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Quel cibo è uno spettacolo: in un podcast i gusti dei maestri

L'iniziativa del Teatro della Toscana: un podcast grazie al quale scoprire il ruolo delle pietanze nella grande letteratura
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Nel momento più drammatico della pandemia appena passata, nell’obbligo che avevamo tutti di stare in isolamento, i giornali riportavano la notizia che nei supermercati erano introvabili lievito e farine. Costretti a casa, gli italiani che facevano? Pizze, pane, focacce….Ulteriore riprova che il cibo nella nostra cultura è un elemento centrale. Naturale, quindi, che  anche  il teatro se ne occupi. E infatti specie negli ultimi anni, si sono visti tanti spettacoli incentrati sulla preparazione davanti al pubblico di prelibatezze come nei più celebri spettacoli del Teatro delle Ariette, o magari anche solo di racconti di ricette come l’indimenticabile cura del ragù in Sabato, domenica e lunedì di Eduardo.

Ora questo connubio si nobilita grazie alla penna degli scrittori e dei poeti. Letteratura ai fornelli è una divertente rubrica di podcast proposta fino a domenica sul canale Spotify di Pergola Tv, l’emittente…
Nel momento più drammatico della pandemia appena passata, nell’obbligo che avevamo tutti di stare in isolamento, i giornali riportavano la notizia che nei supermercati erano introvabili lievito e farine. Costretti a casa, gli italiani che facevano? Pizze, pane, focacce….Ulteriore riprova che il cibo nella nostra cultura è un elemento centrale. Naturale, quindi, che  anche  il teatro se ne occupi. E infatti specie negli ultimi anni, si sono visti tanti spettacoli incentrati sulla preparazione davanti al pubblico di prelibatezze come nei più celebri spettacoli del Teatro delle Ariette, o magari anche solo di racconti di ricette come l’indimenticabile cura del ragù in Sabato, domenica e lunedì di Eduardo.

Ora questo connubio si nobilita grazie alla penna degli scrittori e dei poeti. Letteratura ai fornelli è una divertente rubrica di podcast proposta fino a domenica sul canale Spotify di Pergola Tv, l’emittente televisiva della Fondazione Teatro della Toscana. Il teatro nazionale fiorentino ha coinvolto un gruppo di giovani attori della Fondazione (“I Nuovi”) che leggono di volta in volta scritti e incipit di romanzi o di poesie ciascuno dedicato a una pietanza: da Manzoni a Trilussa, da Leopardi a Neruda, da Pirandello a De Andrè. Si è ascoltato, per esempio, come Giovanni Pascoli preparava il suo risotto ideale, o l’amore per il vino di Jacques Prévert.

Stasera viene narrato quanto Manzoni amasse la polenta, piatto povero e dei poveri ma frequentatissimo nella letteratura, oltre che dallo scrittore lombardo anche da Seneca, Petrarca e perfino Leopardi, di cui si leggeranno le lodi. Domenica, dulcis in fundo inevitabile, si chiude con la cioccolata. E qui di letteratura ce n’è in abbondanza, dalle antiche ricette della civiltà precolombiana a Charles Dickens che tanto l’amava e perfino Jack Kerouac. Lo scrittore della Beat generation in Sulla strada parla dello sciroppo di cioccolato per placare i morsi della fame e nel’58 in I vagabondi del Dharma fa dire al protagonista: “Quel che m serve adesso, che voglio, invoco, anelo, quello per cui muoio dal desiderio, in questo istante, è una tavoletta di cioccolato Hershey. Con le nocciole”.