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Daniele Gatti al Quirinale per riaccendere la musica. "Imperfetta, ma riparte"

Lunedì in concerto con l'orchestra dell'Opera di Roma nei giardini della Presidenza della Repubblica
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La musica addormentata da tre mesi è pronta al risveglio. Accadrà lunedì al Quirinale, per celebrare la festa del giorno dopo, 2 giugno. Protagonista l’orchestra dell’Opera di Roma con il suo direttore principale, Daniele Gatti. Cerimonia per una nazione ferita, dedicata alla memoria delle vittime del coronavirus. Il primo concerto post-lockdown è sotto l’egida della presidenza della Repubblica che ha adottato il protocollo sanitario sul distanziamento tra musicisti elaborato dal comitato di esperti del governo. Perciò, sul palco nei giardini del palazzo, soltanto quindici strumentisti ad arco, ciascuno a un paio di metri dall’altro. Non è ancora chiaro se dovranno indossare le mascherine, di certo Gatti ne metterà una chirurgica. Sarà un concerto senza invitati, ma trasmesso in diretta da Rai Cultura su Rai 1 a partire dalle 18.45; in apertura un breve discorso del presidente Mattarella.

«Il progra…
La musica addormentata da tre mesi è pronta al risveglio. Accadrà lunedì al Quirinale, per celebrare la festa del giorno dopo, 2 giugno. Protagonista l’orchestra dell’Opera di Roma con il suo direttore principale, Daniele Gatti. Cerimonia per una nazione ferita, dedicata alla memoria delle vittime del coronavirus. Il primo concerto post-lockdown è sotto l’egida della presidenza della Repubblica che ha adottato il protocollo sanitario sul distanziamento tra musicisti elaborato dal comitato di esperti del governo. Perciò, sul palco nei giardini del palazzo, soltanto quindici strumentisti ad arco, ciascuno a un paio di metri dall’altro. Non è ancora chiaro se dovranno indossare le mascherine, di certo Gatti ne metterà una chirurgica. Sarà un concerto senza invitati, ma trasmesso in diretta da Rai Cultura su Rai 1 a partire dalle 18.45; in apertura un breve discorso del presidente Mattarella.

«Il programma scelto riflette la tragedia da cui stiamo uscendo e guarda con ottimismo a un futuro più sereno», spiega Gatti. «È stato calibrato sulla situazione emotiva presente, sull’organico ristretto al momento consentito, sul fatto che deve rivolgersi all’Italia intera in un orario di punta del palinsesto televisivo. Quindi pezzi brevi e densissimi». Ossia, muovendosi tra il barocco, il secolo scorso e l’oggi, e con il binocolo orientato in direzione dell’Europa, l’“Adagio e fuga” di Mozart, un Concerto grosso di Vivaldi, “Crisantemi” di Puccini, che è una specie di requiem laico, il “Langsamer Satz” di Webern, l’“Aria sulla quarta corda” di Bach, “Silouan’s song” dell’estone Arvo Pärt, ispirato alle meditazioni di un mistico russo dell’Ottocento. E l’inno di Mameli, trascritto dallo stesso Gatti. «Nell’impossibilità di avere gli squilli di tromba all’inizio, ne ho fatta una versione intimista che racchiude il senso di una silente fratellanza. Meno marziale del solito, vuole significare che l’esperienza del dolore non ci preclude comunque la rinascita».

Per Gatti questo non sarà il solo appuntamento di ripartenza. A giorni sperimenterà concerti a ranghi ridotti, ancora senza spettatori ma con diffusione radio e tv, con l’Orchestre National de France, e a luglio con l’Orchestra della Rai, a Torino. «Pazienza se suono e amalgama degli strumenti non saranno perfetta. Conta che il mondo della musica, il primo a spegnere i motori, ora li rimetta in moto. Insieme ad artisti e pubblico, lo chiedono migliaia di famiglie che su queste attività vivono».

Ecco perché nelle ultime settimane Gatti è sempre stato in prima linea per chiedere che la musica ricominciasse. «Tuttavia, se andrà in porto il Netflix proposto da Franceschini, non demonizziamolo. Può affiancare utilmente lo spettacolo dal vivo, così come il calcio in tv non sostituisce la frequentazione degli spalti». E a metà luglio il maestro milanese darà il via anche al primo melodramma post-Covid: Rigoletto firmato Opera di Roma, regia Damiano Michieletto. Dove e come, da decidere. Però si sussurra che potrebbe essere al Circo Massimo.