Avere vent'anni tra rap e periferie: “Noi siamo il domani”
Carmine Saviano
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Monica Rubino
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di MONICA RUBINO E CARMINE SAVIANO
C’è una generazione di “nuovi punk”. Tra loro ci sono Shiva, Paky, Il Tre, Young Signorino. Fanno tutto da soli. Prima in rete e poi con le major
3 minuti di lettura
I nuovi punk sono nati tra la fine degli anni 90 e l'inizio del 2000. Vengono dalle periferie delle grandi città e fanno tutto da soli: testi, musiche, video. Partono dalla rete e approdano alle major. Dicono, tutti, che il futuro non c'è, non è scritto, va costruito, bisogna prenderselo. Lo fanno senza chitarre e bassi distorti, senza urla. Ma con la stessa rabbia, applicata al linguaggio della loro generazione: la trap, in tutte le sue declinazioni. Un solo principio: dire le cose come stanno e non come dovrebbero essere. E se quello di Young Signorino - previsto ad aprile - sarà uno dei dischi più discussi dell'anno, al centro di questa scena ci sono Shiva, Paky, Massimo Pericolo, Il Tre, Geolier. Pronti a colonizzare le piattaforme di streaming musicale. Tra loro si chiamano "ammo'", come canta Paky Glory in Rozzi, il pezzo che l'ha rivelato.
I nuovi punk sono nati tra la fine degli anni 90 e l'inizio del 2000. Vengono dalle periferie delle grandi città e fanno tutto da soli: testi, musiche, video. Partono dalla rete e approdano alle major. Dicono, tutti, che il futuro non c'è, non è scritto, va costruito, bisogna prenderselo. Lo fanno senza chitarre e bassi distorti, senza urla. Ma con la stessa rabbia, applicata al linguaggio della loro generazione: la trap, in tutte le sue declinazioni. Un solo principio: dire le cose come stanno e non come dovrebbero essere. E se quello di Young Signorino - previsto ad aprile - sarà uno dei dischi più discussi dell'anno, al centro di questa scena ci sono Shiva, Paky, Massimo Pericolo, Il Tre, Geolier. Pronti a colonizzare le piattaforme di streaming musicale. Tra loro si chiamano "ammo'", come canta Paky Glory in Rozzi, il pezzo che l'ha rivelato.
Il Tre
"Nel mare della rap-trap - dice il suo produttore Kermit - Paky è real". Vero, autentico. Nato a Napoli nel '99, cresciuto fra Secondigliano e Fuorigrotta, Paky a 15 anni si trasferisce a Rozzano, periferia sud di Milano. "Da Napoli nord a Milano sud" dicono i ragazzi del "Team Glory". Si chiamano così per il loro slogan: "Gloria a noi figli di nessuno, che fin da piccoli sognavamo il successo contando solo sulle nostre forze". Paky spiega: "Sono andato via da Napoli perché facevo la fame". Dopo Rozzi esce Tuta Black, in collaborazione con Shiva. Poi arriva Non scherzare, brano intimo e cupo come il video diretto dal 21enne Davide Vicari. "I ragazzi hanno il loro futuro in mano", osserva Paky. "Voglio morire grasso, tutto qua", confessa. Un singolo al mese - l'ultimo è Boss - e un mini-tour sono la strategia promozionale in questa fase.
Shiva
Il sogno di Emanuele Geolier è cantare negli stadi. Nato nel 2000 nel rione Gescal, periferia nord di Napoli, il suo nome d'arte in francese significa "secondino". Nel senso di abitante di Secondigliano. "Tutto è possibile, tutti ce la possono fare", ci confida. Dopo aver pubblicato Pe' Secondigliano, arriva nello studio di Dat Boi Dee, protagonista della scena rap-trap partenopea e già produttore di Enzo Dong e Peppe Socks. Scrive in napoletano, lo ascoltano in tutt'Italia. Il ragazzo che lavorava nella fabbrica di lampadari del padre, 100 euro a settimana, si chiude in studio per otto mesi e produce oltre settanta brani. Ne seleziona 16, quelli dell'album di esordio che porta il suo nome.
Da Milano Ovest, quartiere Lavagna, arriva Shiva, classe 1999. Il nome d'arte? "Suonava bene". Il segreto? "Il rendimento costante nel tempo". Elogio della perseveranza, che unita alla padronanza della scrittura lo ha portato in alto. "Il rap è la benzina che tiene viva la mia penna". Dopo la partecipazione al Machete Mixtape con Salmo è appena uscito con Sony il suo Ep da solista, Routine. Tre le collaborazioni: con Tha Supreme in Calmo, con Marracash in Milano Ovest e con Capo Plaza in Chanche, "gli artisti che apprezzo di più anche da ascoltatore", aggiunge Shiva. Che per ora non si muove dalla periferia: "Una palestra di vita, insegna ad arrangiarsi".
Massimo Pericolo
Le scintille sono due. La passione per Eminem e la visione di Straight Outta Compton, il film del 2015 sulla nascita del gangsta rap. "Quando sono uscito dalla sala ho pensato: questa è la mia strada". Il Tre, 22 anni, arriva da Santa Maria delle Mole, Roma, dove la periferia diventa provincia. "Scrivo da quando avevo 15 anni. Quando inizi non sai dove mettere le mani. Ma vado avanti perché so che è giusto". I primi video sul web, i contest, la chiamata dalla Warner: "Ho preteso libertà assoluta. Scrivo e canto quello che mi pare". Non c'è ancora un disco ma quattro singoli tutti alti nelle classifiche streaming. E dopo Le vostre madri e Cracovia pt.3 da oggi c'è anche Fight, presentato sul ring di una palestra romana.
Emanuele Geolier
Il video della sua 7miliardi, dieci milioni di clic su YouTube, inizia con una tessera elettorale che viene bruciata. "La politica? Non mi interessa, ma la questione è un'altra: noi interessiamo ai politici". Massimo Pericolo è il senior dei nuovi punk. Ventisette anni trascorsi tra Treviso, Catania e la provincia di Varese. "Ho iniziato a undici anni, era il periodo di 8mile, il film con Eminem". Le sue parole crude sono lo specchio migliore per capire la vita nelle periferie italiane: "Racconto il mio vissuto in modo che ogni persona simile a me ci si riveda". Del 2019 è Scialla Semper, primo album in studio. Il titolo cita l'operazione di Polizia in cui è stato coinvolto nel 2014.
Paky, Shiva, Geolier, Il Tre, Massimo Pericolo. Da ascoltare senza reti di protezione per capire, se si vuole, come sognano e di cosa hanno paura di migliaia di ragazzi.