Annalisa: musica e scienza, le mie passioni nascono da una folgorazione
Andrea Silenzi , di ANDREA SILENZIEx vincitrice di Amici, popstar e scienziata (conduce anche un programma Mediaset dedicato al tema), racconta: "Creare una canzone o risolvere un problema matematico sono processi simili". E alle ragazze che troppo spesso vengono emarginate nelle discipline Stem dice: "Una donna deve dimostrare più di un uomo, ed è un problema che purtroppo riguarda tanti ambiti. Alle ragazze che vogliono seguire questo campo consiglio però di andare dritte per la propria strada"
“Ero appena tornata da Milano quando è scattato il lockdown. Mi sono fermata nella mia casa a Savona e ho trascorso lì il periodo dell’emergenza. Sono sempre stata legata alla mia terra, alla mia famiglia che vive a Carcare, a pochi chilometri da me. Ritrovarmi nella mia dimensione mi regala equilibrio”. Annalisa Scarrone, in arte solo Annalisa, ex vincitrice di Amici e oggi popstar di successo (la sua interpretazione di Gli uomini non cambiano al Festival di Sanremo con Achille Lauro è stata apprezzatissima), è rimasta bloccata poco prima della pubblicazione di un nuovo album, che vedrà la luce a settembre. Nel frattempo ha pubblicato un singolo, intitolato Houseparty, che non a caso prende il nome dalla app per le videochiamate, ed ha riflettuto molto sul suo status di popstar, sul suo essere uno dei rari esempi di artista – scienziata, sulle possibili conseguenze del virus sulle nostre vite e su molto altro ancora.
Cominci…
Cominci…
“Ero appena tornata da Milano quando è scattato il lockdown. Mi sono fermata nella mia casa a Savona e ho trascorso lì il periodo dell’emergenza. Sono sempre stata legata alla mia terra, alla mia famiglia che vive a Carcare, a pochi chilometri da me. Ritrovarmi nella mia dimensione mi regala equilibrio”. Annalisa Scarrone, in arte solo Annalisa, ex vincitrice di Amici e oggi popstar di successo (la sua interpretazione di Gli uomini non cambiano al Festival di Sanremo con Achille Lauro è stata apprezzatissima), è rimasta bloccata poco prima della pubblicazione di un nuovo album, che vedrà la luce a settembre. Nel frattempo ha pubblicato un singolo, intitolato Houseparty, che non a caso prende il nome dalla app per le videochiamate, ed ha riflettuto molto sul suo status di popstar, sul suo essere uno dei rari esempi di artista – scienziata, sulle possibili conseguenze del virus sulle nostre vite e su molto altro ancora.
Cominciamo dal lockdown. Paura?
“All’inizio ero un po’ frastornata e mi sono ritrovata a essere iperattiva, anche se non mi sono messa a fare il pane (ride, ndr). Poi mi sono un po’ abituata e devo dire che sono stata peggio con l’inizio della fase 2. Lì mi sono resa conto della gravità della situazione, e quando ho iniziato a uscire ho percepito chiaramente che le cose, anche quelle più banali, non potevano essere fatte nello stesso modo di prima. La sensazione che il mondo sia cambiato mi sta facendo riflettere. L’ansia è diventata più quotidiana, e mi rendo conto che adesso navighiamo a vista”.
Lei è laureata in fisica, quindi dovrebbe essere abituata a razionalizzare. Come si concilia la creatività istintiva di un artista con la logica dei numeri e delle formule?
“Il punto d’incontro è proprio la creatività. Sono sempre stata una persona intuitiva, ma anche abbastanza paziente e curiosa per cercare di trovare ogni volta allo stesso tempo una soluzione scientifica e un’emozione. La verità è che, al di là delle apparenze, gli scienziati sono persone molto creative e colte. Ho avuto la fortuna di conoscere Fabiola Gianotti per il programma tv Tutta colpa di Einstein (una serie Mediaset sulla scienza condotta dalla cantante, ndr), con lei abbiamo realizzato dei documentari di “scienza pop”, che credo sia l’espressione migliore per definire questa idea. Ho incontrato persone che mi hanno illuminato come Paolo Nespoli o Samantha Cristoforetti”.
