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Nina Zilli: ''Madre Natura vive in tuta perché non ha nulla da dimostrare. Il boss è lei, dobbiamo ricordarcelo''

La cantante, testimonial della campagna europea #StopGlobalWarming, racconta con umorismo e un pizzico di nostalgia il suo rapporto con la natura, alla quale ha dedicato il nuovo singolo, Schiacciacuore. "Sono cresciuta in val Trebbia, in campagna. Andavo a cacciare le libellule col retino. Ero imbranata, non riuscivo a prenderle e quando lo facevo le liberavo. Oggi non ne vedo quasi più", ricorda. E poi descrive come coltivare un mini orto a Milano, vestire etico e fare la differenza per l'Ambiente, partendo dalle abitudini quotidiane
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“Non saprei dire il primo ricordo che ho legato alla natura. Sono nata correndo scalza tra i campi e nel cortile di casa dove c’erano questi sassolini bianchi che ora sono stati sostituiti dall’asfalto, come cantava Celentano. È un po’ come con Mina, ce l’abbiamo nel dna: non ricordi quando hai sentito la sua prima canzone ma le conosci tutte”. Proprio a Madre Natura Nina Zilli, 40 anni e dieci di carriera, ha dedicato Schiacciacuore, il suo ultimo singolo scritto durante la quarantena. Una canzone d’amore, certo, ma anche una riflessione sul rapporto tra uomo e Terra. Schiacciacuore è anche il nome della piantina che la cantautrice di Piacenza ha coltivato in un live streaming online e la cui crescita si può vedere in timelapse in un video che accompagna il nuovo singolo ("in attesa di quello vero che abbiamo appena finito di girare e che uscirà domani").

Ora che non è più sotto i riflettor…
“Non saprei dire il primo ricordo che ho legato alla natura. Sono nata correndo scalza tra i campi e nel cortile di casa dove c’erano questi sassolini bianchi che ora sono stati sostituiti dall’asfalto, come cantava Celentano. È un po’ come con Mina, ce l’abbiamo nel dna: non ricordi quando hai sentito la sua prima canzone ma le conosci tutte”. Proprio a Madre Natura Nina Zilli, 40 anni e dieci di carriera, ha dedicato Schiacciacuore, il suo ultimo singolo scritto durante la quarantena. Una canzone d’amore, certo, ma anche una riflessione sul rapporto tra uomo e Terra. Schiacciacuore è anche il nome della piantina che la cantautrice di Piacenza ha coltivato in un live streaming online e la cui crescita si può vedere in timelapse in un video che accompagna il nuovo singolo ("in attesa di quello vero che abbiamo appena finito di girare e che uscirà domani").

Ora che non è più sotto i riflettori come sta la piantina Schiacciacuore?
“Sta benissimo, ha fatto le sue prime due notti fuori e ha affrontato la pioggia milanese devastante degli scorsi giorni. Se la sta cavando bene anche se ho visto che ha una fogliolina spezzata a metà, ma sono i danni del percorso e della crescita”.



Le hai dedicato una canzone: come te la immagini Madre Natura?
“Intanto me la immagino in tuta da ginnastica. È vestita così perché non ha niente da dimostrare, lei è il boss e il boss non ha bisogno di andare in ufficio con la cravatta, può andare come vuole. Me la immagino molto rilassata perché sa di essere forte e potente. Madre Natura non si preoccupa di nulla perché è lei che comanda e noi dobbiamo adeguarci e stare attenti a non farla arrabbiare. Nella mia canzone a un certo punto è infastidita perché viene trattata male da chi in teoria è un ospite, ovvero noi. Tutto è partito da un mio disegno di Madre Natura: una sorta di montagna gigante verde con gli occhiali e con un cuore di legno in mano”.

Come è il tuo personale rapporto con lei?
“Ottimo, non litighiamo quasi mai! Sono cresciuta in val Trebbia, in campagna a otto chilometri da Piacenza. Andavo a cacciare le libellule col retino. Ero talmente imbranata che non riuscivo quasi mai a prenderle e quando lo facevo ovviamente le liberavo. Oggi non ne vedo quasi più. Come le lucciole che nel buio delle nostre campagne: i prati sembravano cieli stellati in alcuni punti. Noto tutte queste cose perché ho avuto la fortuna di crescere in mezzo alla natura e agli animali. Ero vicinissima alla città però avevo un orto, conosco il ciclo di vita degli ortaggi, della frutta… Per una bambina è molto bello crescere così. Ero libera, andavo in bicicletta. A otto anni rubavo il motorino di mia nonna e la facevo preoccupare tantissimo. Ero una teppista”.

