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Emma Dante: "Quanta indifferenza per il teatro"

La regista torna in scena a Palermo con lo spettacolo “Abbecedario della quarantena”: "Ma così è un'ipocrisia"  
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Pronti via, il 15 il teatro riapre. "Assolutamente no - incalza Emma Dante - È una ipocrisia istituzionale pensare che basta spalancare un portone perché i teatri riaprano. Tante piccole sale non riapriranno perché non possono permettersi il distanziamento né le sanificazioni. Noi stessi andiamo in scena ma in uno spazio all'aperto, non teatrale. Altro che riaprire. Ci sono problemi grossi e un gran malcontento nel nostro settore. E non si può abbassare lo sguardo".

Tutto vero, ma dipende anche dalla generosità dello sguardo e quello di Emma Dante, regista visionaria di teatro e opera, è sempre una rivelazione interessante. Il 14 (in prova aperta con diretta streaming) e il 15 negli spazi all'aperto del Teatro Biondo di Palermo presenterà Abbecedario della quarantena e quello che ufficialmente è il saggio finale degli allievi attori della "Scuola dei Mestieri e dello Spettacolo" del Teatro Bion…
Pronti via, il 15 il teatro riapre. "Assolutamente no - incalza Emma Dante - È una ipocrisia istituzionale pensare che basta spalancare un portone perché i teatri riaprano. Tante piccole sale non riapriranno perché non possono permettersi il distanziamento né le sanificazioni. Noi stessi andiamo in scena ma in uno spazio all'aperto, non teatrale. Altro che riaprire. Ci sono problemi grossi e un gran malcontento nel nostro settore. E non si può abbassare lo sguardo".

Tutto vero, ma dipende anche dalla generosità dello sguardo e quello di Emma Dante, regista visionaria di teatro e opera, è sempre una rivelazione interessante. Il 14 (in prova aperta con diretta streaming) e il 15 negli spazi all'aperto del Teatro Biondo di Palermo presenterà Abbecedario della quarantena e quello che ufficialmente è il saggio finale degli allievi attori della "Scuola dei Mestieri e dello Spettacolo" del Teatro Biondo di Palermo (finale anche per Emma Dante che non la dirigerà più), sarà ora anche un esperimento inaspettato, di come si possa narrare la quarantena (e ha collaborato Carmine Maringola), di come realizzare una formula performativa inedita per via del distanziamento,
di come gli artisti possano vivere tutto questo .

È così?
"Quello che facciamo ora non può essere teatro: abbiamo fatto le prove on line, ci sarà il distanziamento... Sarà la restituzione di un lavoro che hanno fatto questi giovani allievi in procinto di diventare lavoratori proprio in un momentaccio come questo post-Covid. E non è uno spettacolo sulla pandemia. È proprio un abbecedario per raccontare con sguardi diversi quello che è successo in questi mesi".

Gli allievi attori della "Scuola dei Mestieri e dello Spettacolo" del Teatro Biondo di Palermo 

Tipo?
"La F per esempio parlerà di femminicidio perché la quarantena in tante famiglie è diventata la degenerazione di una convivenza malsana. Per la D di decreto, uno degli attori imiterà il premier Conte mentre parla, l'unica volta, degli artisti definendoli quelli che lo fanno divertire come se la cultura fosse intrattenimento e non una cura delle persone al pari degli ospedali. La L parlerà dei lavoratori dello spettacolo, gli intermittenti che non hanno contratti e hanno avuto i 600 euro di bonus solo a marzo e lo so perché è successo ai miei attori".

Arrabbiata?
"Sì. In più non capisco perché nello sport si possono fare gli allenamenti, superando anche in modo incauto il distanziamento, e gli attori in scena non possono lavorare. Quello che non mi va giù è l'indifferenza verso il nostro mondo. Io certo non penso a cambiare un mio spettacolo per farlo con le mascherine e il distanziamento. Piuttosto non lo faccio, come è accaduto".

A cosa si riferisce?
Avrei dovuto provare una Ifigenia in Tauride di Gluck a Pavia ma per ora è saltata e chissà se si riuscirà a fare La bohème prevista in apertura di stagione al San Carlo di Napoli a dicembre. Anche il nuovo spettacolo, Pupo di zucchero, da una novella di Basile che doveva debuttare prima ad Avignone poi a Spoleto, è già rinviato, all'anno prossimo per il festival francese mentre in Italia debutterà al Mercadante di Napoli".

E Spoleto?
"Faremo un'altra cosa con i Fratelli Mancuso, polistrumentisti e cantanti, con cinque attori, I messaggeri al Teatro Romano, uno spettacolo-concerto che dalle tragedie greche ci porta ai bollettini di questi mesi".

Cambierà molto il teatro post emergenza secondo lei?
"Spero cambi il sistema non gli spettacoli. Io voglio concentrarmi sulla Vicarìa, il mio scantinato, una ex fabbrica di scarpe alla Zisa che abbiamo risistemato a nostre spese visto che a Palermo non si è mai trovata una sede per noi. Ci voglio fare le mie cose, residenze, esperimenti. Noi sognatori ci siamo e speriamo di continuare a trasformare gli incubi in sogni".