Pronto, chi recita? Il teatro si fa al telefono nei giorni dell'emergenza
Anna Bandettini
,
di ANNA BANDETTINI
Lo spettacolo a distanza: è l'iniziativa di alcune compagnie che, impossibilitate ad andare in scena, instaurano un rapporto con il pubblico tramite poesie e testi realizzati ad hoc, recitati lungo la linea telefonica
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
"Pronto chi parla?"... e lo spettacolo va in scena. Sembra una situazione surreale, ma invece ci sono molti modi di immaginare e fare teatro. Così, ai tempi della pandemia, con le esibizioni dal vivo vietate dalle norme per la sicurezza sanitaria, una nuova tendenza è lo spettacolo al telefono: lo spettatore chiama (in alcuni casi è chiamato), l'attore risponde e recita una poesia, un racconto, perfino un testo pensato ad hoc per l'occasione.
"Dove sei? Chi sei? Ciao. Sei lì... Io non riesco ad immaginare che faccia hai. Tu come mi immagini? Cosa vedi? (...) Parla con me, ti porterò al sicuro", dice l'attrice all'altro capo del telefono, prima di iniziare il racconto di una fiaba che, in un certo senso, ha a che fare proprio con quella situazione. Dura in tutto in venti minuti e ha qualcosa di ipnotico, rassicurante, complice.
È Theatre on a line, lo spettacolo al telefono della compagnia Cuocolo/Bosetti, in…
"Pronto chi parla?"... e lo spettacolo va in scena. Sembra una situazione surreale, ma invece ci sono molti modi di immaginare e fare teatro. Così, ai tempi della pandemia, con le esibizioni dal vivo vietate dalle norme per la sicurezza sanitaria, una nuova tendenza è lo spettacolo al telefono: lo spettatore chiama (in alcuni casi è chiamato), l'attore risponde e recita una poesia, un racconto, perfino un testo pensato ad hoc per l'occasione.
"Dove sei? Chi sei? Ciao. Sei lì... Io non riesco ad immaginare che faccia hai. Tu come mi immagini? Cosa vedi? (...) Parla con me, ti porterò al sicuro", dice l'attrice all'altro capo del telefono, prima di iniziare il racconto di una fiaba che, in un certo senso, ha a che fare proprio con quella situazione. Dura in tutto in venti minuti e ha qualcosa di ipnotico, rassicurante, complice.
È Theatre on a line, lo spettacolo al telefono della compagnia Cuocolo/Bosetti, in collaborazione con la Fondazione Luzzati Teatro della Tosse di Genova e il Teatro di Dioniso di Torino. "Va in scena" (e le virgolette sono d'obbligo) per tutto maggio: al momento dell'acquisto del biglietto sul sito www.teatrodellatosse.it lo spettatore sceglie giorno e orario, e subito riceverà la conferma con la password personalizzata che sarà necessaria per chiamare l'attrice.
L'idea non è nuova per la compagnia Cuocolo/Bosetti, che sono Renato Cuocolo e Roberta Bosetti, lui regista e drammaturgo, lei attrice, entrambi con una lunga esperienza nelle pratiche di teatro immersivo e partecipativo, lavori cioè dove lo spettatore è chiamato a confrontarsi nel gioco della finzione e della realtà condividendo e facendo parte del processo narrativo dello spettacolo. In un lavoro di qualche anno fa, Roberta va in hotel, invitavano uno spettatore a volta in una camera d'albergo, giocando sul suo voyerismo; in un altro, Roberta nel metro, accompagnavano un piccolo gruppo di persone in giro per la metropolitana di Napoli. In Theatre on a line, ulteriore tappa di un'antologia più articolata, "Interior Sites Project", Roberta Bosetti interagisce con lo spettatore solo attraverso la voce, appunto, e la sua bravura è nel trasformare una situazione realistica come è una telefonata in una esperienza emozionale.
Emozioni e "cura dell'anima" promettono anche le Consultazioni poetiche del Teatro della Pergola di Firenze che, aderendo alla proposta del Théâtre de la Ville di Parigi, offre gratuitamente poesia per telefono per il benessere spirituale. Sette attori italiani (Maurizio Lombardi, Giulia Bianchi Weber, Francesco Gori, Carolina Pezzini e i giovani della compagnia dei Nuovi della Fondazione Teatro della Toscana Maddalena Amorini, Claudia Ludovica Marino, Mattia Braghero), che si sono preparati con la direzione di un maestro come il regista francese Emmanuel Demarcy-Mota, instaurano al telefono un rapporto amichevole con lo "spettatore", e dopo alcune domande scelgono e recitano una poesia che secondo loro più si addice al suo stato d'animo scelta dal "Ricettario poetico", una raccolta costruita collettivamente che comprende anche poesie in lingua originale.
Le Consultazioni poetiche vengono "impartite" dal lunedì al sabato, dalle 17 alle 18. Per partecipare è necessario prenotarsi al link bookeo.com/consultationspoetiques. Curiosità: ci sono anche ricette poetiche per bambini e ragazzi dagli 8 ai 12 anni e "spécial ados" dai 13 ai 16 anni.
Una scena di "Cosa bolle in pentola" di Quieora Residenza Teatrale
Cura dell'anima ma anche del corpo con Cosa bolle in pentola, un progetto di teatro telefonico della compagnia Qui e Ora che si è specializzata nell'intersezione tra teatro, cibo e convivialità. Qui lo spettacolo si fa con una videochiamata (per partecipare: quieora.organizzazione@gmail.com indicando nome, cognome, indirizzo mail, numero di telefono, giorno e orario, e attraverso quale canale zoom, whatsapp o telefono...) . Tre "maestre di cerimonia", le attrici Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli, mettono più spettatori in contatto per dialogare di cibo e sul cibo con le loro parole ma anche con quelle dei grandi scrittori teatrali.