Le hanno fatto venire voglia di fare l’astronauta?
“In realtà no. Ho fatto la prova dell’assenza di gravità alla velocità minima e non è stata un’esperienza felice. Gli astronauti sono persone preparatissime: oltre ad essere plurilaureati, sono fisicamente al massimo. E poi ho sempre detto di voler fare la cantante: la mia passione per la musica era troppo viscerale”.
Un po’ come Bryan May dei Queen, che è un astrofisico…
“Anch’io all’inizio volevo studiare astrofisica. Mi piacerebbe approfondire l’argomento con lui”.
Non abbiamo ancora svelato come possano convivere l’istinto per la musica e la razionalità della scienza.
“Ma i due processi sono simili. Quando devi risolvere un problema matematico lo affronti seguendo un metodo, poi però hai bisogno di una folgorazione per risolvere. Nella musica succede la stessa cosa, anche se in tempi opposti: parti da una folgorazione, ma poi per costruire una canzone devi seguire un metodo. Ci sono delle regole per comporre musica”.
Ancora oggi, a livello scolastico, le ragazze vengono considerate poco adatte agli ambiti scientifici. Lei che esperienza ha avuto?
“Il mio percorso è stato abbastanza sereno, ma nel tempo mi sono resa conto che questo problema esiste e che certi pregiudizi, nonostante tutto, non sono ancora stati superati. In partenza una donna deve dimostrare più di un uomo, ed è un problema che purtroppo riguarda tanti ambiti. Alle ragazze che vogliono seguire questo campo consiglio però di andare dritte per la propria strada, perché con la competenza e l’impegno si possono combattere i vecchi retaggi culturali. E poi l’ambiente scientifico è pieno di persone intelligenti e sensibili”.
Pratica sport? Lo guarda in tv?
“Da ragazza ho giocato molto a pallavolo. Poi ho dovuto smettere per lo studio, i miei sono molto esigenti…In tv lo guardo volentieri, mi piace il calcio anche se non sono tifosa. In generale mi piacciono gli sport di squadra, li preferisco”.
Che rapporto ha col cibo?
“Non mangio carne, ma non sono ideologica. Dietro alle cose che mangiamo ci sono tante situazioni, mi sono fatta molte domande e mi sono informata. Io condanno l’abuso, il mancato rispetto degli animali, ma non sono così rigida. È una mia scelta, con gli altri sono tollerante. Non sono una vegana, anche se ammiro chi riesce a essere così profondamente coerente”.
Certo che da brava ligure dovrebbe piacerle il pesce….
“E infatti il pesce che compri fresco in pescheria mi piace moltissimo. Anzi vi consiglio il mio posto del cuore, si trova nella darsena di Savona: si chiama Oyster, e come dice il nome si mangiano molluschi e crostacei. In generale, comunque, ho una passione per la cucina ligure”.
Il mare nel sangue, ovviamente. Dove va a rilassarsi vicino casa? Può consigliarci qualche posto speciale?
“Ci sono delle spiagge bellissime nei dintorni di casa mia: penso a Spotorno o a Varigotti. Però il luogo che preferisco in assoluto è Bergeggi: lo considero la sintesi perfetta della Liguria. Una località inerpicata su un monte a strapiombo sul mare e una sabbia fatta di piccolissime pietre. Ci vado ogni volta che posso”.
Le piace viaggiare? E che tipo di viaggio preferisce?
“Dipende molto dai momenti. Ultimamente ero arrivata alle vacanze dopo periodi di lavoro intenso, impegni e spostamenti continui (si divide tra Savona e Milano, ndr) e ho scelto mete da relax come Maldive, Dubai o Tailandia. Però il mio ideale è quello che mescola bellezze naturali e città: mi piace scoprire locali, ristoranti, e mi piace capire come vive la gente. Ultimamente sono rimasta conquistata da Miami: metropoli, mare e tante cose da scoprire. Vorrei tornarci prima possibile”.
E quindi quest'anno come saranno le sue vacanze?
