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Non solo Checco Zalone, così riparte il cinema in Italia

Più 14,3 % per il mercato del 2019. Dopo quattro anni di flessione l’industria inverte la rotta. Nella top ten anche Ficarra e Picone
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Chi aveva seguito gli incassi settimana dopo settimana lo presentiva già, ma i dati resi noti da Cinetel, società che monitora la quasi totalità delle sale cinematografiche italiane, lo confermano: l’inversione di rotta c’è, ed è evidente. Gli incassi del 2019 sono decisamente migliori di quelli dei due anni precedenti, segnano un aumento percentuale del 14,35% di incassi rispetto all’anno scorso. Nell’ultimo nerissimo decennio, solo il 2016 (con Zalone) e il 2015 (di pochissimo) avevano fatto meglio. La ripresa, ci dicono i dati, è cominciata in primavera e continuata fino a Natale, grazie anche all’iniziativa di Moviement, progetto condiviso tra distributori, esercenti e produttori, che ha portato in sala in estate alcuni blockbuster, tra cui quello che è rimasto il campione d’incassi assoluto, Il Re Leone.

È evidente che il grosso della crescita è affidato a poche tipologie di prodot…
Chi aveva seguito gli incassi settimana dopo settimana lo presentiva già, ma i dati resi noti da Cinetel, società che monitora la quasi totalità delle sale cinematografiche italiane, lo confermano: l’inversione di rotta c’è, ed è evidente. Gli incassi del 2019 sono decisamente migliori di quelli dei due anni precedenti, segnano un aumento percentuale del 14,35% di incassi rispetto all’anno scorso. Nell’ultimo nerissimo decennio, solo il 2016 (con Zalone) e il 2015 (di pochissimo) avevano fatto meglio. La ripresa, ci dicono i dati, è cominciata in primavera e continuata fino a Natale, grazie anche all’iniziativa di Moviement, progetto condiviso tra distributori, esercenti e produttori, che ha portato in sala in estate alcuni blockbuster, tra cui quello che è rimasto il campione d’incassi assoluto, Il Re Leone.

È evidente che il grosso della crescita è affidato a poche tipologie di prodotti per lo più hollywoodiani e rivolti a un pubblico di bambini e adolescenti: animazione (in senso lato: Il Re Leone in teoria è un film live action), film di supereroi e franchise tipo Star Wars. Anche tra i primi dieci (che costituiscono poco meno di un terzo delle presenze complessive) questi titoli dominano: le eccezioni sono Joker, C’era una volta… a Hollywood e, unico italiano, Il primo Natale, i cui incassi sono parziali perché è ancora in sala, come anche il secondo miglior titolo italiano, Pinocchio.


Oltre a Tarantino e Joker, gli unici autori capaci di smuovere molto pubblico sono stati gli ottantenni (o più) Clint Eastwood (sedicesimo), Woody Allen (posizione numero 23), Marco Bellocchio (36) e Roman Polanski (49). A parte questi pochi gloriosi nomi, il cinema d’autore rimane marginale: tra i primi cento incassi ci sono il coreano vincitore della Palma d’oro, Parasite, La favorita, a voler forzare La belle epoque e Martin Eden di Pietro Marcello. La polarizzazione è dunque tra uno zoccolo duro di incassi di film per ragazzi, alcuni titoli italiani e centinaia di film più o meno sommersi, fra cui praticamente tutta la produzione da festival. A sorpresa però crescono soprattutto le monosale, grazie alla multiprogrammazione giornaliera di più film, resa possibile dal digitale. Dalla lista sono esclusi i film Netflix, come The Irishman, perché la società non comunica i dati.


Anche se la quota percentuale è diminuita leggermente, cresce in termini assoluti anche il cinema italiano. I dati del rapporto Cinetel, peraltro, si fermano al 31 dicembre. Da allora è proseguito il successo dei film di Garrone e di Ficarra e Picone, cui si sono aggiunti Ozpetek, Amelio e ovviamente l’annunciato tornado Zalone. Il che lascia sperare dati positivi per il cinema italiano anche per l’anno appena iniziato...