✕
Foto di Ash 

L'appello di Alessandra Ferri: "Non fateci allenare attaccati ai lavandini"

L'étoile spera che i danzatori possano presto tornare a fare le prove nelle sale da ballo, anche se distanziati e con tutte le misure di sicurezza: "Servono il pavimento speciale, la sbarra, lo specchio, in modo da poter studiare bene"
2 minuti di lettura
La frustrazione è quella di non poter allenarsi come dovrebbe. "In questi mesi di confinamento pur di muoverci ci siamo attaccati ai lavandini, alle librerie, rischiando ogni volta che sollevavamo una gamba di colpire una sedia... Non va bene. Io non chiedo di riaprire i teatri, ma solo di lasciare a noi ballerini l'accesso alle sale da ballo, magari a piccoli gruppi, a orari stabiliti e con tutte le sicurezze del caso, certo, ma lasciateci studiare e allenare, altrimenti quando si potranno riaprire i teatri noi danzatori saremo tutti male in arnese".

Foto di Andrei Uspenskj 


Alessandra Ferri è la più grande étoile italiana, voce autorevole del balletto internazionale: applaudita nei mesi scorsi alla Scala nel bellissimo Woolf works di Wayne McGregor, alla Fenice con Duse, coreografia di John Neumeier, era attesa sulle scene di Stoccolma, Londra, a…
La frustrazione è quella di non poter allenarsi come dovrebbe. "In questi mesi di confinamento pur di muoverci ci siamo attaccati ai lavandini, alle librerie, rischiando ogni volta che sollevavamo una gamba di colpire una sedia... Non va bene. Io non chiedo di riaprire i teatri, ma solo di lasciare a noi ballerini l'accesso alle sale da ballo, magari a piccoli gruppi, a orari stabiliti e con tutte le sicurezze del caso, certo, ma lasciateci studiare e allenare, altrimenti quando si potranno riaprire i teatri noi danzatori saremo tutti male in arnese".

Foto di Andrei Uspenskj 


Alessandra Ferri è la più grande étoile italiana, voce autorevole del balletto internazionale: applaudita nei mesi scorsi alla Scala nel bellissimo Woolf works di Wayne McGregor, alla Fenice con Duse, coreografia di John Neumeier, era attesa sulle scene di Stoccolma, Londra, a settembre a New York ma il coronavirus ha bloccato tutto, tranne l'obbligo di tenere il proprio corpo di danzatrice in allenamento e proprio per questo lancia una pubblica richiesta: "Credo di parlare a nome di tutta la categoria dei ballerini e dei professionisti del mondo della danza - spiega - chiedendo di aprire le sale appositamente attrezzate, quelle con il pavimento speciale, la sbarra, lo specchio in modo da poter studiare, allenarci, mantenere in forma il nostro strumento che è il corpo. Mesi senza un allenamento adeguato sono una rovina per un ballerino".
Ad Amburgo, a Praga, spiega Alessandra Ferri, i teatri hanno già aperto le loro sale prove. Con tutte le misure di sicurezza, ovvio. "Perché non farlo anche qui da noi? Aprendo a piccoli gruppi di cinque ballerini per volta; in uno spazio di duecento metri quadrati, come sono le sale da ballo, il distanziamento è assicurato. Potremmo fare più lezioni al giorno, anche a giorni alterni se necessario, in modo da non avere tutta la compagnia presente allo stesso momento, facendo uso di mascherine... È una soluzione praticabile e senza contravvenire alle norme sanitarie".
In questi mesi Alessandra Ferri non ha smesso un giorno di provare: tre ore quotidiane, dal pilates agli esercizi sulle punte. "Tenersi in forma per i ballerini è essenziale. Ma ci vogliono le condizioni giuste, un pavimento che assorbe l'impatto sulle punte, un maestro vero e soprattutto lo spazio, perché la danza è movimento nello spazio. Senza queste condizioni minime, e per di più per mesi, rischiamo di mandare all'aria anni di studio".
La speranza è che l'appello sia accolto il prima possibile. "Lo dico pensando anche alle tante scuole di ballo che ci sono in Italia e che oggi sono in difficoltà per la chiusura. Potrebbero invece affittare i propri spazi ad allenamenti privati o per riprendere le lezioni con piccoli gruppi di allievi. Le scuole sono importanti anche a livello amatoriale, perché muovere il proprio corpo, avere consapevolezza di quello può fare, danzare è un nutrimento e perché la nostra vera missione è mostrare la bellezza e l'armonia".