Si torna al cinema. Distanza e mascherina, che fatica vedere un film
Arianna Finos , di ARIANNA FINOSDa lunedì 15 sale aperte. Ma le nuove regole mettono in difficoltà esercenti e distributori. E per ora si riaccendono soltanto pochi schermi
A frapporsi tra il pubblico e il grande schermo ci sono pochi giorni e una mascherina. Il via libera alle sale, multiplex e d’essai, è previsto da lunedì 15 giugno, ma a riaprire i battenti rischia di essere circa il dieci per cento dei 4.000 schermi italiani. La causa principale, spiega Mario Lorini presidente dell’Anec, che rappresenta gli esercenti, «sono i protocolli rigidi di sicurezza. Si sono fatti passi in avanti con la deroga del distanziamento per i familiari, ma l’uso della mascherina durante il film è incomprensibile: vanifica anche la possibilità di vendere bevande e snack che non possono essere consumati durante la proiezione e neanche nell’atrio, a meno che non ci sia un bar attrezzato. In queste condizioni sarà difficile una ripartenza». Avvalendosi della competenza delle Regioni in materia, la Puglia e la provincia autonoma di Bolzano hanno già tolto l’obbligo di mascherina anche quand…
A frapporsi tra il pubblico e il grande schermo ci sono pochi giorni e una mascherina. Il via libera alle sale, multiplex e d’essai, è previsto da lunedì 15 giugno, ma a riaprire i battenti rischia di essere circa il dieci per cento dei 4.000 schermi italiani. La causa principale, spiega Mario Lorini presidente dell’Anec, che rappresenta gli esercenti, «sono i protocolli rigidi di sicurezza. Si sono fatti passi in avanti con la deroga del distanziamento per i familiari, ma l’uso della mascherina durante il film è incomprensibile: vanifica anche la possibilità di vendere bevande e snack che non possono essere consumati durante la proiezione e neanche nell’atrio, a meno che non ci sia un bar attrezzato. In queste condizioni sarà difficile una ripartenza». Avvalendosi della competenza delle Regioni in materia, la Puglia e la provincia autonoma di Bolzano hanno già tolto l’obbligo di mascherina anche quando si è preso posto in sala (dovendola invece indossare per entrare, uscire o in ogni altro tipo di spostamento). «Anche in Francia — fa notare Luigi Lonigro, presidente dei distributori dell’Anica — l’obbligo della mascherina da seduti, che vale anche per le arene, non c’è».
La svolta potrebbe arrivare attraverso due vie: il ministero dei Beni culturali si è detto aperto a portare le istanze degli esercenti in sede di approvazione del prossimo decreto del Presidente del consiglio (il DPCM in vigore scade il 14 giugno): di sicuro per quanto riguarda il limite di capienza massima delle 200 persone che non esiste in caso di convegni, con il paradosso che in una sala si può fare un congresso con più di 200 persone ma non proiettare un film. Più incerta la misura delle mascherine che vengono tenute dai visitatori dei Musei «dove però — ragiona Lorini — le persone sono in movimento mentre in sala sono ferme e sedute».
L’altra strada è che il via libera arrivi dalle decisioni di altre regioni che seguiranno la strada di Puglia e Bolzano. Anche i multiplex, che sono gli spazi dove il cinema d’estate continua, mentre le sale d’essai hanno meno prodotto e quest’anno men che mai non essendoci stato il Festival di Cannes, sono appesi alla decisione. «Lunedì apriranno quattro delle nostre quaranta strutture», annuncia Gianluca Pantano del circuito UCI Cinemas.
Se la mascherina resta obbligatoria si stima che nella settimana dal 15 al 22 giugno aprirà il 5% delle sale, circa 100 schermi, che potrebbero salire a 200 dopo il 25 giugno. Senza mascherina i numeri sarebbero ben diversi: 400 schermi per 70 strutture già dal 15 giugno, snocciola i dati il direttore generale di Anec e Anem Simone Gialdini. «La verità è che si procederà a scaglioni» spiega Lonigro, «i primi di luglio partirà gran parte della arene a pagamento, che quest’anno faranno la differenza, passando da 100 a 250, undici solo nella capitale. A lanciarle anche l’iniziativa Moviement Village, che prevede una collaborazione con il David di Donatello, pillole della premiazione a scaldare gli spettatori in sala. L’altro grande problema è il prodotto: le distribuzioni hanno bisogno almeno di un mese per preparare la promozione di un titolo, questa incertezza di certo non aiuta».