“Penso che resterò a Savona. Non me la sento di viaggiare e non ne ho voglia. Sento il bisogno di tornare alla normalità, alle cose quotidiane: voglio concentrarmi sulla musica e capire cosa c’è da dire”.
A proposito di musica, tra i suoi modelli dichiarati ci sono Joni Mitchell, Björk, i Radiohead. Artisti apparentemente distanti dal suo stile…
“Io mi sono andata a cercare tutto quello che esiste nella musica. Ho sempre sentito il bisogno di approfondire. Però tutto va poi contestualizzato all’epoca in cui vivi: il modo di esprimersi cambia. Nel mio piccolo cerco di proporre canzoni oneste, trasparenti, in cui si possano riconoscere tante persone: l’obiettivo è tentare di essere più popolare possibile senza rinnegarmi”.
Questa pausa forzata l’ha fatta riflettere anche sul suo lavoro?
“Abbiamo deciso di posticipare l’uscita dell’album e anche Il party sulla Luna, la festa/concerto al Fabrique di Milano rinviata al 22 ottobre. Io sono una che di suo pensa continuamente alle canzoni, figuriamoci ora che le cose sono cambiate così tanto. Ci sarà sicuramente qualcosa da aggiungere, tutto ciò che è accaduto in questi mesi andrà in qualche modo registrato”.
Cominciamo dal lockdown. Paura?
“All’inizio ero un po’ frastornata e mi sono ritrovata a essere iperattiva, anche se non mi sono messa a fare il pane (ride, ndr). Poi mi sono un po’ abituata e devo dire che sono stata peggio con l’inizio della fase 2. Lì mi sono resa conto della gravità della situazione, e quando ho iniziato a uscire ho percepito chiaramente che le cose, anche quelle più banali, non potevano essere fatte nello stesso modo di prima. La sensazione che il mondo sia cambiato mi sta facendo riflettere. L’ansia è diventata più quotidiana, e mi rendo conto che adesso navighiamo a vista”.
Lei è laureata in fisica, quindi dovrebbe essere abituata a razionalizzare. Come si concilia la creatività istintiva di un artista con la logica dei numeri e delle formule?
“Il punto d’incontro è proprio la creatività. Sono sempre stata una persona intuitiva, ma anche abbastanza paziente e curiosa per cercare di trovare ogni volta allo stesso tempo una soluzione scientifica e un’emozione. La verità è che, al di là delle apparenze, gli scienziati sono persone molto creative e colte. Ho avuto la fortuna di conoscere Fabiola Gianotti per il programma tv Tutta colpa di Einstein (una serie Mediaset sulla scienza condotta dalla cantante, ndr), con lei abbiamo realizzato dei documentari di “scienza pop”, che credo sia l’espressione migliore per definire questa idea. Ho incontrato persone che mi hanno illuminato come Paolo Nespoli o Samantha Cristoforetti”.
Le hanno fatto venire voglia di fare l’astronauta?
“In realtà no. Ho fatto la prova dell’assenza di gravità alla velocità minima e non è stata un’esperienza felice. Gli astronauti sono persone preparatissime: oltre ad essere plurilaureati, sono fisicamente al massimo. E poi ho sempre detto di voler fare la cantante: la mia passione per la musica era troppo viscerale”.
Un po’ come Bryan May dei Queen, che è un astrofisico…
“Anch’io all’inizio volevo studiare astrofisica. Mi piacerebbe approfondire l’argomento con lui”.
Non abbiamo ancora svelato come possano convivere l’istinto per la musica e la razionalità della scienza.
“Ma i due processi sono simili. Quando devi risolvere un problema matematico lo affronti seguendo un metodo, poi però hai bisogno di una folgorazione per risolvere. Nella musica succede la stessa cosa, anche se in tempi opposti: parti da una folgorazione, ma poi per costruire una canzone devi seguire un metodo. Ci sono delle regole per comporre musica”.
Ancora oggi, a livello scolastico, le ragazze vengono considerate poco adatte agli ambiti scientifici. Lei che esperienza ha avuto?
