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'Homegrown', il disco perduto di Neil Young

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Il 19 giugno viene pubblicato, dopo 45 anni, l'album che il rocker canadese aveva inciso nel 1975 e poi bloccato perché "troppo intimo"
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Da qualche tempo Neil Young si diverte ad aprire la scatola magica dei suoi archivi e a lanciare sul mercato caramelle vintage che deliziano i suoi fan sparsi in tutto il mondo. Da qui a fine novembre è prevista la pubblicazione di ben 5 dischi (Greendale Live il 17 luglio; NYA vol. 2 il 21 agosto; Rust Bucket il 16 ottobre e Live at Shakespeare Theater 1971 il 27 novembre): il primo della lista è Homegrown, in arrivo il 19 giugno, da anni indicato dagli appassionati del cantautore canadese come “l’album perduto”. “Quello che era sfuggito”, si legge nel sito web del rocker Archives.

Un disco fatto e finito, registrato tra il dicembre del 1974 e il gennaio del 1975, pronto per la pubblicazione e che ha finito per non vedere mai la luce, se non nelle classiche versioni bootleg molto in voga negli scorsi decenni. Fu lo stesso Young a bloccare il progetto: la sua vita artistica e sentimentale stava attraversando una fase particolarmente agitata…
Da qualche tempo Neil Young si diverte ad aprire la scatola magica dei suoi archivi e a lanciare sul mercato caramelle vintage che deliziano i suoi fan sparsi in tutto il mondo. Da qui a fine novembre è prevista la pubblicazione di ben 5 dischi (Greendale Live il 17 luglio; NYA vol. 2 il 21 agosto; Rust Bucket il 16 ottobre e Live at Shakespeare Theater 1971 il 27 novembre): il primo della lista è Homegrown, in arrivo il 19 giugno, da anni indicato dagli appassionati del cantautore canadese come “l’album perduto”. “Quello che era sfuggito”, si legge nel sito web del rocker Archives.

Un disco fatto e finito, registrato tra il dicembre del 1974 e il gennaio del 1975, pronto per la pubblicazione e che ha finito per non vedere mai la luce, se non nelle classiche versioni bootleg molto in voga negli scorsi decenni. Fu lo stesso Young a bloccare il progetto: la sua vita artistica e sentimentale stava attraversando una fase particolarmente agitata. Le canzoni (12, alcune delle quali pubblicate poi negli anni in vari dischi come Zuma, American Stars’n’Bars, Decade, Hawks & Doves) erano state scritte durante la fine della relazione con l’attrice Carrie Snodgress, da cui era nato il figlio Zeke, che soffre di una forma di paralisi celebrale. Fu lo stesso artista a giudicare quei brani “troppo personali e reali”, intrisi com’erano di aspetti privati raccontati con uno stato d’animo per niente sereno.
“Un disco pieno d’amore perduto e di esplorazioni, non l’ho mai pubblicato e penso che non lo farò mai”, aveva dichiarato Young, che nello stesso periodo era caduto in uno stato di prostrazione per la morte dei suoi grandi amici Danny Whitten, chitarrista del suo gruppo storico Crazy Horse stroncato dall’eroina (a cui proprio Young aveva dedicato uno dei suoi brani più celebri, The Needle and the Damage Done), e del suo roadie Bruce Berry, morto anche lui per un mix di cocaina ed eroina. Sull’onda emotiva di quei lutti aveva inciso un album intenso e cupo come Tonight’s the Night, che alla fine decise di pubblicare proprio al posto di Homegrown nel giugno del 1975.

Parlando con la stampa, Young definì Homegrown “il lato oscuro di Harvest, un disco che non riuscivo ad ascoltare, volevo andare avanti”. In effetti, dopo il grande successo commerciale ottenuto proprio con Harvest (1972) e con la superband messa in piedi insieme a Crosby, Stills e Nash, Neil Young era entrato in una fase creativa molto complessa, oscura e sconfortata, che generò dischi poco commerciali come il live di inediti Time Fades Away del 1973, On The Beach del 1974 e il già citato Tonight’s the Night. A questo proposito, è proprio il rocker a definire Homegrown come un “ponte tra Harvest e Comes a Time”, quest’ultimo uscito nel 1978. Dopo 45 anni di attesa aveva deciso di pubblicarlo ad aprile, poi a causa dell’emergenza è stato rinviato: la stampa anglosassone lo ha già definito un capolavoro. Le canzoni vennero registrate tra Nashville, Los Angeles, Redwood City e Londra: l’elenco degli ospiti comprende Robbie Robertson, Emmylou Harris, Levon Helm e Tin Drummond.