✕

Paul Simon: un ''canzoniere'' infinito che dobbiamo riascoltare

La playlist che Repubblica vi propone su Apple Music, intitolata Paul Simon: The Best, attraversa oltre cinquant’anni di musica, in cui il cantautore è sempre rimasto a un livello straordinario di creatività e di ingegno
3 minuti di lettura
Nel mondo dell’arte e della musica ci sono poche certezze, ma quelle che ci sono, sono davvero delle certezze. Una di queste è che Paul Simon è una delle più grandi personalità del secolo scorso e anche di quello in corso. Ed è a lui e alle sue grandissime canzoni che è dedicata la playlist che Repubblica vi propone su Apple Music, intitolata Paul Simon: The Best.

Una playlist che attraversa oltre cinquant’anni di musica, cinquant’anni in cui Simon è sempre rimasto a un livello straordinario di creatività e di ingegno. Una playlist in cui ci sono delle canzoni senza le quali obiettivamente non si può vivere: Graceland, 50 ways to leave your lover, The sound of silence, The boxer, Mrs. Robinson, Father and daughter, Bridge over troubled water, Still crazy after all these years, e stiamo citando a caso in un canzoniere di capolavori pressoché infinito. E in tutti questi anni il suo successo resta se…
Nel mondo dell’arte e della musica ci sono poche certezze, ma quelle che ci sono, sono davvero delle certezze. Una di queste è che Paul Simon è una delle più grandi personalità del secolo scorso e anche di quello in corso. Ed è a lui e alle sue grandissime canzoni che è dedicata la playlist che Repubblica vi propone su Apple Music, intitolata Paul Simon: The Best.

Una playlist che attraversa oltre cinquant’anni di musica, cinquant’anni in cui Simon è sempre rimasto a un livello straordinario di creatività e di ingegno. Una playlist in cui ci sono delle canzoni senza le quali obiettivamente non si può vivere: Graceland, 50 ways to leave your lover, The sound of silence, The boxer, Mrs. Robinson, Father and daughter, Bridge over troubled water, Still crazy after all these years, e stiamo citando a caso in un canzoniere di capolavori pressoché infinito. E in tutti questi anni il suo successo resta sempre grandissimo, il suo talento non ha subito scossoni, la sua creatività è rimasta intatta. E la curiosità, quella strana dote che gli ha permesso di mescolare la sua arte con tutto quello che non gli apparteneva e che ha voluto, testardamente conoscere, lo fa ancora essere uno dei più grandi cantautori contemporanei.

No, non stiamo esagerando: se c'è qualcuno che può sedere, senza problemi, al fianco di Bob Dylan nell'Olimpo dei "Grandi Creatori di Canzoni del Nostro Secolo", beh, questo è certamente Paul Simon. Con la sua straordinaria leggerezza, con il suo gusto melodico fantasioso e sottile, il cantautore americano ha attraversato più di quarant'anni di storia della musica, molti dei quali in compagnia del suo "socio" Art Garfunkel, con il quale ha messo a segno uno dei dischi più venduti della storia della musica popolare, quel Bridge over troubled water che ha stazionato nelle classifiche per quasi venti anni, e la colonna sonora de Il laureato, film di Mike Nichols passato alla storia per la leggendaria interpretazione di Dustin Hoffman e per le straordinarie canzoni del duo Simon & Garfunkel. Inevitabile, quindi, andare a riscoprire  il film in streaming, si trova a noleggio su Apple, Rakuten, Chili e Google Play.

Per vedere Simon & Garfunkel insieme vale la pena partire dal passato remoto e andare a recuperare su YouTube un Simon and Garfunkel – Live in Holland –1966, perfetto bianco e nero che fotografa i due nel pieno della loro crescita, quando pubblicano The sound of silence. Le armonie dei due rasentano la perfezione e il concerto, poco meno di venticinque minuti, è un gioiello. Leggendario è il concerto di Central Park del 1982, che potete trovare su Internet Archive, una copia digitalizzata del dvd originale.

Chiusa la lunga e avvincente avventura con Garfunkel, Paul Simon ha iniziato una nuova vita come solista e il successo, se possibile, è cresciuto ulteriormente, in virtù di canzoni memorabili e di incredibili viaggi, di opere affascinanti e incontri curiosi. I suoi lavori con la musica sudafricana, per quel capolavoro intitolato Graceland del 1986, o con quella brasiliana per il bellissimo The rhythm of the saints del 1990, sono tuttora dei luminosissimi esempi di come si possa fare della musica di grandissima qualità senza rinunciare alla popolarità. Per ricostruire l’avventura di Graceland va visto il concerto che era alla base del progetto assieme all’omonimo album. YouTube vi offre una selezione di molte delle performance del concerto, spezzettate in una playlist che vi permette di riascoltare tutte le canzoni più belle.

Simon, comunque, non è un artista particolarmente prolifico, non segue mode e tendenze, resta quasi sempre per conto suo, anche se di certo non è personaggio isolato: rappresenta, in qualche modo, l’anima riflessiva della canzone americana, sostiene strenuamente il suo ruolo di cantautore, da svolgere come e quando lui ne senta la necessità e non quando le regole del mercato lo impongono. Ricostruire la sua storia, quindi, vale assolutamente la pena. In maniera sommaria, ma in italiano, potete trovare una ricostruzione della sua avventura, con molte testimonianze, nella puntata di Rock Legend a lui dedicata che trovate su RaiPlay. 

Solo per supermaniaci c’è una bellissima presentazione di un bellissimo libro, Homeward Bound -The Life of Paul Simon, scritto da uno dei più raffinati conoscitori del musicista, Peter Ames Carlin, che racconta del suo libro e della sua passione per Simon in oltre un’ora di conferenza, tutta in inglese. Certo, non è un boccone facile da digerire, ma se siete proprio appassionati potreste fare un tentativo almeno per un quarto d’ora e poi decidere se andare avanti.

Dal 1972, anno in cui iniziò a realizzare dischi a suo nome, a oggi il grande cantautore di Newark, New Jersey, ha pubblicato una decina di dischi originali e la sua casa discografica ha messo in commercio moltissime antologie. Pochi dischi ma tutti belli e interessanti, tutti degni di essere ascoltati e conservati. Ma se di dischi ne ha fatti pochi la sua attività dal vivo è continuata, costante e ricchissima. Un modo per riascoltare gran parte dei suoi capolavori su YouTube è l'ottimo concerto del 1992 a Montevideo, Live in Uruguay, consigliatissimo.