I fratelli Russo: "Basta Avengers, ora raccontiamo altri supereroi"
di ARIANNA FINOS
Intervista ai registi del campione d'incassi 'Endgame', nelle sale esattamente un anno fa. Oggi lavorano (anche) per Netflix. "C'è un po' di nostalgia per il mondo Marvel, ma ci sentiamo liberi di esplorare altre strade"
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Nel weekend di un anno fa i registi Antony e Joe Russo consegnavano ai fan in comunione planetaria Endgame, capitolo finale dell’epopea dei supereroici Avengers e celebrazione massima del grande schermo, 2miliardi e 770 milioni di dollari d’incassi. Chiuso il capitolo Marvel e aperta una loro società, i fratelli hanno lanciato sabato scorso sul Netflix Tyler Rake, adrenalinico film d’azione con Chris Hemsworth, diretto dal loro collaboratore di lungo corso Sam Hargrave. La storia di un mercenario segnato da un tragedia, ingaggiato per salvare il figlio di un signore della droga indiano rapito da un rivale in Bangladesh. Nel corso dello spettacolare recupero, tra combattimenti e sparatorie ne vicoli di Dacca, il mercenario si affezionerà al disilluso ragazzino. I Russo sono in collegamento per l’intervista dalle rispettive case a Pasadena. Joe: «Non ci incontriamo fisicamente da oltre cinque settimane, cerchiamo di montare il nuovo film sente…
Nel weekend di un anno fa i registi Antony e Joe Russo consegnavano ai fan in comunione planetaria Endgame, capitolo finale dell’epopea dei supereroici Avengers e celebrazione massima del grande schermo, 2miliardi e 770 milioni di dollari d’incassi. Chiuso il capitolo Marvel e aperta una loro società, i fratelli hanno lanciato sabato scorso sul Netflix Tyler Rake, adrenalinico film d’azione con Chris Hemsworth, diretto dal loro collaboratore di lungo corso Sam Hargrave. La storia di un mercenario segnato da un tragedia, ingaggiato per salvare il figlio di un signore della droga indiano rapito da un rivale in Bangladesh. Nel corso dello spettacolare recupero, tra combattimenti e sparatorie ne vicoli di Dacca, il mercenario si affezionerà al disilluso ragazzino. I Russo sono in collegamento per l’intervista dalle rispettive case a Pasadena. Joe: «Non ci incontriamo fisicamente da oltre cinque settimane, cerchiamo di montare il nuovo film sentendoci al telefono e online». Anthony aggiunge, nel sottofondo voci infantili e cani abbaianti, «non è sempre facile lavorare a casa con bimbi e compiti, ma è anche un modo di scoprirci di più. E siamo in contatto con amici che si sono ammalati, anche se non in forma grave».
In “Endgame” raccontavate l’apocalisse casuale, mezza umanità cancellata dallo schiocco di dita del cattivo Thanos, che aveva visto il proprio pianeta morire di sovrappopolazione.
Joe R.: «Avevamo fatto molte ricerche e di sicuro c’era l’idea dell’umanità che ha spinto troppo in avanti i limiti rispetto a ciò che il pianeta può sopportare. E in un momento come questo, quando sei nel mezzo di una pandemia, capisci che stanno arrivando le conseguenze dei nostri comportamenti. Un monito a essere più sensibili e a mettere al centro la salute nostra e del pianeta».
Karen Gillan è Nebula in 'Avengers: Endgame'; nella foto in alto, Chris Hemsworth nel film nel ruolo di Thor
Da due giorni migliaia di ragazzi sui social ricordano che un anno fa le sale erano zeppe per “Endgame”, ora tutti a casa. C’è chi ipotizza la fine dei cinema.
Anthony R.: «Sappiamo che il momento è difficile per tutti, noi lavoriamo a distanza, tutto è rallentato. Ma in questo momento la cosa principale è restare chiusi in casa per appiattire la curva del contagio. Abbiamo chiuso i nostri uffici prima che ci fosse chiesto, per sicurezza nostra e dei collaboratori. Passata l’emergenza si potrà tornare a capire come girare: per riaprire un set servono test per attori e troupe, magari si potrebbe confinare tutti in un albergo per evitare il contagio esterno… Si lavora a tante ipotesi. Ma mi sento di dirle che l’esperienza in sala resta unica e non morirà mai».
“Tyler Rake” è un progetto che covavate da tempo.
Joe R.: «Siamo cresciuti con i thriller d’azione anni Settanta, che divoravamo insieme a nostro padre e grazie ai quali abbiamo dato spessore alla saga dei supereroi. Dieci anni fa abbiamo scritto questa storia e l’abbiamo trasformata in graphic novel. Cercavamo l’azione adrenalinica, realistica, che facesse respirasse polvere e frastuono. Chris Hemsworth riempie lo schermo, recita e soffre con ogni parte del corpo. Questa è la sua prova migliore, ha reso perfettamente il portato emotivo del personaggio, nel film si racconta un patriarcato corrotto, padri e padrini disfunzionali, cattivi maestri. Ma c’è anche un viaggio di redenzione».
Chris Hemsworth in 'Tyler Rake', disponibile su Netflix
Avete prodotto “City of crime” con Chadwick Boseman — Pantera nera, ora “Tlyer Rake” con Hemsworth-Thor. Avete diretto “Cherry” con protagonista Tom Holland-L’uomo ragno. La squadra degli Avengers ve la portate nel cinema indipendente. Nostalgia della Marvel o è un capitolo chiuso?
Joe R.: «Abbiamo lavorato sette anni con la Marvel, diretto quattro film, il legame con attori e tecnici è fortissimo. Ma il futuro Marvel non ci appartiene: abbiamo girato Endgame mettendoci tutto quello che avevamo da dire proprio perché sapevamo che quella porta si sarebbe chiusa. Nostalgia, sì, ma ci sentiamo anche liberi di esplorare nuove strade, con una società nostra. Ora stiamo finendo di montare Cherry, in cui Tom Holland interpreta un reduce dell’Iraq che diventa rapinatore per procurarsi la droga. Un ruolo complicato, una storia vera, una prova da Oscar. Poi abbiamo il progetto a cui teniamo moltissimo, che produrremo con Michelle e Barack Obama per Netflix. Si tratta di Exit West, tratto dal libro di Monshir Amid, il preferito di Obama: affronta il problema della crisi globale dei rifugiati attraverso la storia di una coppia».
La vostra collaborazione con Netflix dunque proseguirà.
Anthony: «Ne siamo felici, per natura siamo entusiasti dei nuovi orizzonti. Siamo nati nel cinema indipendente anni Novanta, con pochi soldi. In quel periodo usciva la serie I Soprano, emblema della televisione che cambiava. All’improvviso è nato l’interesse per i cineasti di nicchia, si sono aperte strade per noi. Ma anche la Marvel ha compiuto una rivoluzione cinematografica, disegnando una connessione di storie da grande schermo che sarebbero diventate un universo. Non abbiamo preconcetti sul formato: abbiamo fatto i film più economici e i kolossal più costosi, commedie e drammi, lavorato nella tv via cavo e sulle piattaforme. La creatività viaggia a ogni dimensione».