I primi film a uscire saranno alcuni di quelli la cui programmazione si è interrotta e i titoli che sono arrivati direttamente on demand. Tra gli italiani molto atteso il ritorno di Gli anni più belli di Gabriele Muccino, a metà luglio. Il 22 luglio il primo film nuovo, il cartone Disney Onward-Oltre la magia già uscito negli altri paesi del mondo. Una buona ripartenza sarà solo in agosto, quando si potrebbe arrivare a 700 schermi. Tra i titoli previsti Mulan, Volevo nascondermi (uscirà nelle arene a metà mese e in sala ai primi di settembre). E c’è l’enigma Tenet, atteso kolossal di Christopher Nolan, la cui data italiana è ancora allineata a quella internazionale, il 15 luglio: a breve scioglierà il nodo la Warner Italia. Il ritorno a una situazione di normalità sarà a settembre, in coincidenza con la Mostra di Venezia.
La svolta potrebbe arrivare attraverso due vie: il ministero dei Beni culturali si è detto aperto a portare le istanze degli esercenti in sede di approvazione del prossimo decreto del Presidente del consiglio (il DPCM in vigore scade il 14 giugno): di sicuro per quanto riguarda il limite di capienza massima delle 200 persone che non esiste in caso di convegni, con il paradosso che in una sala si può fare un congresso con più di 200 persone ma non proiettare un film. Più incerta la misura delle mascherine che vengono tenute dai visitatori dei Musei «dove però — ragiona Lorini — le persone sono in movimento mentre in sala sono ferme e sedute».
L’altra strada è che il via libera arrivi dalle decisioni di altre regioni che seguiranno la strada di Puglia e Bolzano. Anche i multiplex, che sono gli spazi dove il cinema d’estate continua, mentre le sale d’essai hanno meno prodotto e quest’anno men che mai non essendoci stato il Festival di Cannes, sono appesi alla decisione. «Lunedì apriranno quattro delle nostre quaranta strutture», annuncia Gianluca Pantano del circuito UCI Cinemas.
Se la mascherina resta obbligatoria si stima che nella settimana dal 15 al 22 giugno aprirà il 5% delle sale, circa 100 schermi, che potrebbero salire a 200 dopo il 25 giugno. Senza mascherina i numeri sarebbero ben diversi: 400 schermi per 70 strutture già dal 15 giugno, snocciola i dati il direttore generale di Anec e Anem Simone Gialdini. «La verità è che si procederà a scaglioni» spiega Lonigro, «i primi di luglio partirà gran parte della arene a pagamento, che quest’anno faranno la differenza, passando da 100 a 250, undici solo nella capitale. A lanciarle anche l’iniziativa Moviement Village, che prevede una collaborazione con il David di Donatello, pillole della premiazione a scaldare gli spettatori in sala. L’altro grande problema è il prodotto: le distribuzioni hanno bisogno almeno di un mese per preparare la promozione di un titolo, questa incertezza di certo non aiuta».
I primi film a uscire saranno alcuni di quelli la cui programmazione si è interrotta e i titoli che sono arrivati direttamente on demand. Tra gli italiani molto atteso il ritorno di Gli anni più belli di Gabriele Muccino, a metà luglio. Il 22 luglio il primo film nuovo, il cartone Disney Onward-Oltre la magia già uscito negli altri paesi del mondo. Una buona ripartenza sarà solo in agosto, quando si potrebbe arrivare a 700 schermi. Tra i titoli previsti Mulan, Volevo nascondermi (uscirà nelle arene a metà mese e in sala ai primi di settembre). E c’è l’enigma Tenet, atteso kolossal di Christopher Nolan, la cui data italiana è ancora allineata a quella internazionale, il 15 luglio: a breve scioglierà il nodo la Warner Italia. Il ritorno a una situazione di normalità sarà a settembre, in coincidenza con la Mostra di Venezia.