✕

Roberto Herlitzka: "La vita dell'attore comincia a 80 anni"

2 minuti di lettura
Ha fama di scontroso, di artista difficile. E certo, quel viso scolpito, severo, la voce superba, un po' fanno soggezione. "Invece io sono felice dell'attenzione attorno alla mia figura: parlare di me è la cosa che più mi diverte", dice senza mentire sulla civetteria.

Roberto Herlitzka è uno dei più grandi attori italiani: oltre sessanta spettacoli, oltre sessanta film e oltre sessant'anni di attività dei suoi 82. Ha lavorato con Ronconi, Lavia, Squarzina, Calenda; nel cinema era in La grande bellezza e poi, indietro, fino al 2003, sua la magnifica interpretazione di Aldo Moro in Buongiorno, notte, il film di Marco Bellocchio, mentre in autunno lo aspetta il set di Il bambino nascosto che Roberto Andò girerà dal suo romanzo. Ma prima, al Napoli Teatro Festival Herlitzka ("lo so è un cognome complicato, viene da Brno, dove mio padre ebreo cecoslovacco era nato, ma non ho mai pensato di cambiarlo: con qu…
Ha fama di scontroso, di artista difficile. E certo, quel viso scolpito, severo, la voce superba, un po' fanno soggezione. "Invece io sono felice dell'attenzione attorno alla mia figura: parlare di me è la cosa che più mi diverte", dice senza mentire sulla civetteria.

Roberto Herlitzka è uno dei più grandi attori italiani: oltre sessanta spettacoli, oltre sessanta film e oltre sessant'anni di attività dei suoi 82. Ha lavorato con Ronconi, Lavia, Squarzina, Calenda; nel cinema era in La grande bellezza e poi, indietro, fino al 2003, sua la magnifica interpretazione di Aldo Moro in Buongiorno, notte, il film di Marco Bellocchio, mentre in autunno lo aspetta il set di Il bambino nascosto che Roberto Andò girerà dal suo romanzo. Ma prima, al Napoli Teatro Festival Herlitzka ("lo so è un cognome complicato, viene da Brno, dove mio padre ebreo cecoslovacco era nato, ma non ho mai pensato di cambiarlo: con quella kappa mi ricorda Kafka") in questi giorni viene celebrato con una mostra a Palazzo Fondi che prende spunto dalle sue tante interpretazioni teatrali, immortalate nelle immagini di Tommaso Le Pera. La mostra si intitola "Voglio fare l'attore", come il libro autobiografico di qualche anno fa "e come la frase che ripeto quando, prima di uno spettacolo, mi prende quel timore di espormi", racconta.

"L'attore l'ho voluto fare per narcisismo e per scambiare qualcosa con le altre persone. Io non sono uno che ha tanti rapporti, così ho trovato questa maschera in cui non sono più io, felice di non esserlo". Al punto che sopporta sorridendo gli acciacchi dell'età e i tanti impegni: l'Enrico IV con la regia di Antonio Calenda che riprenderà in autunno nel Teatro Basilica di Roma, la registrazione per Salani dell'audiolibro di quel capolavoro che è La montagna incantata di Thomas Mann, e soprattutto Esterno, notte, la prima serie tv di Marco Bellocchio, incentrata sul rapimento Moro dove stavolta Herlitzka sarà un magistrato.

"Adoro la tv e il cinema, ma è chiaro che è il teatro la forma d'arte da cui sono stato scelto, perché si aggrappa alla poesia che è l'arte somma". Sa Dante a memoria, ha tradotto Lucrezio in versi arcaici, e ha elaborato una sua versione dell'Otello di Shakespeare "che io vedo come un extracomunitario, e non è una novità, è vero, ma io vorrei che parlasse italiano con gli altri e nella sua lingua quando parla con se stesso. Perché Otello per me è la tragedia della parola travisata. E la sua disperazione più che la gelosia è legata proustianamente all'amore come qualcosa di irraggiungibile. Troverò mai qualcuno che me lo fa fare? Perché come diceva il mio maestro, Orazio Costa, verso gli 80 anni, si impara davvero a recitare. Dunque io comincio adesso. In fondo per fare l'attore non bisogna avere dentro chissà cosa da dire. Puoi anche avere poco, ma devi saperlo esprimere, altrimenti son davvero dolori".