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(ansa)

Caso Rula Jebreal, l’ad Salini: “In Rai non si censura nessuno”

L‘amministratore delegato di Viale Mazzini interviene sulle polemiche sollevate dalla possibile conduzione di Rula Jebreal del festival di Sanremo. Adesso se ne occuperà anche il Consiglio di amministrazione convocato per il 14 gennaio
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"In Rai non si censura nessuno". Rispondendo a consiglieri e dirigenti, che in queste ore lo stanno chiamando per conoscere l'opinione del capo azienda sull'esclusione di Rula Jebreal dal palco dell'Ariston, Fabrizio Salini anticipa la posizione che terrà oggi al vertice con Amadeus e la direttrice di Rai1 Teresa De Santis sul Festival di Sanremo. Un parere, condiviso con i vertici del M5s, destinato a pesare. È la nota diramata ieri da Viale Mazzini a farlo intendere: "Le proposte della direzione artistica, già discusse con la direzione di Rai1, saranno oggetto, come di prassi, di un confronto con l'amministratore delegato". Tradotto: l'ultima parola spetterà a lui.

Comunque andrà a finire, del caso si occuperà il primo cda Rai del 2020 convocato per il 14 gennaio. Giorno in cui, per la quarta volta in due mesi, il board della tv pubblica proverà anche ad affrontare il dossier nomine rimasto imp…
"In Rai non si censura nessuno". Rispondendo a consiglieri e dirigenti, che in queste ore lo stanno chiamando per conoscere l'opinione del capo azienda sull'esclusione di Rula Jebreal dal palco dell'Ariston, Fabrizio Salini anticipa la posizione che terrà oggi al vertice con Amadeus e la direttrice di Rai1 Teresa De Santis sul Festival di Sanremo. Un parere, condiviso con i vertici del M5s, destinato a pesare. È la nota diramata ieri da Viale Mazzini a farlo intendere: "Le proposte della direzione artistica, già discusse con la direzione di Rai1, saranno oggetto, come di prassi, di un confronto con l'amministratore delegato". Tradotto: l'ultima parola spetterà a lui.

Comunque andrà a finire, del caso si occuperà il primo cda Rai del 2020 convocato per il 14 gennaio. Giorno in cui, per la quarta volta in due mesi, il board della tv pubblica proverà anche ad affrontare il dossier nomine rimasto impantanato nella disputa fra alleati di governo. Sebbene ci sia già chi scommette che il cambio alla guida delle tre reti generaliste e del Tg3 slitterà ancora: alla riunione successiva in calendario per il 30 gennaio. Quattro giorni dopo il voto in Emilia Romagna. Dal quale, calcola la cordata leghista di Viale Mazzini, dipenderanno la forza contrattuale del Pd (che uscirebbe a pezzi da una sconfitta) e, a cascata, gli equilibri dell'emittente di Stato.

Sarà la consigliera in quota dem Rita Borioni a porre la questione Jebreal in un cda già spaccato. "Si tratta di una inaccettabile censura preventiva" tuona Borioni. "Non solo è folle l'accanimento nei confronti di una signora giornalista, ma trovo singolare la tesi per cui a Sanremo non si possa parlare di temi come la violenza sulle donne. Mi aspetto spiegazioni". Di opposto parere Giampaolo Rossi: "La presenza di Jebreal è una forzatura ideologica, cosa c'entra lei col Festival della canzone?" si chiede il consigliere di FdI. "È un personaggio divisivo, basta leggere cosa scrisse sul Guardian meno di un anno fa: ha definito l'Italia un paese fascista e razzisti gli italiani. Si vuole trasformare la kermesse in una manifestazione politica".

Stessa linea dei parlamentari di centrodestra. "I suoi probabili comizi sono del tutto estranei a quella che dovrebbe rimanere una rassegna canora, Jebreal ha mille altri luoghi dove andare a esprimere le sue discutibili opinioni" la invita a farsi più in là il forzista Gasparri, seguito da Giro e Capezzone. Mentre un irritato Matteo Salvini prima dice "invitino chi vogliono", poi però avverte: "Sbaglia chi scambia il Festival per il palco di un comizio". A sorpresa, a schierarsi a favore, spuntano i due Vittorio: Feltri e Sgarbi. "Io sto con Rula, la conosco, è simpatica e intelligente" dice il direttore di Libero: "Trovo sgradevole che la si contatti per averla come ospite e poi ci si ripensi". Tranchant Sgarbi: "Nessuno meglio di lei può testimoniare la condizione della donna nel mondo musulmano. Sorprende il silenzio delle donne del centrodestra. Dove sono Gelmini, Carfagna, Prestigiacomo?".