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Cate Blanchett: "Nella serie Mrs. America divento una paladina dell'antifemminismo"

L'attrice premio Oscar interpreta Phyllis Schlafly, figura centrale del movimento pro vita e anti-aborto degli anni 70 e 80
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La due volte premio Oscar Cate Blanchett ci parla dalla sua villa in campagna fuori Londra, dove vive col marito Andrew Upton, sceneggiatore, e i loro quattro figli. Come noi, è chiusa in casa. “Viviamo abbastanza isolati dal resto del mondo,ma non soffriamo molto” dice parlandoci attraverso l'app di teleconferenze BlueJeans. “E il fatto che tutta la famiglia sia qui riunita ci aiuta tantissimo. Dovessimo auto-isolarci sarebbe davvero una tragedia, non voglio nemmeno pensarci, e solidarizzo molto con le persone costrette a farlo.”
          
L'attrice australiana nata a Melbourne, che ha da poco compiuto 50 anni, è considerata una delle più grandi interpreti della sua generazione, come dimostrano gli Oscar per The Aviator nel 2004 (interpretava Katharine Hepburn) e per Blue Jasmine di Woody Allen nel 2014 (ma nella sua filmografia,composta da più di 80 titoli, compaiono anche …
La due volte premio Oscar Cate Blanchett ci parla dalla sua villa in campagna fuori Londra, dove vive col marito Andrew Upton, sceneggiatore, e i loro quattro figli. Come noi, è chiusa in casa. “Viviamo abbastanza isolati dal resto del mondo,ma non soffriamo molto” dice parlandoci attraverso l'app di teleconferenze BlueJeans. “E il fatto che tutta la famiglia sia qui riunita ci aiuta tantissimo. Dovessimo auto-isolarci sarebbe davvero una tragedia, non voglio nemmeno pensarci, e solidarizzo molto con le persone costrette a farlo.”
          
L'attrice australiana nata a Melbourne, che ha da poco compiuto 50 anni, è considerata una delle più grandi interpreti della sua generazione, come dimostrano gli Oscar per The Aviator nel 2004 (interpretava Katharine Hepburn) e per Blue Jasmine di Woody Allen nel 2014 (ma nella sua filmografia,composta da più di 80 titoli, compaiono anche titoli come la trilogia del Signore degli Anelli, Babel, Elizabeth);  e nonostante sia moglie e madre, e impegnatissima anche sul piano umanitario come “Goodwill Ambassador” dell'ONU, anche in questo periodo non smette un momento di lavorare. Di recente l’abbiamo vista in Ocean's 8, The House With a Clock in Its Walls e Where'd You Go, Bernadette, ed è anche protagonista di due nuove serie tv, Stateless, presto su Netflix, girata e ambientata in Australia sul tema di rifugiati e immigrazione, e Mrs.America (FX/ Hulu), composta da una serie di episodi dedicati alle figure politiche e culturali del movimento che appoggiava l'Equal Rights Amendment (ERA), l'emendamento per la parità dei diritti in America: ciiascun episodio della serie viene dedicato a donne come Gloria Steinem, Betty Friedan, Bella Abzug, che hanno segnato la storia delle battaglie per i diritti. La Blanchett, che della serie è anche produttrice esecutiva, interpreta la figura centrale di Phyllis Schlafly, controversa protagonista del Partito Repubblicano (morta tre anni fa), una delle figure di spicco del movimento anti-femminista pro-vita, anti-aborto, pro-famiglia. Fu lei a bloccare negli anni 70 il passaggio dell’ERA quando sembrava destinato al successo. Tuttora l’ERA non è mai stato ratificato nonostante abbia finalmente raggiunto i 38 stati necessari.
 

