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La figlia di Natalie Wood: "Un documentario per raccontare la forza di mia madre"

Natasha Gregson Wagner ha realizzato 'Natalie Wood: What Remains Behind', storia di una diva la cui scomparsa resta avvolta nel mistero  
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Natalie Wood è stata una leggenda di Hollywood in vita e in morte, per via di quella fine, per annegamento, nel 1981, nelle acque dell’isola di Santa Catalina, California. Non è mai stato chiaro cosa fosse accaduto sul panfilo Splendour, sul quale si trovava insieme al marito Robert Wagner e all’attore Christopher Walken. Quella vita, finita a 43 anni, è raccontata dalla figlia Natasha Gregson Wagner, 49 anni, nel documentario Natalie Wood: What Remains Behind diretto da Laurent Bouzerau, appena uscito negli Stati Uniti.

«Quando è morta avevo undici anni — spiega Gregson Wagner, produttrice, e voce narrante del film — un trauma superato dopo anni di analisi. In questo documentario mostro come sia stata una delle prime attrici a battersi per la parità dei salari, per il controllo sul materiale, una donna all’avanguardia». Natalie Wood aveva debuttato a cinque anni (Miracolo sulla 34a strada) poi la celebrit&a…
Natalie Wood è stata una leggenda di Hollywood in vita e in morte, per via di quella fine, per annegamento, nel 1981, nelle acque dell’isola di Santa Catalina, California. Non è mai stato chiaro cosa fosse accaduto sul panfilo Splendour, sul quale si trovava insieme al marito Robert Wagner e all’attore Christopher Walken. Quella vita, finita a 43 anni, è raccontata dalla figlia Natasha Gregson Wagner, 49 anni, nel documentario Natalie Wood: What Remains Behind diretto da Laurent Bouzerau, appena uscito negli Stati Uniti.

«Quando è morta avevo undici anni — spiega Gregson Wagner, produttrice, e voce narrante del film — un trauma superato dopo anni di analisi. In questo documentario mostro come sia stata una delle prime attrici a battersi per la parità dei salari, per il controllo sul materiale, una donna all’avanguardia». Natalie Wood aveva debuttato a cinque anni (Miracolo sulla 34a strada) poi la celebrità con Gioventù bruciata, Splendore nell’erba, West Side Story. Il documentario inizia da quell’uscita in mare: una cena, l’alcol, una lite, Natalie che si ritira in cabina. Il mattino dopo, il suo cadavere è in acqua. La morte viene archiviata come accidentale. Ma c’è ancora chi pensa che a ucciderla, in un attacco di gelosia, sia stato il marito. Nel documentario ci sono interviste con Robert Redford, Mia Farrow, lo stesso Wagner, oggi 90 anni. Per parlarne, Natasha compare in video dalla casa in Michigan, dove trascorre la quarantena col marito e la figlia.

L'attrice con James Dean in 'Gioventù bruciata', 1955 


Un ricordo di sua madre che le sta a cuore.
«Il suo calore: abbracciarla era bello. Amava stringerci, me e le mie sorelle, ricordo un continuo stare abbracciati. Non ci metteva mai da parte, anche quando faceva bellissime feste con Fred Astaire, David Niven, Elia Kazan. Era una star ma non era prigioniera degli standard, in casa portava i capelli raccolti, gli occhiali, sempre struccata. Una grande semplicità».

La prima volta che la vide al cinema?
«Da piccola, in Miracolo: mi fece impressione, quella sullo schermo era una bambina come me. Poi al liceo l’insegnante di cinema ci fece vedere Splendore nell’erba, per la prima volta lo vedevo per intero, capii la profondità del suo lavoro».

Natalie Wood con Warren Beatty in 'Splendore nell'erba', 1961. Nella foto in alto, un'immagine d'archivio contenuta nel documentario  


Spielberg sta preparando un remake di “West Side Story”
«Io l’ho riscoperto facendolo vedere a mia figlia, la sua scena preferita è quella in cui mamma canta I feel pretty. Il remake riaccende una luce su mia madre, i giovani a stento la ricordano».

Se fosse qui?
«Le chiederei dei consigli sull’essere madre, sul lavoro. Era una lavoratrice disciplinatissima, perfino Elia Kazan e James Dean ne erano intimiditi. Se fosse qui, si batterebbe per la parità dei diritti, vorrebbe più donne a dirigere film. La regia era un suo obiettivo. E sarebbe una nonna fantastica».