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(ansa)

Foa contro Amadeus: via Junior Cally. Rissa in Rai alla vigilia di Sanremo

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Il musicista, sotto accusa per un brano sessista del 2017, nella canzone in gara attacca i sovranisti e cita Salvini. Il presidente: "Scelta inaccettabile"
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Sul festival di Sanremo si consuma l'ultima guerra per il potere in Rai. Non si spegne la polemica sul sessismo (Amadeus ha chiarito la sua posizione sabato su Rai 3 a "Le parole della settimana") che arriva l'affondo del presidente della Rai Marcello Foa contro Junior Cally, protagonista tra i Big. La sua presenza diventa un caso politico.

Per la cronaca nella canzone "No grazie", il rapper se la prende con il sovranismo (un verso è dedicato a Salvini e cita anche Renzi). Ma finisce sotto accusa per una canzone del 2017 "Strega", in cui esalta la violenza su una ragazza. Da destra a sinistra (29 deputate hanno inviato una lettera alla Commissione di Vigilanza Rai e all'ad Fabrizio Salini), insorge tutto l'arco Costituzionale. Ma è Foa, dopo le accuse della Lega, a esprimere "forte irritazione per scelte che vanno nella direzione opposta rispetto a quella auspicata". "Il Festival - dichiara il presidente della…
Sul festival di Sanremo si consuma l'ultima guerra per il potere in Rai. Non si spegne la polemica sul sessismo (Amadeus ha chiarito la sua posizione sabato su Rai 3 a "Le parole della settimana") che arriva l'affondo del presidente della Rai Marcello Foa contro Junior Cally, protagonista tra i Big. La sua presenza diventa un caso politico.

Per la cronaca nella canzone "No grazie", il rapper se la prende con il sovranismo (un verso è dedicato a Salvini e cita anche Renzi). Ma finisce sotto accusa per una canzone del 2017 "Strega", in cui esalta la violenza su una ragazza. Da destra a sinistra (29 deputate hanno inviato una lettera alla Commissione di Vigilanza Rai e all'ad Fabrizio Salini), insorge tutto l'arco Costituzionale. Ma è Foa, dopo le accuse della Lega, a esprimere "forte irritazione per scelte che vanno nella direzione opposta rispetto a quella auspicata". "Il Festival - dichiara il presidente della Rai - tanto più in occasione del suo 70esimo anniversario, deve rappresentare un momento di condivisione di valori, di sano svago e di unione nazionale, nel rispetto del mandato di servizio pubblico. Scelte come quella di Junior Cally sono eticamente inaccettabili per la stragrande maggioranza degli italiani". E invita Amadeus a riportare il festival "nella sua giusta dimensione".

La Lega, a quanto pare irritata per la scarsa presenza nei tg, attacca Salini "incapace di gestire l'azienda, bocciato dal Cda sulle nomine, bloccato sul piano industriale, ventriloquo dei produttori e ora protagonista col suo Sanremo di queste porcate avrebbe una sola scelta: le dimissioni", dichiara Alessandro Morelli, responsabile Editoria del Carroccio. Dal suo tour in Emilia Romagna, Matteo Salvini rincara la dose: "La sinistra non vince le elezioni, ma sta cercando di vincere Sanremo. Ora c'è questo rapper romano, Junior Cally, che parla di una ragazza picchiata in quanto troia. E io mi sono fatto un mazzo così per approvare il codice rosso e arriva questo cretinetti che va a Sanremo. Ma leggo che non gli piaccio, e se non piaccio a questo disadattato è un titolo di merito".

La senatrice Giulia Bongiorno si rivolge al rapper: "È consapevole del fatto che facendo un uso distorto della sua libertà di esprimersi si fa complice di chi uccide le donne?". Per la vicepresidente della Camera Mara Carfagna "gli sforzi dei legislatori e delle associazioni rischiano di essere vanificati".

Travolta dalle critiche, la Rai non fa un passo. Telefonate tra il direttore di Rai 1 Stefano Coletta, Salini e Amadeus, che come direttore artistico difende le sue scelte. A quindici giorni dall'inizio del festival, si studia una strategia. Junior Cally - che ieri ha fatto la prima prova al Teatro Ariston di Sanremo - respinge le accuse e bolla la polemica come politica. "Due sono le cose: o si accetta l'arte del rap, e l'arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival un'ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà e succursale del Parlamento italiano", replica il suo staff. "Non capiamo, inoltre, se la polemica sia di carattere musicale o politica: della partecipazione a Sanremo si ha notizia dal 31 dicembre e tutti i testi sono disponibili sul web". Junior Cally giù dal palco? Provvedimento difficile da adottare dal momento che nella sua stessa situazione si potrebbero trovare almeno altri quattro artisti del festival, Marco Masini (ci siamo dimenticati "Bella stronza"?), Achille Lauro, i Pinguini Tattici Nucleari e Miss Keta. Tutti hanno nel repertorio brani con frasi violente, sessiste o sulla droga.