Ascanio Celestini: "Alla mezzanotte del 15 sarò il primo in scena"
Rodolfo di Giammarco
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di RODOLFO DI GIAMMARCO
A giugno l'attore sul palco, a Pesaro, con 'Radio clandestina', nel giorno della riapertura dei teatri
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Il primo spettacolo teatrale, in programma con la ripresa in sicurezza delle attività dal vivo, sarà a mezzanotte e un minuto di lunedì 15 giugno, una replica storica e altamente simbolica di Radio clandestina di e con Ascanio Celestini al Teatro Sperimentale di Pesaro, dove il lavoro era in cartellone a marzo, poi annullato.
Di chi è stata, Celestini, l’idea di tagliare il nastro allo scoccare notturno del riavvio degli appuntamenti di palcoscenico?
«Il merito è di Gilberto Santini direttore dell’Amat e del Comune di Pesaro, e io ho aderito subito. La considero un’iniziativa destinata a festeggiare prima possibile una relazione diretta col pubblico».
Nessun problema per le modalità di utilizzo dello spazio, di accesso degli spettatori e di prestazione artistica?
«No, c’è stato un rispetto alla lettera delle regole per la platea: occupabili solo 100 dei complessivi 500 posti della sala. Il pub…
Il primo spettacolo teatrale, in programma con la ripresa in sicurezza delle attività dal vivo, sarà a mezzanotte e un minuto di lunedì 15 giugno, una replica storica e altamente simbolica di Radio clandestina di e con Ascanio Celestini al Teatro Sperimentale di Pesaro, dove il lavoro era in cartellone a marzo, poi annullato.
Di chi è stata, Celestini, l’idea di tagliare il nastro allo scoccare notturno del riavvio degli appuntamenti di palcoscenico?
«Il merito è di Gilberto Santini direttore dell’Amat e del Comune di Pesaro, e io ho aderito subito. La considero un’iniziativa destinata a festeggiare prima possibile una relazione diretta col pubblico».
Nessun problema per le modalità di utilizzo dello spazio, di accesso degli spettatori e di prestazione artistica?
«No, c’è stato un rispetto alla lettera delle regole per la platea: occupabili solo 100 dei complessivi 500 posti della sala. Il pubblico indosserà la mascherina. Io e il fonico partiremo da Roma viaggiando a distanza d’un metro fra noi, e saremo a bocca scoperta solo in scena. L’impianto è essenzialissimo: un monologo con quattro lampadine e una sedia».
Ascanio Celestini, 47 anni
Un’impresa che l’accompagna da vent’anni, “Radio clandestina”, evocazione di via Rasella e dell’eccidio delle Fosse Ardeatine con cronache ispirate al libro “L’ordine è già stato eseguito” di Alessandro Portelli, e una sua contestualizzazione che va all’indietro e copre un arco sociale di mezzo secolo.
«Questo lavoro s’è adattato a qualunque luogo. L’ho tenuto a battesimo nel 2000 nel Museo della Liberazione di Roma in via Tasso, dove gli antifascisti furono torturati dalle SS, e lì inizialmente me la sono vista, in una stanza, con 30-50 spettatori. Poi l’ho replicato ovunque, in teatri e centri culturali, e quest’anno sono passato dai 1000 posti dell’Auditorium di Roma nella Giornata della Memoria all’imminente capienza di cento persone a Pesaro».
Ora lo spettacolo battistrada del post-Covid si replicherà anche la sera del 15, inaugurando la rassegna “Torna a teatro! Artisti & spettatori di nuovo a casa” nel cui calendario c’è pure, il 20-21, “Chroma Keys” di Motus con Silvia Calderoni. Lei, Celestini, tiene a ribadire che qui non ricostruisce una cronaca ordinaria dell’occupazione nazista.
«So di combattere delle fake news. Ai partigiani viene data la colpa per la rappresaglia messa poi a segno dai tedeschi. Ma a via Rasella ebbe luogo un atto di guerra, non un attentato. Non fu un agguato di terrorismo come i massacri in Siria. L’eccidio di ritorsione che fece 335 vittime non colpì comunisti o ebrei romani ma italiani d’ogni credo politico e religioso. Per dare un’idea delle radici di questa gente qualunque io faccio un percorso a ritroso che parte dalla fine dell’800».
Lei è sempre un narratore di guerre, fabbriche, manicomi, precarietà...
«Mi sono convinto che la memoria serve a rafforzare il futuro. L’isolamento m’ha spinto ora a scrivere racconti. Ho analizzato ad esempio lo sconforto di chi ha perso una madre senza poterla vedere e onorare con un funerale. Pubblico su Facebook. Esercizi letterari, scenici, o solo per me. Vivo a Morena, alla periferia di Roma. Lo vedo il ricorso allo streaming, alla video-art ma credo che la risposta al Covid sia un teatro di rapporti a vista, con persone che escono di casa per incontrarsi. Con responsabilità».