata una grande emozione" spiega Montanari, "è venuto a trovarci all'aeroporto dell'Urbe, si è commosso. Ci siamo abbracciati e siamo diventati amici. Nella nuova stagione per Barone è tutto molto difficile, viene raccontata la fine atroce del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell'acido. Barone vive col senso di colpa, col pensiero fisso del bambino. Si sente profondamente solo, arrabbiato e comincia a lavorare sulla vendetta: il cacciatore per cercare la preda brucia il bosco. C'è tanta azione. La serie ha conquistato i giovani e ha potuto competere con i prodotti internazionali, è una scommessa vinta da Tinny Andreatta, la direttrice di Rai Fiction che ha puntato su un nuovo pubblico".
"Il cacciatore"
Dice di non aver fatto strategie ma di aver sempre scelto i progetti per passione. "Se il copione mi dà uno stimolo umano allora non ho dubbi. Non nego che quando esplose Romanzo criminale avevo l'ansia di essere incastrato in certi ruoli, per questo ho fatto la drag queen nel film Come non detto di Ivan Silvestrini". Padre chirurgo ortopedico, madre bibliotecaria, Montanari ha seguito il consiglio di Marco Giallini, che in Romanzo criminale faceva il Terribile, "l'ho conosciuto all'American Hospital, ingessato, l'aveva operato papà. Avevo saputo che avrebbe fatto il Terribile e ho chiesto di andare a trovarlo. Ero intimidito, ricordo che su Rete4 c'era Carlito's Way, Marco mi fa vedere tutto il film senza dire una parola. "Hai visto", mi spiega alla fine "la criminalità non sono le sigarette, le prostitute. Sono gli occhi. Vai a studiare". Mesi dopo, sul set mi sorride: "Ho visto che hai studiato, bravo"".
Montanari ha studiato anche per I Medici 3, dal 2 dicembre su Rai 1, in cui interpreta Giacomo Savonarola: "Sul set ero terrorizzato" racconta "ma il dialogue coach Mark Thompson mi ha salvato. Il problema dell'inglese è che puoi anche capire il significato ma devi recitare e restituire il significato emotivo. Mi sono documentato sul Rinascimento, mi sono chiesto perché quest'uomo avesse tanti seguaci. Era un grande oratore che predicava l'uguaglianza". Sposato dal 2016 con Andrea Delogu, confessa che il matrimonio lo ha cambiato. "Vivevamo insieme da quattro anni. Sul piano pratico le cose cambiano poco, cambia la consapevolezza: senti che stai costruendo qualcosa. L'essere umano ha paura del definitivo, è attaccato alla libertà, anche apparente. Invece costruire insieme è bello".