Cuccarini - Matano, divorzio in diretta con polemica
Antonio Dipollina , di ANTONIO DIPOLLINALa showgirl non tornerà a condurre il programma pomeridiano su Rai 1 e accusa di maschilismo il collega che riceve la solidarietà delle collaboratrici
La vita in diretta, contenitore pomeridiano di Rai 1, ieri ultima puntata di stagione. Normale amministrazione, invece scoppia una Piedigrotta, per di più con risvolti politici, per di più con risvolti di genere e si potrebbe andare avanti a risvolti. Serve un minimo di antefatto. Due conduttori, Lorella Cuccarini e Alberto Matano, così cosà, stagione funestata dall’emergenza, distanziamenti e Covid in continuazione come argomento. Ma il punto è che negli ultimi giorni la sentenza è: Matano resta l’anno prossimo, la Cuccarini viene messa alla porta dai vertici Rai (si parla di approdi a La7, o a cose Mediaset).
Anche qui, niente che rientri nelle priorità del Paese. E però: Lorella, la ex più amata dagli italiani è oggi la più amata dai sovranisti (con dichiarazioni, appoggi pro-Salvini fino al top: un giorno dichiara che l’Italia è pressoché in mano a una feroce dittatura in q…
Anche qui, niente che rientri nelle priorità del Paese. E però: Lorella, la ex più amata dagli italiani è oggi la più amata dai sovranisti (con dichiarazioni, appoggi pro-Salvini fino al top: un giorno dichiara che l’Italia è pressoché in mano a una feroce dittatura in q…
La vita in diretta, contenitore pomeridiano di Rai 1, ieri ultima puntata di stagione. Normale amministrazione, invece scoppia una Piedigrotta, per di più con risvolti politici, per di più con risvolti di genere e si potrebbe andare avanti a risvolti. Serve un minimo di antefatto. Due conduttori, Lorella Cuccarini e Alberto Matano, così cosà, stagione funestata dall’emergenza, distanziamenti e Covid in continuazione come argomento. Ma il punto è che negli ultimi giorni la sentenza è: Matano resta l’anno prossimo, la Cuccarini viene messa alla porta dai vertici Rai (si parla di approdi a La7, o a cose Mediaset).
Anche qui, niente che rientri nelle priorità del Paese. E però: Lorella, la ex più amata dagli italiani è oggi la più amata dai sovranisti (con dichiarazioni, appoggi pro-Salvini fino al top: un giorno dichiara che l’Italia è pressoché in mano a una feroce dittatura in quanto “non si vota da dieci anni”. Quando le fanno presente che si è votato nel 2018 replica laconica “Embè? Ho detto una cazzata”). Matano, ex conduttore primario di Tg, è in quota grillina, tecnicamente, ottima presenza, ma nessuno si è mai lamentato di preparazione e dedizione e riuscita davanti al teleschermo.
Il punto è la decisione di tenere lui e cacciare lei. E ieri lei, Lorella, se ne esce con una lettera scritta a Leggo (che suona un po’ così, ma è così) in cui saluta tutti e poi imbraccia il mitra: “C’è una ‘prima volta’ alla quale non ero preparata: il confronto con l’ego sfrenato e l’insospettabile maschilismo di un collega. Esercitato più o meno sottilmente, ma con determinazione. Costantemente”. Non c’è il nome, ma non è difficile.
Pubblicata a poche ore dall’ultima puntata, non è una cosa a freddo: è anzi voluta, per scatenare di tutto dentro e intorno la puntata stessa. E far gola anche a qualche politico – pochi, al momento, ma magari da oggi parte la sarabanda. Vedi Mario Adinolfi, crociato e imbattibile polemista su cose simili, che tra Twitter e Facebook si scatena: “Solidarietà a Lorella, ingiustamente rimossa dalla conduzione perché è una mamma di famiglia di idee cattoliche. Fatta fuori da Rai 1 che ormai vuole solo conduttori maschi gay: Matano, Diaco, Convertini. Rocco Casalino e Vincenzo Spadafora vincono”.
