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Juliette Binoche: "Prima del cinema ci sono gli affetti, tutti abbiamo bisogno di tenerezza"

L'attrice francese racconta in che modo ha trascorso i mesi in isolamento insieme ai suoi figli e a buone letture. E parla del nuovo film, 'How to be a good wife': "Così negli anni 60 le donne si liberarono"
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In Francia è considerata un tesoro nazionale, uno dei prodotti di esportazione di maggior prestigio, quasi un brand. Juliette Binoche è forse l'attrice europea non di lingua inglese più famosa nel mondo, Hollywood compresa. La ricordiamo agli inizi in L'insostenibile leggerezza dell'essere (1988), Les amants du Pont-Neuf  (1991), Tre colori: Bleu  (1993) e in tanti altri lavori, poi il ruolo ne Il paziente inglese che le ha fatto vincere un Oscar nel 1996. E la sua seconda candidatura  con Chocolat. Fino al recente Truth di Hirokazu Kore'eda in cui recita accanto a Catherine Deneuve, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia lo scorso anno. Pittrice e ballerina, oltre che attrice, la incontriamo via Zoom. E' nel suo ufficio di Parigi.

Venezia 76. 'Le verità', Deneuve e Binoche nel film di Kore'eda


 
Come sta vivendo questi mesi?
"Tocco ferro, dormo sul ferro, mi siedo …
In Francia è considerata un tesoro nazionale, uno dei prodotti di esportazione di maggior prestigio, quasi un brand. Juliette Binoche è forse l'attrice europea non di lingua inglese più famosa nel mondo, Hollywood compresa. La ricordiamo agli inizi in L'insostenibile leggerezza dell'essere (1988), Les amants du Pont-Neuf  (1991), Tre colori: Bleu  (1993) e in tanti altri lavori, poi il ruolo ne Il paziente inglese che le ha fatto vincere un Oscar nel 1996. E la sua seconda candidatura  con Chocolat. Fino al recente Truth di Hirokazu Kore'eda in cui recita accanto a Catherine Deneuve, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia lo scorso anno. Pittrice e ballerina, oltre che attrice, la incontriamo via Zoom. E' nel suo ufficio di Parigi.

Venezia 76. 'Le verità', Deneuve e Binoche nel film di Kore'eda


 
Come sta vivendo questi mesi?
"Tocco ferro, dormo sul ferro, mi siedo sul ferro (ride), incrocio le dita e spero che questo ci renda tutti piu' consapevoli. Perché viviamo in un mondo corrotto, le lobby hanno il controllo controllo sulla sanità, sull'agricoltura, l’energia, il mercato e sottraggono ai Paesi l'autonomia di cui questi avrebbero bisogno. Tutti questi tecno-scienziati, questa tecnologia, anche questi modi di comunicare fra noi via computer, per quanto siano potenti allo stesso tempo possono essere pericolosi e dobbiamo stare attenti. Mi ha sconvolta quello che è successo in America, la vicenda di George Floyd, ma anche in Francia abbiamo visto violenza da parte della polizia nei confronti delle minoranze, e spero che tutto questo ci farà riflettere e magari cambiare mentalità".

In che modo si diventa migliori?
"Con la solidarietà. Se qualcuno nella tua famiglia, o delle persone che conosci, ha una necessità, condividi quello che hai. Io credo nella solidarietà".

In che momento si trova nella sua vita?
"Mi sento fortunata perchè sto bene, e sono benedetta come madre. Ho due figli meravigliosi (Raphael, 26 anni, e Hana, 21, avuti da due diverse relazioni, ndr). Ho sempre desiderato diventare madre, da quando avevo 11 anni. Parlavo al mio figlio immaginario, mi sentivo materna anche con le bambole. Credo che tutti abbiamo bisogno di tenerezza, non solo in famiglia ma anche tra popoli, tra Paesi diversi. Ho accompagnato mio padre nel suo ultimo addio alla vita, e anche quel momento è stata una benedizione, e ora sto facendo lo stesso con mia madre. Faccio quello che amo fare e sento che mi sto trasformando".


Juliette Binoche e Catherine Deneuve alla Mostra di Venezia 2019 

 
Cosa ha scoperto di sé in questo periodo di lockdown?
"Confesso che sono stata felice a casa, senza dover correre da un appuntamento all'altro, e quindi con del tempo libero da trascorrere con i miei figli. Ma mi sono anche concessa del tempo per me stessa, il lusso di leggere, di scoprire scrittori e filosofi che non conoscevo, o cose sulle religioni indiane, la spiritualita’, il taoismo, il sufismo".

Ma c'è anche un nuovo film che aspetta di uscire, “How to be a good wife”...
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E' ambientato alla fine degli anni Sessanta quando c’erano scuole dove le giovani imparavano a diventare delle brave mogli: la cucina, stirare, il giardinaggio, occuparsi dei bambini. Tre anni di corso, ed erano pronte. Fra le materia, c'era anche come lasciarsi sottomettere dal proprio marito: se di notte voleva fare l'amore con te non ti dovevi ribellare. C’erano dei libri che spiegavano tutto. Questo racconta il film. Ma con una cifra anche divertente perché affonta in modo irriverente il tema della liberazione della donna". 

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Perché è ha deciso di fare l'attrice?
"Mia madre non aveva tempo di portarmi al cinema e allora andavo da sola, o con la scuola, e la prima cosa che vidi fu una serie di cortometraggi di Chaplin. Ricordo esattamente dove fossi seduta, le mie emozioni, ero felice, ridevo e piangevo allo stesso tempo. Ha avuto un impatto enorme su di me. E' in quel momento che ho capito che cosa volevo fare".