Nick Cave, un concerto a pagamento in streaming e senza repliche
Ernesto Assante , di ERNESTO ASSANTEL'artista australiano protagonista di uno show registrato senza band e a porte chiuse a Londra che andrà in onda una sola volta: la fruizione sarà identica a quello di un live vero e proprio
Il 23 luglio, alle 21, si potrà assistere on line sulla app del sito Dice.Fm a “Idiot Prayer: Nick Cave Alone at Alexandra Palace”, un film/evento che è stato girato nel bellissimo spazio londinese e che, come se fosse un concerto in diretta, verrà trasmesso un'unica volta. E il concerto sarà a pagamento. Un esperimento interessante e importante che segna una ulteriore tappa nello spostamento della musica nell’universo digitale, spostamento clamorosamente accelerato dall’emergenza che stiamo vivendo, dal lockdown che ha bloccato i grandi concerti, dall’impossibilità per gli artisti di andare in tour. Cave ha pensato a un evento unico, una performance speciale che consentirà ai suoi fan di tutto il mondo di ascoltarlo in una dimensione singolare, nel senso pieno del termine, perché sarà in scena da solo, accompagnato dal pianoforte, senza i fedelissimi Bad Seeds, per interpretare molte canzoni del…
Il 23 luglio, alle 21, si potrà assistere on line sulla app del sito Dice.Fm a “Idiot Prayer: Nick Cave Alone at Alexandra Palace”, un film/evento che è stato girato nel bellissimo spazio londinese e che, come se fosse un concerto in diretta, verrà trasmesso un'unica volta. E il concerto sarà a pagamento. Un esperimento interessante e importante che segna una ulteriore tappa nello spostamento della musica nell’universo digitale, spostamento clamorosamente accelerato dall’emergenza che stiamo vivendo, dal lockdown che ha bloccato i grandi concerti, dall’impossibilità per gli artisti di andare in tour. Cave ha pensato a un evento unico, una performance speciale che consentirà ai suoi fan di tutto il mondo di ascoltarlo in una dimensione singolare, nel senso pieno del termine, perché sarà in scena da solo, accompagnato dal pianoforte, senza i fedelissimi Bad Seeds, per interpretare molte canzoni del suo straordinario repertorio, brani vecchi e nuovi, alcuni eseguiti per la prima volta dal vivo, compresi brani tratti dai i primi lavori con Bad Seeds e Grinderman fino all’ultimo album con la band, il bellissimo e drammatico Ghosteen. La regia della straordinaria performance di Cave è Robbie Ryan, mentre il montaggio è stato affidato a Nick Emerson, per garantire un’elevata qualità dell’immagine e fare sì che l’evento sia davvero tale, non un semplice concerto. Uno show registrato, dunque, ma che sarà trasmesso come se fosse live e che non sarà più possibile rivedere on line, come in una vera diretta: durante l’evento, infatti, il pubblico non potrà utilizzare la pausa, il rewind o l’avanti veloce. Cave sarà in scena da solo, dunque, nell’enormità della West Hall dell’Alexandra Palace, avvolto solo dalla luce e dai suoni, per la prima volta dallo scoppio della pandemia: a differenza di altri l’artista australiano non ha fatto live streaming da casa nelle settimane passate, fino a quando, in giugno, non ha registrato questa ora e mezza di musica dal vivo. Più che un concerto è una performance artistica, perché non c’è pubblico, perché sembra tutto fuori dal tempo e dallo spazio, come si vede nella clip che ha presentato l’evento, perché Cave è completamente solo nell’esecuzione di ventidue brani carichi di intensità e di forza.
Quella dei concerti in streaming a pagamento è in parte una necessità, dettata come dicevamo dal blocco dei concerti, un’alternativa per gli artisti per restare in contatto con i fan ma per lavorare, guadagnare e permettere lo stesso anche ai tecnici, ai facchini, alle maestranze che lavorano per il settore live. Esperimenti ne sono già stati fatti molti: quelli di maggior successo all’estero sono stati quelli di Erykah Badu con una serie “Badu’s quarantine concert series: Apocalypse, Live from Badubotron”, con biglietti a prezzi bassissimi, dai novanta centesimi a 3 dollari, live dalla sua camera da letto ma con un livello qualitativo molto alto. I coreani BTS hanno invece travolto ogni record, con un live a pagamento che ha messo insieme ben 756.000 spettatori che hanno pagato 35 dollari di biglietto, (26 se iscritti al fan club della band), guadagnando 20 milioni di dollari con un pubblico che si è collegato da 107 paesi nel mondo, 100 minuti di show in tutto per l’equivalente di 15 show da 50mila biglietti sold out. Ma è andata bene anche ad artisti più piccoli, come Laura Marling, che la scorsa settimana ha messo insieme decine di migliaia di spettatori per il suo live dalla Union Chapel a Londra. E in Italia? Ci sono già stati esperimenti interessanti, quelli del grande pianista jazz Enrico Pieranunzi, e quello del cantautore Venerus, che, organizzato da Radar Concerti e Dice al Museo Leonardo Da Vinci a Milano, ha raccolto 1200 spettatori paganti, mandando in attivo la serata.