Come dire, c’è sprezzo del pericolo, ma a quel punto i social (che altro possono fare?) impazziscono di felicità. Piccolo particolare: a puntata in corso, esce un comunicato di quindici collaboratrici de La vita in diretta: è di totale solidarietà a Matano, mentre la collega Emma D’Aquino del Tg1 definisce “una comica” l’accusa di maschilismo, idem la vicedirettrice del Tg1 Costanza Crescimbeni, uguale per Salvo Sottile, altro conduttore Rai.
Intanto la puntata è passata via tra tensioni evidenti (e anche interrotta all’improvviso dalla diretta di un’altra coppia niente male: Giuseppe Conte e la ministra Azzolina). Cuccarini e Matano si sono presi uno spazio a metà, uno alla volta, per salutare e ringraziare, lei non ha citato lui, lui non ha citato lei, ma verso la fine lui un “grazie a Lorella” lo ha pur detto.
Passa così, coi primi caldi, una vicenda che in un posto normale sarebbe da osservare con lo sguardo della mucca che guarda passare il treno, ma che da noi diventa, eccome, una qualche cosa simbolica del momento mediatico-politico e di chissà che altro.
Anche qui, niente che rientri nelle priorità del Paese. E però: Lorella, la ex più amata dagli italiani è oggi la più amata dai sovranisti (con dichiarazioni, appoggi pro-Salvini fino al top: un giorno dichiara che l’Italia è pressoché in mano a una feroce dittatura in quanto “non si vota da dieci anni”. Quando le fanno presente che si è votato nel 2018 replica laconica “Embè? Ho detto una cazzata”). Matano, ex conduttore primario di Tg, è in quota grillina, tecnicamente, ottima presenza, ma nessuno si è mai lamentato di preparazione e dedizione e riuscita davanti al teleschermo.
Il punto è la decisione di tenere lui e cacciare lei. E ieri lei, Lorella, se ne esce con una lettera scritta a Leggo (che suona un po’ così, ma è così) in cui saluta tutti e poi imbraccia il mitra: “C’è una ‘prima volta’ alla quale non ero preparata: il confronto con l’ego sfrenato e l’insospettabile maschilismo di un collega. Esercitato più o meno sottilmente, ma con determinazione. Costantemente”. Non c’è il nome, ma non è difficile.
Pubblicata a poche ore dall’ultima puntata, non è una cosa a freddo: è anzi voluta, per scatenare di tutto dentro e intorno la puntata stessa. E far gola anche a qualche politico – pochi, al momento, ma magari da oggi parte la sarabanda. Vedi Mario Adinolfi, crociato e imbattibile polemista su cose simili, che tra Twitter e Facebook si scatena: “Solidarietà a Lorella, ingiustamente rimossa dalla conduzione perché è una mamma di famiglia di idee cattoliche. Fatta fuori da Rai 1 che ormai vuole solo conduttori maschi gay: Matano, Diaco, Convertini. Rocco Casalino e Vincenzo Spadafora vincono”.
Come dire, c’è sprezzo del pericolo, ma a quel punto i social (che altro possono fare?) impazziscono di felicità. Piccolo particolare: a puntata in corso, esce un comunicato di quindici collaboratrici de La vita in diretta: è di totale solidarietà a Matano, mentre la collega Emma D’Aquino del Tg1 definisce “una comica” l’accusa di maschilismo, idem la vicedirettrice del Tg1 Costanza Crescimbeni, uguale per Salvo Sottile, altro conduttore Rai.
Intanto la puntata è passata via tra tensioni evidenti (e anche interrotta all’improvviso dalla diretta di un’altra coppia niente male: Giuseppe Conte e la ministra Azzolina). Cuccarini e Matano si sono presi uno spazio a metà, uno alla volta, per salutare e ringraziare, lei non ha citato lui, lui non ha citato lei, ma verso la fine lui un “grazie a Lorella” lo ha pur detto.
Passa così, coi primi caldi, una vicenda che in un posto normale sarebbe da osservare con lo sguardo della mucca che guarda passare il treno, ma che da noi diventa, eccome, una qualche cosa simbolica del momento mediatico-politico e di chissà che altro.