ROMA - Dopo due premi Nobel, a Sanremo arriva un nome da quattro nomination agli Oscar. Ennio Morricone sarà il presidente della giuria di qualità. E non è un nome per fare solo un po' di scena: quest' anno la giuria non avrà solo il compito formale di mettere un fiore all'occhiello del festival assegnando un premio a parte. Stavolta deciderà accanto ai voti "popolari" il vincitore della gara.
E a presiedere la commissione della più clamorosa gara di canzonette sarà un maestro neosettantenne, con quattrocento colonne sonore alle spalle (di titoli come "Mission", "Per un pugno di dollari", "C'era una volta in America" fino, buon ultimo, a "La leggenda del pianista sull' Oceano") coronate da quattro candidature all' Oscar e un Leone d' oro alla carriera. Maestro, dicono che sarà il presidente della giuria di Sanremo... "è vero. Me l' avev…
ROMA - Dopo due premi Nobel, a Sanremo arriva un nome da quattro nomination agli Oscar. Ennio Morricone sarà il presidente della giuria di qualità. E non è un nome per fare solo un po' di scena: quest' anno la giuria non avrà solo il compito formale di mettere un fiore all'occhiello del festival assegnando un premio a parte. Stavolta deciderà accanto ai voti "popolari" il vincitore della gara.
E a presiedere la commissione della più clamorosa gara di canzonette sarà un maestro neosettantenne, con quattrocento colonne sonore alle spalle (di titoli come "Mission", "Per un pugno di dollari", "C'era una volta in America" fino, buon ultimo, a "La leggenda del pianista sull' Oceano") coronate da quattro candidature all' Oscar e un Leone d' oro alla carriera. Maestro, dicono che sarà il presidente della giuria di Sanremo... "è vero. Me l' avevano già chiesto in passato e avevo rifiutato. Ma stavolta mi ha telefonato prima il direttore generale, Celli. Poi il presidente Zaccaria. E ho accettato. Presiederò la giuria di qualità". Che però quest'anno stabilirà insieme alla giuria "popolare" il vincitore del festival... "Ah, non lo sapevo...".
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Ha già pensato a come giudicherà i brani? Lei è famoso per le sue colonne sonore, ma la musica che ama comporre è colta, sperimentale. "Ho fatto per anni l' arrangiatore di canzoni, quindi le conosco bene. E non le disprezzo: ho anche fatto il direttore d' orchestra a Sanremo, quando c' erano Paul Anka e Gino Paoli. Diciamo che ci sono quelle belle e quelle brutte". E quelle brutte quali sono? "Sono quelle facili. Quelle che cercano in tutti i modi una parte musicale orecchiabile: è troppo facile inventare frasi musicali brevissime che possano essere ricordate. Così si diventa banali. Le canzoni brutte sono queste: sono quelle che non riescono a essere veramente originali". Le belle? "Io cercherò di fare un' analisi musicale dei brani. Un cantante può far diventare molto bella una canzone mediocre. Perciò giudicherò le canzoni di Sanremo a prescindere da chi le interpreta. Questo deve essere molto chiaro: starò molto attento agli effetti dell' interpretazione sul brano, separando distintamente le due cose. Per i testi potrò contare sulla presenza importantissima di Fernanda Pivano".
Ci dia un' idea del suo metro di valutazione: qual è la migliore canzone della storia di Sanremo? "Quella di Celentano: "Il ragazzo della via Gluck". Bellissima. E infatti fu eliminata". E la migliore della nostra storia? "Una non è possibile indicarla. Mi viene in mente "Il cielo in una stanza", ma anche alcune cose di Baglioni, Venditti. E Dalla. Ma un brano fondamentale è stato "Volare", ha interrotto un momento di stasi della musica italiana. E da lì è iniziata una fase felicissima".
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Fino a oggi molti autori di musica di qualità hanno snobbato Sanremo, la sua presenza è in qualche in modo un invito ad avviare un nuovo corso? "Mi avevano chiamato anche in passato e avevo detto sempre di no. Stavolta non potevo proprio rifiutare: cercherò di mandare avanti quelli che valgono. Ma comunque il mio è un voto, forse due al massimo. Se quello del presidente varrà il doppio". Perché il cinema riesce spesso a essere uno spettacolo popolare senza perdere di qualità e la televisione no? "C'è da meditare su questo. Spesso anche il cinema è scadente, però comunque dietro un film c' è sempre un grande lavoro di autori che la televisione non ha. E perciò banalizza". Dunque, quando la tv è brutta, lo è come una brutta canzone? "Proprio così. Per questo ci sono trasmissioni scadenti che restano anni e cose interessanti che svaniscono presto". Lei guarda la tv? "Non molto... Mi capita anche d' imbattermi in "Domenica In", ma la prego non mi faccia fare commenti su questo". E cosa sceglie? "I telegiornali. Ne guardo anche tre. E poi il calcio". Anche Fazio, quindi.. "Fondamentale, perché non vado allo stadio. Lui è uno bravo. Sarà divertente vedere che cosa farà al festival". Le interessa incontrare Dulbecco? "Già, Dulbecco... Non ci avevo pensato. Ma chissà se riusciremo a incontrarci". E la Casta? "Diciamolo, la Casta su quel palcoscenico ci sta certamente meglio di Dulbecco".