Il compositore per la prima volta dirige nell'Auditorium della "sua" S.Cecilia, il conservatorio romano dove nel '56 si è diplomato sotto la guida di Goffredo Petrassi
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ROMA - La melodia carica di lirismo struggente di "The Mission" si è appena conclusa con il crescendo del coro. Il pubblico, in piedi, si abbandona a un applauso che sembra generato da una tensione trattenuta. Gli orchestrali salutano il maestro battendo gli archetti sui leggii. Per Ennio Morricone è arrivato il momento del trionfo nell'Auditorium della "sua" S.Cecilia, il conservatorio romano dove nel '56 si è diplomato sotto la guida di Goffredo Petrassi. Con l'eccezione di un concerto a inviti di alcuni anni fa, Morricone non aveva mai diretto a Roma, la sua città natale, e questa "prima volta", che praticamente coincide con il suo settantesimo compleanno - che cade domani, 10 novembre - è un evento carico di significati ben al di là delle vicende personali. Per la prima volta, infatti, una delle più prestigiose istituzioni musicali italiane ha inserito nel cartellone della sua stagione sinfo…
ROMA - La melodia carica di lirismo struggente di "The Mission" si è appena conclusa con il crescendo del coro. Il pubblico, in piedi, si abbandona a un applauso che sembra generato da una tensione trattenuta. Gli orchestrali salutano il maestro battendo gli archetti sui leggii. Per Ennio Morricone è arrivato il momento del trionfo nell'Auditorium della "sua" S.Cecilia, il conservatorio romano dove nel '56 si è diplomato sotto la guida di Goffredo Petrassi. Con l'eccezione di un concerto a inviti di alcuni anni fa, Morricone non aveva mai diretto a Roma, la sua città natale, e questa "prima volta", che praticamente coincide con il suo settantesimo compleanno - che cade domani, 10 novembre - è un evento carico di significati ben al di là delle vicende personali. Per la prima volta, infatti, una delle più prestigiose istituzioni musicali italiane ha inserito nel cartellone della sua stagione sinfonica un programma dedicato alle musiche per il cinema. Una nuova apertura nei confronti del repertorio extracolto, dopo le parentesi con il jazz, il rock e la canzone d' autore, da parte di S. Cecilia.
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Con i concerti all' Accademia - si replica stasera e domani, dopo l' annullamento di ieri a causa di uno sciopero - Morricone ha avuto l' occasione di mettere insieme le diverse anime della sua creatività, finora tenute distinte. Alla testa dell' orchestra e del coro di S. Cecilia, ha proposto un programma diviso in due parti e costruito su alcuni dei temi più importanti di una carriera vissuta accanto a registi come Sergio Leone, Pasolini, Polansky, De Palma, Almodovar, Pontecorvo, Joffé, Carpenter, Tornatore, Rosi, Petri, Levinson, Bolognini, Bellocchio, per citarne solo alcuni. Un concerto ricco di temi famosi e denso di suggestioni forti: Morricone è stato protagonista di una rivoluzione nel concetto tradizionale di colonna sonora, superando l'idea classica del tema cantato a favore di temi musicali estremamente caratterizzati, che finiscono per essere il prolungamento dei personaggi del film. Una musica che nasce da piccoli nuclei melodici e si sviluppa, a volte, attraverso intuizioni e sonorità sorprendenti, come il fischio, la frusta, gli interventi dei flauti di Pan, della chitarra elettrica, l' armonica.
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Una concezione che porta a una personificazione dei temi, come il gioco sull' intervallo di quarta de "Il buono, il brutto e il cattivo" o la variazione sulle tre note di "C' era una volta il West". La musica di Morricone è tanto inserita nel divenire del film, quanto capace di vivere da sola, in un universo in cui convivono il folklore, la musica accademica, il jazz, il pop, la sperimentazione. Il concerto si è aperto con i titoli di testa di "Uccellacci uccellini", affidati ad Angelo Branduardi, ospite dell' orchestra insieme a Dulce Pontes, giovane affascinante e di talento, erede della più autentica tradizione portoghese, che ha interpretato il tema di "Sacco e Vanzetti", reso celebre da Joan Baez. Anche se da anni Morricone si è liberato dell' etichetta di specialista di western, alcune delle sue pagine più belle sono legate all' epopea di Sergio Leone: i temi de "Il buono, il brutto e cattivo" "C' era una volta il West" e "Giù la testa" sono stati uno dei momenti più commoventi. E poi i ricordi di "Bugsy", "Nuovo cinema paradiso", "Una pura formalità", "La battaglia di Algeri", "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto", "La classe operaia va in paradiso". Il finale è stato riservato a "The Mission", uno dei vertici creativi di Morricone, un saggio luminoso di musica del mondo, con una melodia folk, che si fonde con l' ariosità di un coro e un musicalissimo sinfonismo.