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(ansa)

Verdi e la musica pop

La profondità di significato delle melodie verdiane non può essere avvicinata alle ragioni odierne, troppo attente al "facile successo" e all'astuta ricerca del già udito
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È da prendere in considerazione l'impatto popolare che Giuseppe Verdi aveva con il pubblico del suo tempo e collegarlo con la musica pop dei nostri giorni e con il valore del messaggio degli odierni autori di canzoni?

In questo coraggioso e ardito assunto l'unica cosa che potremmo dire che comune è l'ambito melodico, ma evidentemente il problema non si esaurisce solo in questo aspetto. Verdi scriveva le sue opere per il teatro musicale, i nostri autori per i cd e il festival di Sanremo. In altre parole, il primo per un risultato che potesse rimanere in maniera duratura nella memoria degli ascoltatori-spettatori, i secondi per un prodotto stagionale stimolato da regole commerciali e industriali fissate dalle case discografiche per un immediato ma breve successo. La profondità di significato delle melodie verdiane non può essere avvicinata alle ragioni odierne, troppo attente al "facile successo" e all'astuta ricerca del già …
È da prendere in considerazione l'impatto popolare che Giuseppe Verdi aveva con il pubblico del suo tempo e collegarlo con la musica pop dei nostri giorni e con il valore del messaggio degli odierni autori di canzoni?

In questo coraggioso e ardito assunto l'unica cosa che potremmo dire che comune è l'ambito melodico, ma evidentemente il problema non si esaurisce solo in questo aspetto. Verdi scriveva le sue opere per il teatro musicale, i nostri autori per i cd e il festival di Sanremo. In altre parole, il primo per un risultato che potesse rimanere in maniera duratura nella memoria degli ascoltatori-spettatori, i secondi per un prodotto stagionale stimolato da regole commerciali e industriali fissate dalle case discografiche per un immediato ma breve successo. La profondità di significato delle melodie verdiane non può essere avvicinata alle ragioni odierne, troppo attente al "facile successo" e all'astuta ricerca del già udito.

Al di là delle differenze tecniche, è soprattuto morale la distanza tra le melodie verdiane e la musica pop. Il percorso creativo verdiano, la sua lunga ricerca, il suo progressivo e sofferto miglioramento del linguaggio (si pensi alle sue ultime opere: il requiem, Otello, Falstaff, rispetto ai suoi lavori iniziali) sono tutti elementi non rapportabili ai prodotti molte volte dilettanteschi reinventati più volte nello stesso giro armonico. Ricordo ora che Zucchero Fornaciari ha trasformato in canzone il bellissimo coro del Nabucco : "Va pensiero"...

Ecco ascoltando questa trasposizione di una classica melodia verdiana in un contesto odierno possiamo capire la diversità di intenti, le genuinità non contaminata da altre espressioni musicali, la distanza abissale tra una musica che nasce eterna e un'altra soltanto stagionale, malgrado le indiscusse qualità di Zucchero Fornaciari confermate nella citata esecuzione.

(Articolo pubblicato il 27 gennaio 2001)