“Il mio percorso è stato abbastanza sereno, ma nel tempo mi sono resa conto che questo problema esiste e che certi pregiudizi, nonostante tutto, non sono ancora stati superati. In partenza una donna deve dimostrare più di un uomo, ed è un problema che purtroppo riguarda tanti ambiti. Alle ragazze che vogliono seguire questo campo consiglio però di andare dritte per la propria strada, perché con la competenza e l’impegno si possono combattere i vecchi retaggi culturali. E poi l’ambiente scientifico è pieno di persone intelligenti e sensibili”.
Pratica sport? Lo guarda in tv?
“Da ragazza ho giocato molto a pallavolo. Poi ho dovuto smettere per lo studio, i miei sono molto esigenti…In tv lo guardo volentieri, mi piace il calcio anche se non sono tifosa. In generale mi piacciono gli sport di squadra, li preferisco”.
Che rapporto ha col cibo?
“Non mangio carne, ma non sono ideologica. Dietro alle cose che mangiamo ci sono tante situazioni, mi sono fatta molte domande e mi sono informata. Io condanno l’abuso, il mancato rispetto degli animali, ma non sono così rigida. È una mia scelta, con gli altri sono tollerante. Non sono una vegana, anche se ammiro chi riesce a essere così profondamente coerente”.
Certo che da brava ligure dovrebbe piacerle il pesce….
“E infatti il pesce che compri fresco in pescheria mi piace moltissimo. Anzi vi consiglio il mio posto del cuore, si trova nella darsena di Savona: si chiama Oyster, e come dice il nome si mangiano molluschi e crostacei. In generale, comunque, ho una passione per la cucina ligure”.
Il mare nel sangue, ovviamente. Dove va a rilassarsi vicino casa? Può consigliarci qualche posto speciale?
“Ci sono delle spiagge bellissime nei dintorni di casa mia: penso a Spotorno o a Varigotti. Però il luogo che preferisco in assoluto è Bergeggi: lo considero la sintesi perfetta della Liguria. Una località inerpicata su un monte a strapiombo sul mare e una sabbia fatta di piccolissime pietre. Ci vado ogni volta che posso”.
Le piace viaggiare? E che tipo di viaggio preferisce?
“Dipende molto dai momenti. Ultimamente ero arrivata alle vacanze dopo periodi di lavoro intenso, impegni e spostamenti continui (si divide tra Savona e Milano, ndr) e ho scelto mete da relax come Maldive, Dubai o Tailandia. Però il mio ideale è quello che mescola bellezze naturali e città: mi piace scoprire locali, ristoranti, e mi piace capire come vive la gente. Ultimamente sono rimasta conquistata da Miami: metropoli, mare e tante cose da scoprire. Vorrei tornarci prima possibile”.
E quindi quest'anno come saranno le sue vacanze?
“Penso che resterò a Savona. Non me la sento di viaggiare e non ne ho voglia. Sento il bisogno di tornare alla normalità, alle cose quotidiane: voglio concentrarmi sulla musica e capire cosa c’è da dire”.
A proposito di musica, tra i suoi modelli dichiarati ci sono Joni Mitchell, Björk, i Radiohead. Artisti apparentemente distanti dal suo stile…
“Io mi sono andata a cercare tutto quello che esiste nella musica. Ho sempre sentito il bisogno di approfondire. Però tutto va poi contestualizzato all’epoca in cui vivi: il modo di esprimersi cambia. Nel mio piccolo cerco di proporre canzoni oneste, trasparenti, in cui si possano riconoscere tante persone: l’obiettivo è tentare di essere più popolare possibile senza rinnegarmi”.
Questa pausa forzata l’ha fatta riflettere anche sul suo lavoro?
“Abbiamo deciso di posticipare l’uscita dell’album e anche Il party sulla Luna, la festa/concerto al Fabrique di Milano rinviata al 22 ottobre. Io sono una che di suo pensa continuamente alle canzoni, figuriamoci ora che le cose sono cambiate così tanto. Ci sarà sicuramente qualcosa da aggiungere, tutto ciò che è accaduto in questi mesi andrà in qualche modo registrato”.