Parlando di “Mrs. America”, ci colpisce la contraddizione vivente incarnata dalla Schafly: una donna indipendente che non stava mai a casa per prendersi cura marito e figli, ma che sventolava il vessillo della famiglia tradizionale. Come ha affrontato questo personaggio così ambiguo?
"Riconoscendomi in lei. Famiglia e carriera... davvero una donna ancora deve agonizzare su questo dualismo? Ne ho parlato con la stessa Gloria Steinem, che ha detto che nessun uomo le ha mai chiesto consigli su come combinare famiglia e carriera. Siamo nel 2020, e ancora ci chiediamo le stesse cose, quelle cose sulle quali le mie controparti maschili non si sono mai dovute interrogare. Una delle ragioni per cui ci avevo tenuto a fare questa serie era che, a ogni giorno di riprese, lo show diventava sempre più rilevante sul piano della discussione sociale. Perché il linguaggio con cui discutiamo delle donne nel mondo, se passiamo più tempo a casa o in ufficio, o qual'è la nostra priorità, rivela che c'è ancora l'idea che solo le donne devono assumersi questa responsabilità, scegliere uno o l'altro. Il maschio ne è tuttora esente. Non credo che il tema della conversazione al riguardo sia cambiato rispetto al 1971, anno in cui Mrs. America inizia".

Conosceva Phyllis Schlafly prima di girare questa serie?
"Parzialmente. Ho il ricordo di questa signora novantenne messa in vetrina alla fine della campagna presidenziale di Trump. Ci fu una standing ovation, sembrava una persona importante. E capii che la Schlafly lo fu davvero negli anni 70 e 80, e che molte delle sue idee esercitarono grande influenza sul partito Repubblicano e vennero assorbite da movimenti conservatori come il Tea Party, nei decenni a seguire. I suoi successi furono di dubbia reputazione, a vederla dal punto di vista liberal e progressista, come il mio, ma furono tuttavia successi. Credia abbia contribuito a rafforzare la grinta del movimento femminista in America".
 
Penso a grandi autrici femministe come Germaine Greer, Simone de Beauvoir, Gloria Steinem: chi l'ha influenzata di più e quali sono secondo lei le voci più forti oggi?
"Oddio, ci sono così tante voci di donna forti. Spesso sono le voci di gente emarginata, non necessariamente teoriche. Ma essendo australiana sicuramente ho subito molto l'influenza di Germaine Greer. Penso ai suoi incontri pubblici, ai suoi discorsi, ai suoi scritti, alla sua audacia e al fatto che fosse appunto australiana, nella sua garbata maniera da sobborgo. Non concordo con tutto quello che ha detto nel corso degli anni, a volte è gratuitamente provocatoria, ma vale sempre la pena ascoltarla".
 
Cosa fa a casa, adesso che è in auto-isolamento? Deve essere durissimo per una lavoro-dipendente come lei.
"Lo è! Non sono abituata a stare ferma a lungo nello stesso posto. Cerco di leggere, cerco di pensare! (ride) Ho cominciato a leggere The Uninhabitable Earth (La terra inabitabile) di David Wallace-Wells, prima che il virus si abbattesse qui in Inghilterra. E sto leggendo anche un libro di Alva Noe chiamato Strange Tools (Strani strumenti), che parla dell'arte e della natura umana. Leggo anche molta non-fiction al momento, ma prima di aprire i libri faccio esercizio fisico, con o senza i figli, e in questo momento sto facendo un unicorno di stagnola con mia figlia, la più piccola. E poi, che ci crediate o meno, passo l'aspirapolvere e cucino. Era tempo che non lo facevo... non abbiamo aiuto domestico al momento. Ecco, le “faccende” sono la mia attuale conquista del successo".

Un’ultima domanda: è una coincidenza che lei abbia fatto una dietro l’altra due serie così politiche, "Stateless" e "Mrs. America"?
"E’ molto interessante notare come il tema di chi cerca asilo, che è un diritto umano fondamentale, e quella di di eguaglianza che è alla radice della costituzione Americana, siano stati entrambi politicizzati. Io non li vedo come temi politici, ma come parte della nostra umanità. Mi fa un certo effetto pensare che il mio intero anno sia stato occupato dal produrre e recitare questi due prodotti televisivi, uno americano e uno australiano. Sento che sono stati due lavori d’amore necessari".