Cinema italiano, la stagione sulle piattaforme: quali sono i film in arrivo e perché vederli
Roberto Nepoti
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di ROBERTO NEPOTI
Tra le prossime uscite molti italiani tra cui 'Gli anni amari' di Andrea Adriatico, 'E' per il tuo bene' di Rolando Ravello e 'La volta buona' di Vincenzo Marra
Aggiornato 2 minuti di lettura
Mentre sale cinematografiche e arene, timidamente riaperte, ripropongono qualche film italiano uscito prima del lockdown, dall’inizio di luglio le piattaforme “lanciano” una nutrita serie di titoli nazionali nuovi: parecchi già circolati per i festival (dalla Berlinale alla Festa di Roma allo Zurich Film Festival), senza però riuscire ad arrivare nei cinema. Spesso si tratta di operine di qualità, che spaziano dal dramma alla commedia e si avvalgono di alcuni dei nostri attori migliori (il più presente è Giuseppe Battiston).
Massimo Ghini e Francesco Montanari in 'La volta buona'
Non ha precedenti festivalieri E' per il tuo bene (da giovedì 2 su Prime Video), nei giorni scorsi oggetto di polemiche per l’assenza dei nomi delle attrici (Isabella Ferrari, Valentina Lodovini, Claudia Pandolfi) dal manifesto promozionale. E&r…!-->!-->
Mentre sale cinematografiche e arene, timidamente riaperte, ripropongono qualche film italiano uscito prima del lockdown, dall’inizio di luglio le piattaforme “lanciano” una nutrita serie di titoli nazionali nuovi: parecchi già circolati per i festival (dalla Berlinale alla Festa di Roma allo Zurich Film Festival), senza però riuscire ad arrivare nei cinema. Spesso si tratta di operine di qualità, che spaziano dal dramma alla commedia e si avvalgono di alcuni dei nostri attori migliori (il più presente è Giuseppe Battiston).
Massimo Ghini e Francesco Montanari in 'La volta buona'
Non ha precedenti festivalieri E' per il tuo bene (da giovedì 2 su Prime Video), nei giorni scorsi oggetto di polemiche per l’assenza dei nomi delle attrici (Isabella Ferrari, Valentina Lodovini, Claudia Pandolfi) dal manifesto promozionale. E’ il remake della commedia spagnola campione d’incassi Es por tu bien e racconta di come tre cognati (Battiston, Marco Giallini, Vincenzo Salemme) si alleino per distogliere le rispettive figlie uniche da partner (presunti) indegni. L’attore e regista Rolando Ravello mostra di possedere buoni tempi comici; però il film risulta meno solido sul piano della sceneggiatura, risolta in una serie di gag più o meno divertenti.
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E' piuttosto da ascrivere al genere “commedia drammatica” La volta buonadi Vincenzo Marra, dal soggetto che non sarebbe dispiaciuto ai registi nel nostro Neorealismo. Bartolomeo (Massimo Ghini) è un tipo di perdente sintetico, un procuratore calcistico sempre alla ricerca della buona occasione che incontra sul proprio cammino Pablito, ragazzino uruguaiano dotato di un talento “alla Maradona” (ottimo il piccolo Ramiro Garcia). L’unico, in una società cinica come quella in cui viviamo, a conservare un senso di dignità; tanto da poterne cedere anche all’adulto Bartolomeo. Diretto da Marra con la consueta sobrietà, anche questo film ha qualche smagliatura nella sceneggiatura, però si apprezza la scelta di non scivolare mai nel pietismo.
'Gli anni amari'
La capacità di non cedere alla sovrabbondanza di pathos accomuna il film ad altri tre titoli in uscita sulle piattaforme: tutti potenzialmente a rischio a causa dei “temi sensibili” che toccano. Cominciamo con Gli anni amaridi Andrea Adriatico, biopic sulle vicende pubbliche e private di Mario Mieli, personalità di spicco nella liberazione sessuale degli anni 70. Già ai tempi del liceo Mario non cela la sua omosessualità, facendosi chiamare Maria. Nonostante l’incomprensione del padre (il bravo Antonio Catania), incapace di accettarlo però mai rappresentato in modo schematico o grottesco. Ci sarebbe stato spazio abbondante per divagazioni pietistiche in Quello che non sai di me; ma per fortuna non cade nella trappola il regista italo-svizzero Rolando Colla. Il quale ci racconta la storia di due emarginati – Ikendu, arrivato dal Mali, e la ragazza madre di nazionalità ceca Patricia – che si conoscono a Bellinzona e s’innamorano. Sarà un amore difficile, perché l’accusa (ingiusta) di contrabbando di cocaina piomberà addosso all’uomo, insinuando l’ombra del dubbio nella sua compagna.
'Quello che non sai di me'
Bello il modo in cui Federico Bondi ci racconta (dal 2 luglio su RaiPlay) il personaggio di Dafne, trentenne con sindrome di Down (la interpreta Carolina Raspanti) in pellegrinaggio on-the-road col padre per raggiungere la tomba della madre, scomparsa improvvisamente. Loquace, spiritosa e piena d’iniziativa la ragazza non compiange mai se stessa, né permette allo spettatore di farlo per lei.
"Dafne"
Originale il soggetto di Stay Still, diretto dall’italiana (ma con base a Berlino) Elisa Mishto, visibile sulla piattaforma MioCinema poi, in streaming, in alcune sale e arene. Ne sono protagonisti due personaggi femminili antitetici: la ricca Julie, sarcastica, egocentrica e refrattaria a qualsiasi genere di attività, e la giovane infermiera Agnes, madre di una bimba con la quale non riesce a comunicare. Malgrado le titubanze sul finale da dargli, un film piacevolmente “indie” e interpretato a dovere.