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Il destino di Elisabeth Moss: "Nelle serie e al cinema l'uomo è il mio nemico"

Incontro con l'attrice di 'The Handmaid's Tale', protagonista del film 'L'uomo invisibile', disponibile sulle piattaforme. "Abbiamo paura di quello che non vediamo perché non sappiamo come combatterlo"
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Per anni Elisabeth Moss è stata l’ambiziosa Peggy Olson, segretaria e poi braccio destro di Don Draper in Mad Men, sette stagioni che hanno fatto la storia delle serie tv. Per affievolire il ricordo di quel ruolo stampato nella memoria di milioni di spettatori ci voleva la forza di un personaggio come June Osborne in The Handmaid’s Tale, la serie tratta da Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, tre stagioni disponibili su TimVision, la quarta prevista per l’autunno, un successo planetario. «Piace così tanto perché è la storia di una donna, una madre, che deve sopravvivere, una nostra sorella, una come noi» osserva l’attrice, 37 anni, una lunga carriera anche al cinema con registi che vanno da Wes Anderson a Ron Howard passando per Lawrence Kasdan. «June non ha superpoteri, è una persona vera che si trova in circostanze straordinarie che lotta per sua figlia, per la sua famiglia. Il personaggio ha …
Per anni Elisabeth Moss è stata l’ambiziosa Peggy Olson, segretaria e poi braccio destro di Don Draper in Mad Men, sette stagioni che hanno fatto la storia delle serie tv. Per affievolire il ricordo di quel ruolo stampato nella memoria di milioni di spettatori ci voleva la forza di un personaggio come June Osborne in The Handmaid’s Tale, la serie tratta da Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, tre stagioni disponibili su TimVision, la quarta prevista per l’autunno, un successo planetario. «Piace così tanto perché è la storia di una donna, una madre, che deve sopravvivere, una nostra sorella, una come noi» osserva l’attrice, 37 anni, una lunga carriera anche al cinema con registi che vanno da Wes Anderson a Ron Howard passando per Lawrence Kasdan. «June non ha superpoteri, è una persona vera che si trova in circostanze straordinarie che lotta per sua figlia, per la sua famiglia. Il personaggio ha un valore universale ed è un onore interpretarlo perché è una donna che si batte contro la tirannia, il patriarcato e la violazione dei diritti umani».

Elisabeth Moss in 'The Handmaid's Tale': le prime tre stagioni della serie sono su TimVision 


In attesa di rivederla nei panni dell’ancella, Elisabeth Moss è su Chili e iTunes con L’uomo invisibile, thriller-horror diretto da Leigh Whannell, adattamento del classico di H. G. Wells: prodotto con un budget di 7 milioni di dollari, ne ha incassati oltre 124 tra gli Stati Uniti e gli altri Paesi dove è andato in sala prima del lockdown. In Italia doveva uscire il 5 marzo, si è scelto di andare direttamente sulle piattaforme, dove è disponibile da qualche giorno. Moss è Cecilia, in fuga dall’uomo con cui ha una relazione clandestina e che continua a perseguitarla, almeno così sembra, anche dopo morto. Una minaccia invisibile, un po’ come quella che stiamo vivendo in questi mesi.

«L’horror mi ha sempre affascinato — spiega Moss — anche per questo ho accettato di lavorare in Us di Jordan Peele ma già da bambina mi piacevano le storie dark, non avevo problemi a vedere film come L’esorcista, Poltergeist o Shining. Di recente ho apprezzato Get Out, A Quiet Place, Bird Box: raccontano l’orrore della nostra società e dei nostri comportamenti». Qui si affronta il tema della violenza sulle donne, ormai centrale a Hollywood dopo la nascita del #metoo. «È quanto mai attuale — continua l’attrice — ci sono mariti o ex compagni che continuano a perpetrare abusi, e troppe donne che nessuno ascolta. L’horror è la chiave ideale per raccontare questa condizione».

Ma la bambina che amava L’esorcista di qualcosa avrà pur paura, o no? «Temo esattamente quello che non riesci a vedere, il male sconosciuto, l’ignoto che ti fa sentire impotente. Ho paura, ad esempio, delle acque scure, del mare quando non vedo il fondo. Abbiamo paura di quello che non vediamo perché non sappiamo in che modo affrontarlo. Proprio come il coronavirus. Come diceva Mandela, per sconfiggere il nemico devi conoscere il nemico. È per questo che in questo momento siamo tutti così terrorizzati».