"Sintetizzatori e nuove tecnologie stanno uccidendo la gioia di fare musica". A lanciare l'allarme è il maestro delle colonne sonore: Ennio Morricone
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L'autore di musiche per il cinema è spesso un musicista che sembra non avere corpo né volto, che affida la sua vita alle immagini dello schermo, la sua realtà alla finzione del film. Ma è così soltanto in apparenza perché, dietro al filtro dello schermo, vivono compositori intelligenti, sperimentatori, artisti che scrivono musiche che hanno una vita propria al di là del cinema. Le occasioni per poter vedere in azione i musicisti del cinema sono poche.
Ennio Morricone a Damilano: "La musica dà tutto a chi la ascolta"
Un appuntamento insolito è senza dubbio il concerto che il Maestro Ennio Morricone ha tenuto a Bari la scorsa settimana, per aprire la nuova edizione di Time Zones (il festival noto per i suoi accostamenti sperimentali tra i vari generi musicali e le altre forme d' arte) dirigendo lui stesso le proprie musiche in concerto. Lì l'abbiamo incontrato e c…
L'autore di musiche per il cinema è spesso un musicista che sembra non avere corpo né volto, che affida la sua vita alle immagini dello schermo, la sua realtà alla finzione del film. Ma è così soltanto in apparenza perché, dietro al filtro dello schermo, vivono compositori intelligenti, sperimentatori, artisti che scrivono musiche che hanno una vita propria al di là del cinema. Le occasioni per poter vedere in azione i musicisti del cinema sono poche.
Ennio Morricone a Damilano: "La musica dà tutto a chi la ascolta"
Un appuntamento insolito è senza dubbio il concerto che il Maestro Ennio Morricone ha tenuto a Bari la scorsa settimana, per aprire la nuova edizione di Time Zones (il festival noto per i suoi accostamenti sperimentali tra i vari generi musicali e le altre forme d' arte) dirigendo lui stesso le proprie musiche in concerto. Lì l'abbiamo incontrato e ci siamo fatti raccontare cos' è per lui il rapporto fra musica e cinema. Non sembri esagerato, ma in tutto il mondo probabilmente non esiste un compositore di musica da film che sia più popolare, amato, conosciuto e rispettato di lui, il Maestro Ennio Morricone.
Il binomio Morricone-cinema sembra essere indissolubile, la magia del suo lavoro non conosce oscuramenti, il fascino delle sonorità che Morricone riesce a fondere alle immagini è, dopo quasi trenta anni di onorata carriera, rimasto ancora intatto, anzi si è accresciuto, di anno in anno, di nuove e spesso sorprendenti angolature. Chissà se il Maestro ha mai pensato di smettere l' abito del compositore di musiche da film e tornare ad essere soltanto un musicista per sale da concerto: A mia moglie ho detto che a quarant' anni avrei smesso di scrivere musiche per il cinema, poi ho spostato questo limite a cinquant' anni, adesso ne ho sessanta e sono ancora qui a lavorare alle musiche di un nuovo film... Però, a cinquant' anni ho davvero rallentato la mia produzione per il cinema, mi sono concentrato maggiormente sul mio lavoro di compositore, ho un catalogo classico che ormai è di una quarantina di pezzi, che vengono spesso eseguiti nelle sale da concerto.
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Lavorò accanto ai registi più bravi Per tracciare una storia di Ennio Morricone, in fondo, bisognerebbe seguire la storia del cinema italiano, i suoi alti e bassi, ai quali è corrisposto anche l' andamento curioso della sua musica legato com' era a doppio filo alla vita di quel cinema che lui stesso ha contribuito, in maniera spesso determinante, a costruire. Una storia iniziata in maniera naturale, quasi per caso: Quando ho finito gli studi e mi sono diplomato in composizione non pensavo davvero al cinema. Ho cominciato a lavorare componendo parallelamente musiche da camera e sinfoniche e realizzando musiche per spettacoli televisivi e teatrali. Poi ho fatto l' arrangiatore per musiche d' altri, ho diretto un' orchestra di musica leggera. Finché il mio amico Luciano Salce, nel 1961, mi ha chiesto di realizzare per lui le musiche de Il Federale. La fama di Morricone cresce con la sua collaborazione con Sergio Leone, per la celebre serie dei western all' italiana, come Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto, il cattivo, C'era una volta il West; e poi ancora, con le colonne sonore realizzate con Bellocchio per I pugni in tasca, con Elio Petri per Un tranquillo posto di campagna, La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo.
