✕

Stefano Coletta: "Così l'emergenza cambia l'offerta in tv"

Il direttore di Rai 1 spiega in che modo la rete si è adeguata al momento. E presenta il maxi concerto solidale 'Musica che unisce'. "La messa del papa ogni mattina? "Ho risposto al sentimento di un paese che cerca conforto"
2 minuti di lettura
"Sarà il nostro Live aid" dice il direttore di Rai 1 Stefano Coletta "una serata in cui tutti gli italiani si uniranno ai musicisti per dare il proprio contributo alla lotta al coronavirus. Un evento che sarà anche un esperimento tecnico". Domani sera Rai 1 trasmetterà Musica che unisce, maxi concerto di quattro ore (anche su tutte le piattaforme Rai) per raccogliere fondi a favore della Protezione Civile impegnata nell'emergenza. Tra i tanti che, a titolo gratuito, hanno aderito al progetto: Andrea Bocelli, Cesare Cremonini, Diodato, Elisa, Mahmood, Marco Mengoni, Tiziano Ferro. Tutti protagonisti nelle loro abitazioni. Poi ci saranno gli sportivi Andrea Dovizioso, Bebe Vio, Federica Brignone, Federica Pellegrini, Roberta Vinci, Valentino Rossi e Gregorio Paltrinieri.

Direttore, partiamo da "Musica che unisce" per spiegare come l'emergenza coronavirus ha cambiato il modo di fare tv.
"Dal primo giorno del decreto che ha …
"Sarà il nostro Live aid" dice il direttore di Rai 1 Stefano Coletta "una serata in cui tutti gli italiani si uniranno ai musicisti per dare il proprio contributo alla lotta al coronavirus. Un evento che sarà anche un esperimento tecnico". Domani sera Rai 1 trasmetterà Musica che unisce, maxi concerto di quattro ore (anche su tutte le piattaforme Rai) per raccogliere fondi a favore della Protezione Civile impegnata nell'emergenza. Tra i tanti che, a titolo gratuito, hanno aderito al progetto: Andrea Bocelli, Cesare Cremonini, Diodato, Elisa, Mahmood, Marco Mengoni, Tiziano Ferro. Tutti protagonisti nelle loro abitazioni. Poi ci saranno gli sportivi Andrea Dovizioso, Bebe Vio, Federica Brignone, Federica Pellegrini, Roberta Vinci, Valentino Rossi e Gregorio Paltrinieri.

Direttore, partiamo da "Musica che unisce" per spiegare come l'emergenza coronavirus ha cambiato il modo di fare tv.
"Dal primo giorno del decreto che ha posto l'Italia in clausura ho chiesto ai conduttori di adeguarsi. I nostri studi vuoti sono diventati campi base che si collegano col mondo esterno, Facetime, Skype. L'iPad è diventato fondamentale. La serata benefica è costruita con il collage di performance inviate dagli artisti. La novità è il linguaggio domestico e solitario: sono protagonisti da casa".

Qualcuno coordina in studio?
"No. Il primo segnale forte dello spettacolo, con la regia di Duccio Forzano, è il linguaggio diretto, senza conduzione. La voce narrante del caro Vincenzo Mollica unirà i quadri artistici. Interverranno i professori in prima linea. E artisti come Gigi Proietti, Pierfrancesco Favino, Enrico Brignano, Virginia Raffaele, Luca Zingaretti, Paola Cortellesi e Roberto Bolle daranno il loro contributo. Il progetto pensato da Marta Donà è davvero il nostro Live aid ma è una bella responsabilità".

Giuliano Sangiorgi dei Negramaro  è uno degli artisti che parteciperanno a 'Musica che unisce'. Nella foto in alto, il direttore di Rai 1 Stefano Coletta 


In fondo è come se lo streaming conquistasse la tv.
"È così, inimmaginabile fino a due mesi fa. Come era impensabile dover chiudere gli studi, svuotarli del pubblico, o mandare le repliche".

Come si fa televisione in questo momento?
"Devi reinventare una metodologia. Il web ha dato una grande mano alla tv generalista che sta cambiando davvero, pensi solo a come lavorano Mara Venier o Marco Liorni. Dobbiamo accompagnare una platea che si è espansa, i conduttori ci mettono la faccia e il cuore, abbiamo allungato La vita in diretta. La tv fa compagnia a milioni di persone che non possono uscire e cercano risposte".

Com'è nata la scelta di trasmettere la messa del Papa alle 7 di mattina?
"Ho risposto al sentimento del paese. Milioni di persone, molti anziani, vivono la fede come uno strumento di aiuto, la messa è una risposta alla richiesta di conforto. Il 22% di share ce l'ha confermato".

Peccato che il debutto sia stato surreale, il Papa è stato tagliato.
"La prima volta, con l'adorazione dell'ostensorio che dura molti minuti, gli operatori non avevano capito che la messa non era finita. Ma poi è andato tutto bene".

Resterà nella storia la benedizione di papa Francesco in Piazza San Pietro deserta, seguita da quasi 9 milioni di spettatori.
"Gli italiani cercano consolazione, guardano a una direzione spirituale per dare un senso a quello che stanno vivendo. La paura, lo smarrimento, la consapevolezza della propria impotenza sono stati consegnati a Francesco. Non tiene alcuna razionalità davanti alla peste del 2020. Anche tanti atei si sono riuniti davanti all'estetica straziante della piazza vuota".

Rai 1 fa tanta informazione, sacrosanta. Ma molti spettatori chiedono anche leggerezza. Cosa pensa di fare?
"Intanto abbiamo potuto contare su Fiorello a RaiPlay. In questo periodo l'informazione resta in prima linea, Rai News è su tutti i canali. Il bollettino delle 18 con Borrelli è l'appuntamento fisso. Molti intellettuali hanno fatto appello alla Rai. Abbiamo riproposto i viaggi di Alberto Angela. Siamo di fronte a palinsesti scompaginati. La fiction gioca un grande ruolo, colpisce il successo di Doc con Luca Argentero, si poteva pensare che una storia ospedaliera allontanasse il pubblico. Invece il racconto giocato su tre piani è piaciuto. Dopo Fiorello il sabato proporrò il "best of" dei mattatori, da Bolle a Morandi".

Qualche film a lieto fine, no?
"Arriveranno Gifted e Belle e Sebastien 3, servono titoli per la famiglia. Il servizio pubblico deve parlare a tutti. Non voglio destabilizzare o cercare la rassicurazione. La tv va verso la resilienza. Nonostante Rai 1 abbia ottimi ascolti, non è il momento per mettere al primo posto i numeri. Nessuno conosce il futuro, anche quelle della televisione sono prospettive a breve termine".