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Mr. Rain, cantautore rap: "Video, brani, grafica: faccio tutto io"

28 anni, vero nome Mattia Balardi, il musicista con "9.3" aggiunge un nuovo tassello al suo progetto di un cortometraggio in cui i diversi capitoli sono le clip dei suoi singoli
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Fiori di Chernobyl è uscito il 13 marzo scorso e, dopo due mesi, è ancora ai vertici delle classifiche italiane. Ma per Mr. Rain, al secolo Mattia Balardi, 28 anni, non è tempo per star fermo, per dormire sugli allori, quindi ecco arrivare un nuovo singolo e un nuovo video, 9.3, secondo capitolo di un progetto più ampio e interessante al quale il cantautore e rapper di Desenzano del Garda sta lavorando con impegno: "Il progetto è quello della realizzazione di una sorta di cortometraggio diviso in più capitoli, che sono i singoli", ci dice, "il primo era Fiori di Chernobyl,  il secondo è quello che è appena uscito, 9.3, il terzo è il prossimo. 9.3 mostra quello che succede prima del video di Fiori, racconta il problema che mi spinge a fare questo viaggio per ritrovare me stesso".

L'idea del corto era nata prima delle canzoni o è cresciuta assieme a loro?
"Spesso parto dal concetto d…
Fiori di Chernobyl è uscito il 13 marzo scorso e, dopo due mesi, è ancora ai vertici delle classifiche italiane. Ma per Mr. Rain, al secolo Mattia Balardi, 28 anni, non è tempo per star fermo, per dormire sugli allori, quindi ecco arrivare un nuovo singolo e un nuovo video, 9.3, secondo capitolo di un progetto più ampio e interessante al quale il cantautore e rapper di Desenzano del Garda sta lavorando con impegno: "Il progetto è quello della realizzazione di una sorta di cortometraggio diviso in più capitoli, che sono i singoli", ci dice, "il primo era Fiori di Chernobyl,  il secondo è quello che è appena uscito, 9.3, il terzo è il prossimo. 9.3 mostra quello che succede prima del video di Fiori, racconta il problema che mi spinge a fare questo viaggio per ritrovare me stesso".

L'idea del corto era nata prima delle canzoni o è cresciuta assieme a loro?
"Spesso parto dal concetto del video, invece questa volta ho scritto prima le canzoni e solo dopo ho pensato a come realizzarle in maniera visiva. Sono appassionato di video, li ho sempre girati io, sono un vero e proprio fan del linguaggio e ci tengo, ogni volta che ne realizzo uno, che venga fuori un bel lavoro. Credo nel fatto che i video valorizzino le canzoni, ma anche nel meccanismo contrario, voglio dire che le due cose sono, nel mio modo di creare, strettamente legate. Questa volta, però, volevo fare qualcosa di diverso, qualcosa che in Italia non aveva ancora fatto nessun altro, un album di colonne sonore di video, un concept album che avesse anche un racconto visivo. Sono molto felice di come sta venendo fuori e non vedo l'ora di poterlo presentare per intero".



Com'è nata la passione per le immagini?
"È una passione nata per necessità: quando ho cominciato a realizzare le prime canzoni mi serviva qualcuno che facesse i video, ma non avevo possibilità economiche per chiamare registi o operatori. Quindi ho cominciato a fare tutto da solo, mi sono comprato una piccola videocamera, ho imparato a usare i software necessari, un po' come avevo fatto quando ho iniziato con la musica per realizzare le basi e le strumentali. Poi ho capito che era un elemento del mio linguaggio, che era una cosa che mi caratterizzava. Ora faccio tutto io, basi, pezzi, video, grafiche, e in questo modo riesco a realizzare al cento per cento la visione che ho in testa. Certo, se chiedessi la collaborazione di professionisti magari verrebbe un lavoro anche fatto meglio, ma non sarebbe mai come l'ho in testa io, nessuno meglio di me sa cosa voglio dire e comunicare. Ho cominciato a seguire tutto a 360 gradi e sono diventate sempre più attento e pignolo, fino a diventare anche un po' maniacale...".

Si aspettava il successo che ha avuto Fiori di Chernobyl?
"Sapevo che stavo facendo qualcosa di originale, controcorrente. Io non amo seguire tendenze e mode. Quindi sicuramente un po' di attenzione me l'aspettavo ma non cosi tanta. Quando ho visto il brano arrivare in qualche giorno primo su Apple Music e nella Viral di Spotify, mi è scoppiata dentro una grandissima felicità. Ero stato quasi un anno fermo, non credevo di poter avere ancora così tanta attenzione".

La pandemia ha modificato il suo lavoro sul nuovo album?
"Non molto, avevo già pianificato le cose, e lavorando molto da solo sostanzialmente è tutto andato avanti come prima. È cambiato il mio stato d'animo, però, inizialmente ho sofferto questa reclusione, ma ero comunque in studio a produrre basi e nuove idee e nuovi video, non mi sono mai fermato, e ora non vedo l'ora di uscire".

Quando ascolteremo il nuovo album?
"L'uscita è prevista verso la fine dell'anno. E poi penseremo ai concerti, dopo la pubblicazione del disco. Sarà importantissimo tornare a esibirsi dal vivo, è importante che la situazione di sblocchi, perché è una condizione di grandissima difficoltà per tutto il mondo della musica".