Ma è difficile tentare di indicare un'antologia completa del lavoro di Morricone, capace di passare tra innumerovoli stili e suoni sulle ali di una musica che lui stesso definisce meravigliosamente duttile: "Adoro questa sua straordinaria possibilità di adattamento a situazioni diverse. Io cerco di scrivere della musica che sappia stare in piedi da sola. Se non è così, sarà anche lontana dal film, non ne vivrà le emozioni, non servirà a raccontare la sua storia sotterranea. I suoni servono a tirare fuori significati nascosti, aspetti dell' interiorità dei personaggi, a rendere più chiari passaggi emotivi, perché possono spesso dire di più di una parola, di un testo, di un racconto. In tanti anni di lavoro, la musica è molto cambiata, è cambiata soprattutto la tecnologia legata al mondo musicale".
Com' è cambiato il lavoro di chi fa musica per il cinema? "Non è cambiato poi molto" afferma Morricone. "Io continuo secondo i miei ritmi, le mie esigenze, i miei desideri. Certo l'uso della tecnologia, la grande diffusione dei sintetizzatori ha modificato la scena e il mercato. Le tastiere elettroniche sono facili da usare e anche un dilettante, premendo un tasto, può animare uno straordinario mondo sonoro. Così, con grande spettacolarità, molte cose la cui qualità è davvero discutibile sono passate al cinema, rovinando il lavoro che molti altri fanno con coscienza e professionalità. Lavorare con i sintetizzatori al posto di un'orchestra è estremamente economico, è un notevole risparmio per i produttori, ma è anche un lavoro ben poco creativo. Anch' io uso le tastiere elettroniche, ma entrano nell' orchestra con i propri timbri, le proprie sonorità, senza emulare altri suoni".
Così è diventato anche lui una star. Morricone è comunque una star, un divo della musica da film, non uno di quelli che ai nostri giorni scalano le classifiche con qualche canzone ben congegnata per titoli di testa o per qualche scena di film campione al box office. È una presenza costante nelle classifiche di vendita inglesi e americane con ogni album, come la bellissima antologia Film Music o il recente The Endless Game, uscito lo scorso anno su etichetta Virgin.
"Non scrivo musiche in funzione dei dischi, tiene a sottolineare. Capisco però l'uso che si fa della musica pop solo nei casi in cui sia davvero giustificata, quando il film narra vita e sentimenti di oggi: in casi come La febbre del sabato sera o, anche in 9 settimane e mezzo; ma oggi il meccanismo promozionale tra film e canzone è diventato terribile, anche perché spesso le stesse case discografiche producono film per poter vendere dischi. E poi, quando la musica di un film è fortemente caratterizzata dalla moda, anche se funziona bene, costringerà il film in precisi confini di tempo perché musica e film sembreranno presto molto
vecchi, non avranno nessuna proiezione nel futuro".
Già, il futuro... Quale sarà il futuro della musica nel cinema, secondo il Maestro Morricone? "Se il cinema vorrà continuare a risparmiare sulla musica e a utilizzare sempre di più i prodotti discografici già realizzati con i sintetizzatori, la situazione non potrà che peggiorare. Bisognerà che i musicisti stessi si prendano la responsabilità di cercare nuove strade, collaborando sempre con i registi che sono e restano i veri padroni di un film, per sfuggire alla standardizzazione dei linguaggi cinematografici, per rompere il condizionamento della musica commerciale e andare avanti, magari anche lontano dal gusto del pubblico, da quello a cui è abituato. La speranza che io vedo è nella contaminazione dei generi, nel superamento delle barriere e delle culture, come già mi è capitato di fare per la colonna sonora di Mission".