Il tocco di Frah Quintale: "Per me la musica è un pennarello"
Carlo Moretti , di CARLO MORETTIIl 26 giugno esce il nuovo album del rapper, 'Banzai', dopo il successo tre anni fa di 'Regardez moi'
Scrive le sue canzoni, le canta, le disegna, le filma anche, immaginandole come piccoli film quali in effetti appaiono. Cantautore, disegnatore, ora anche regista: “Disegnato, scansionato e montato da Frah Quintale” si legge nei crediti del video di Contento, uno dei pezzi del nuovo album Banzai in uscita il 26 giugno per l’etichetta Undamento. Alla seconda prova da cantautore, dopo i cinque album rap di quando militava nel duo dei Fratelli Quintale, il 31enne Francesco Servidei da Brescia, in arte Frah Quintale per via della pinguedine all’epoca condivisa con il compagno rapper, non smette di sperimentare e stupire.
Per nulla preoccupato per quella che viene solitamente considerata la prova d’esame per un cantautore, cioè l’uscita del secondo disco nel suo caso chiamato a confermare la buona prova ottenuta tre anni fa con il debutto solista di Regardez moi, Disco d’oro, e con oltre 150 milioni di ascolti complessivi su Spotify, Frah Q…
Per nulla preoccupato per quella che viene solitamente considerata la prova d’esame per un cantautore, cioè l’uscita del secondo disco nel suo caso chiamato a confermare la buona prova ottenuta tre anni fa con il debutto solista di Regardez moi, Disco d’oro, e con oltre 150 milioni di ascolti complessivi su Spotify, Frah Q…
Scrive le sue canzoni, le canta, le disegna, le filma anche, immaginandole come piccoli film quali in effetti appaiono. Cantautore, disegnatore, ora anche regista: “Disegnato, scansionato e montato da Frah Quintale” si legge nei crediti del video di Contento, uno dei pezzi del nuovo album Banzai in uscita il 26 giugno per l’etichetta Undamento. Alla seconda prova da cantautore, dopo i cinque album rap di quando militava nel duo dei Fratelli Quintale, il 31enne Francesco Servidei da Brescia, in arte Frah Quintale per via della pinguedine all’epoca condivisa con il compagno rapper, non smette di sperimentare e stupire.
Per nulla preoccupato per quella che viene solitamente considerata la prova d’esame per un cantautore, cioè l’uscita del secondo disco nel suo caso chiamato a confermare la buona prova ottenuta tre anni fa con il debutto solista di Regardez moi, Disco d’oro, e con oltre 150 milioni di ascolti complessivi su Spotify, Frah Quintale si lancia ancora di più nella definizione di un’estetica. Anzi, esagera: quella che esce venerdì è solo la prima parte dell’album, si intitola Lato Blu e contiene 11 canzoni. Il secondo album è già pronto, seguirà tra qualche mese e avrà sempre un colore nel titolo, risultato della fissa per matite e pennarelli.
«Sono stato fermo così tanto tempo che mi sembrava superficiale far uscire un disco con 10 tracce soltanto» spiega Frah Quintale. «Per me un album rappresenta anche un periodo della mia vita, si chiude per davvero quando si volta pagina: come accaduto con Lungolinea (sorta di spin off di Regardez moi, con out-takes e inediti, ancora nella classifica dei dischi più venduti, ndr.) anche stavolta mi piaceva dare all’album tanta vita: Lato blu è solo la prima parte di Banzai, perché il discorso resta aperto».
Come accaduto ad altri rapper, a un certo punto Frah Quintale ha cominciato a scrivere canzoni. In Banzai risulta ancora più melodico di prima anche se a giudicare dai singoli usciti in questo periodo rende omaggio alle radici, al rap old school con La calma., prodotto da Deda dei Sangue Misto, e al rap cantato con Buio di giorno che cita apertamente Aspettando il sole di Neffa: quasi un ponte sospeso su 25 anni di storia dell’hip hop: «Tanta gente non sa ancora chi sono, ma io prima ho fatto tanti dischi rap e penso di saperlo utilizzare» spiega, «quindi ho cercato un modo per conciliare le due cose, perché il passato non volevo lasciarlo andare: La calma. è venuta fuori in studio, d’istinto, è il passato che ti porta ad approcciarti così». Nel disco tanta sperimentazione sui suoni, acrobatiche variazioni di velocità anche grazie ai Crookers per Faccia della notte. Su tutto l’uso delle immagini che hanno fatto apprezzare Frah anche ai curatori della colonna sonora della serie Netflix Summertime: «Parto sempre dalle immagini, anche quando ascolto un disco vedo un’immagine o un colore» spiega, «per questo punto alla direzione artistica: meglio prendere carta e penna piuttosto che dover poi chiamare il grafico per chiedergli di correggere».
Per nulla preoccupato per quella che viene solitamente considerata la prova d’esame per un cantautore, cioè l’uscita del secondo disco nel suo caso chiamato a confermare la buona prova ottenuta tre anni fa con il debutto solista di Regardez moi, Disco d’oro, e con oltre 150 milioni di ascolti complessivi su Spotify, Frah Quintale si lancia ancora di più nella definizione di un’estetica. Anzi, esagera: quella che esce venerdì è solo la prima parte dell’album, si intitola Lato Blu e contiene 11 canzoni. Il secondo album è già pronto, seguirà tra qualche mese e avrà sempre un colore nel titolo, risultato della fissa per matite e pennarelli.
«Sono stato fermo così tanto tempo che mi sembrava superficiale far uscire un disco con 10 tracce soltanto» spiega Frah Quintale. «Per me un album rappresenta anche un periodo della mia vita, si chiude per davvero quando si volta pagina: come accaduto con Lungolinea (sorta di spin off di Regardez moi, con out-takes e inediti, ancora nella classifica dei dischi più venduti, ndr.) anche stavolta mi piaceva dare all’album tanta vita: Lato blu è solo la prima parte di Banzai, perché il discorso resta aperto».
Come accaduto ad altri rapper, a un certo punto Frah Quintale ha cominciato a scrivere canzoni. In Banzai risulta ancora più melodico di prima anche se a giudicare dai singoli usciti in questo periodo rende omaggio alle radici, al rap old school con La calma., prodotto da Deda dei Sangue Misto, e al rap cantato con Buio di giorno che cita apertamente Aspettando il sole di Neffa: quasi un ponte sospeso su 25 anni di storia dell’hip hop: «Tanta gente non sa ancora chi sono, ma io prima ho fatto tanti dischi rap e penso di saperlo utilizzare» spiega, «quindi ho cercato un modo per conciliare le due cose, perché il passato non volevo lasciarlo andare: La calma. è venuta fuori in studio, d’istinto, è il passato che ti porta ad approcciarti così». Nel disco tanta sperimentazione sui suoni, acrobatiche variazioni di velocità anche grazie ai Crookers per Faccia della notte. Su tutto l’uso delle immagini che hanno fatto apprezzare Frah anche ai curatori della colonna sonora della serie Netflix Summertime: «Parto sempre dalle immagini, anche quando ascolto un disco vedo un’immagine o un colore» spiega, «per questo punto alla direzione artistica: meglio prendere carta e penna piuttosto che dover poi chiamare il grafico per chiedergli di correggere».