Anche a Milano ti dedichi al verde?
“Ho piantato una ventina di pomodori, dieci li ho regalati. Sono anche riuscita a trapiantarli. I pomodori iniziano a nascere a metà giugno ma temo che i miei non matureranno perché li ho seminati tardi, appena hanno aperto i negozi di semi. Mannaggia. Poi ho il basilico e i grandi classici. Ho anche la camomilla e qualche altra piantina rampicante come Schiacciacuore. Le tengo sui davanzali”.

E i fiori?
“Mia nonna mi ha trasmesso la passione per i fiori. Lei ha delle rose meravigliose che cura in modo eccelso. Quando vado a casa mi fa trovare dei bellissimi mazzi di fiori del suo giardino. Amo le rose gialle di nonna ma il mio preferito è la gardenia in onore di Billie Holiday: l’ho portata nei capelli per tutto un tour in cui, insieme a Fabrizio Bosso, omaggiavo le mie divine dal soul al jazz”.

Quali sono i paesaggi naturali che ami di più?
“Sono stata in tanti posti che ho amato, i classici parchi nazionali italiani, dalla Valle d’Aosta agli Abruzzi. E poi le Eolie che sono qualcosa di unico nel mondo dal punto di vista naturalistico. Ho attraversato una parte di Marocco in macchina, guidavo io e avevo 20 anni, da Fès a Essaouira passando attraverso il deserto roccioso, con montagne bellissime. I posti dove mi sento in pace con me stessa sono tre: la val Trebbia, lungo il fiume andando oltre Bobbio. Poi, la Giamaica, dove mi sento a casa. Vado là per lavoro: il clima, i colori e i fiori pazzeschi mi aiutano. E infine, per completare la tripletta, le isole Eolie”.  

Vivendo a Milano cosa fai quando hai voglia di scappare nella natura?
“Ho fatto in modo di scappare in modo permanente: mi sono trasferita attaccata a parco Sempione. Mi sveglio con gli uccellini, vivo in una zona quasi pedonale, un’area molto intima, sembra un paesino dove è tutto da vivere all’aperto e da fare a piedi. Mi sono portata il più vicino possibile a quello che mi fa stare bene”.

Tu sei anche testimonial dell’iniziativa europea #StopGlobalWarming. Come nasce il tuo impegno per l’ambiente?
“È nato tutto in modo molto naturale. Marco Cappato, uno degli organizzatori, conoscendomi mi ha proposto questa collaborazione. Sapeva quanto l’argomento mi interessasse. Quando abitavo a Bologna, per esempio, avevo l’auto elettrica. Molti però non possono permettersela. In primis devono essere i governanti a livello globale a decidere di cambiare il modo in cui si fa business, a sostenere un’economia pulita, ecologica e cambiare il modo di pensare”.

Tu a cosa stai più attenta?
“Sicuramente a non buttare robaccia in giro. È sconfortante vedere ancora così tanti mozziconi di sigarette a terra. Anche le piccole cose sono importanti: fermare l’acqua mentre si lavano i denti, andare a piedi o in bicicletta, fare bene la differenziata… Impazzisco quando trovo la spazzatura in spiaggia, non lo sopporto”.

Anche per quanto riguarda l’abbigliamento fai scelte consapevoli?
“Ho la fortuna di vestire da più di dieci anni il marchio Vivienne Westwood, il suo claim è “buy less choose well”. Quindi è lei la prima che invita a comprare meno cose inutili e a scegliere meglio. Ha tagliato quasi tutto il denim che per essere realizzato ha bisogno di tantissima acqua. Cerco di sostenere il made in Italy e quindi indosso anche capi di giovani designer che stanno molto attenti alla qualità e alle tematiche legate all’ambiente. E poi, vintage amore mio: mescoliamo i capi vecchi, ritagliamoli, riutilizziamoli, diamo loro nuova vita, questo è sicuramente sempre possibile e bello. Quando ero piccola addirittura mi disegnavo i vestiti, li tagliavo e poi me li facevo cucire da mia nonna che era una sarta, ora taglia solo le rose!”.

Ora che stiamo piano piano tornando alla normalità, quali sono i tuoi programmi?
“Il mio desiderio più grande è poter fare qualche concerto. La condivisione è la cosa più bella e importante nel nostro lavoro, poter cantare davanti a qualcuno che ama tanto le tue canzoni. Mi manca moltissimo e mi piacerebbe farne anche solo uno come simbolo della voglia di ripartire e di rinascere. Dopotutto Schiacciacuore è proprio una canzone sulla rinascita”.