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Spoleto torna in scena: il cartellone in due weekend

Gli appuntamenti del festival in agosto, dal 20 al 23 e dal 27 al 3. Otto spettacoli, tra gli ospiti Luca Zingaretti e Monica Bellucci
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Al 63esimo Spoleto Festival non poteva essere concepibile, nel dopo-Covid, un tipo di promiscuità clamorosa come quella tra i 60 attori e attorno il pubblico itinerante che contraddistinse nel 1969 lo storico Orlando Furioso di Ronconi. Né ci sarà l’ampio calendario originario che il direttore artistico uscente Giorgio Ferrara, al suo 13esimo programma, aveva pensato per l’attuale giugno-luglio: quest’anno il festival s’è concentrato, dopo il lockdown, su otto spettacoli, disposti in due weekend di fine agosto, dal 20 al 23, e dal 27 al 30.

«Avevo preparato un cartellone — precisa Ferrara — dal quale ho dovuto poi escludere, causa pandemia, nomi internazionali, rinunciando alle Tre sorelle del lituano Tuminas, al San Francisco Ballet, le sorelle CocoRosie, l’Hamburg Ballet, Ute Lemper, Amos Gitai, e anche al Bros di Castellucci, tra l’altro». Ora le otto serate uniche sono previste in due spazi al…
Al 63esimo Spoleto Festival non poteva essere concepibile, nel dopo-Covid, un tipo di promiscuità clamorosa come quella tra i 60 attori e attorno il pubblico itinerante che contraddistinse nel 1969 lo storico Orlando Furioso di Ronconi. Né ci sarà l’ampio calendario originario che il direttore artistico uscente Giorgio Ferrara, al suo 13esimo programma, aveva pensato per l’attuale giugno-luglio: quest’anno il festival s’è concentrato, dopo il lockdown, su otto spettacoli, disposti in due weekend di fine agosto, dal 20 al 23, e dal 27 al 30.

«Avevo preparato un cartellone — precisa Ferrara — dal quale ho dovuto poi escludere, causa pandemia, nomi internazionali, rinunciando alle Tre sorelle del lituano Tuminas, al San Francisco Ballet, le sorelle CocoRosie, l’Hamburg Ballet, Ute Lemper, Amos Gitai, e anche al Bros di Castellucci, tra l’altro». Ora le otto serate uniche sono previste in due spazi all’aperto, Piazza Duomo e il Teatro Romano, luoghi che con un possibile allentarsi dei protocolli potrebbero rispettivamente permettere una capienza di 800 persone (anziché 3000) e di 500 spettatori (invece di 1200). «Sei degli otto appuntamenti sono stati salvaguardati. Dopo il rischio di un annullamento del festival — continua Ferrara — questo slittamento ad agosto e il recupero di alcuni eventi in linea con i criteri culturali che m’hanno sempre guidato, rispecchiano un’edizione d’emergenza dove figurano tutte e quattro le discipline: teatro, lirica, danza e musica».

Il 'Fashion Freak Show' di Jean Paul Gaultier, un successo dell'edizione 2019. In alto, Monica Bellucci si ispira alla Divina per lo spettacolo 'Maria Callas, lettere e memorie' 


Ad aprire, il 20 agosto al Duomo, è L’Orfeo di Claudio Monteverdi, con regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi, favola in musica universale con cantanti e ballerini dell’Accademia Bizantina e del Coro Costanzo Porta. Il 21, al Romano, è la volta de I messaggeri, spettacolo-concerto che Emma Dante, assidua a Spoleto, ha tratto da Euripide e Sofocle pensando anche ai bollettini della Protezione Civile, lavoro coi Fratelli Mancuso e con la Compagnia Sud Costa Occidentale. Il 22, al Duomo, s’annunciano tre monodrammi per attrice, coro e orchestra commissionati alla compositrice Silvia Colasanti, Arianna, Fedra, Didone dalle Epistolae Heroidum di Ovidio, protagonista Isabella Ferrari, adattamento di René de Ceccatty, Orchestra giovanile Italiana diretta da Roberto Abbado. E il 23, al Romano, c’è la 27enne pianista Beatrice Rana con musiche di Chopin, Albéniz e Ravel.

Il secondo week end è aperto il 27, al Romano, da Monica Bellucci con Maria Callas, lettere e memorie, debutto teatrale dell’attrice, interprete dei ricordi della grande diva del canto, con testi e regia di Tom Volf. Il 28, al Duomo, c’è Le creature di Prometeo / Le creature di Capucci, con le uniche partiture di Beethoven nate per un balletto, e quindici costumi dello stilista Roberto Capucci, con Orchestra del Carlo Felice di Genova e coreografie di Simona Bucci. Il 29, al Romano, Luca Zingaretti legge La sirena da Lighea di Tomasi di Lampedusa. E il 30, al Duomo, il concerto finale del festival vedrà Riccardo Muti («Gli ho chiesto di tornare», spiega Ferrara) dirigere l’Orchestra giovanile “Luigi Cherubini”. Il manifesto di Spoleto63 è del fotografo Paolo Roversi e ritrae la sagoma-ombra di Adriana Asti che si sporge sulla gradinata vuota del Teatro Romano. «L’ha indotta lui a questa posa, prima del Covid — ricorda il direttore artistico — ora è anche un incoraggiamento a tutti gli artisti in difficoltà».