Ma l’evento che farà testo e che ci farà capire meglio se esiste una possibilità per il mercato dei concerti in streaming a pagamento sarà “Heroes”, una grande maratona live che verrà trasmessa online sulla piattaforma Futurissima.net, con la collaborazione di With e A-Live, il prossimo 6 settembre dall’Arena di Verona, con la partecipazione di tantissimi artisti, tra i quali Achille Lauro, Afterhours, Aiello, Anna, Brunori Sas, Coez, Coma Cose, Diodato, Elodie, Eugenio In Via Di Gioia, Fedez, Frah quintale, Francesca Michielin, Franco126, Gaia, Gazzelle, Gemitaiz&Madman, Ghali, Levante, Madame, Mahmood, Margherita Vicario, Marlene Kuntz, Marracash, Nitro, Pinguini Tattici Nucleari, Priestess, Random, Salmo, Shiva, Subsonica, Tommaso Paradiso e Willie Peyote. I soldi ricavati dal concerto, organizzato da Friends & Partners, Live Nation e Vivo Concerti, con la collaborazione di Arena di Verona, e Gianmarco Mazzi, R&P Legal, Librerie Feltrinelli, e con i contributi di Vertigo e Magellano, andranno a sostenere il Fondo Covid-19 per sostenere i lavoratori del comparto musicale, un fondo lanciato da Music Innovation Hub, sostenuto da Spotify e promosso da FIMI, AFI, PMI, Assomusica e NuovoImaie.
Quella dei concerti in streaming a pagamento è in parte una necessità, dettata come dicevamo dal blocco dei concerti, un’alternativa per gli artisti per restare in contatto con i fan ma per lavorare, guadagnare e permettere lo stesso anche ai tecnici, ai facchini, alle maestranze che lavorano per il settore live. Esperimenti ne sono già stati fatti molti: quelli di maggior successo all’estero sono stati quelli di Erykah Badu con una serie “Badu’s quarantine concert series: Apocalypse, Live from Badubotron”, con biglietti a prezzi bassissimi, dai novanta centesimi a 3 dollari, live dalla sua camera da letto ma con un livello qualitativo molto alto. I coreani BTS hanno invece travolto ogni record, con un live a pagamento che ha messo insieme ben 756.000 spettatori che hanno pagato 35 dollari di biglietto, (26 se iscritti al fan club della band), guadagnando 20 milioni di dollari con un pubblico che si è collegato da 107 paesi nel mondo, 100 minuti di show in tutto per l’equivalente di 15 show da 50mila biglietti sold out. Ma è andata bene anche ad artisti più piccoli, come Laura Marling, che la scorsa settimana ha messo insieme decine di migliaia di spettatori per il suo live dalla Union Chapel a Londra. E in Italia? Ci sono già stati esperimenti interessanti, quelli del grande pianista jazz Enrico Pieranunzi, e quello del cantautore Venerus, che, organizzato da Radar Concerti e Dice al Museo Leonardo Da Vinci a Milano, ha raccolto 1200 spettatori paganti, mandando in attivo la serata.
Ma l’evento che farà testo e che ci farà capire meglio se esiste una possibilità per il mercato dei concerti in streaming a pagamento sarà “Heroes”, una grande maratona live che verrà trasmessa online sulla piattaforma Futurissima.net, con la collaborazione di With e A-Live, il prossimo 6 settembre dall’Arena di Verona, con la partecipazione di tantissimi artisti, tra i quali Achille Lauro, Afterhours, Aiello, Anna, Brunori Sas, Coez, Coma Cose, Diodato, Elodie, Eugenio In Via Di Gioia, Fedez, Frah quintale, Francesca Michielin, Franco126, Gaia, Gazzelle, Gemitaiz&Madman, Ghali, Levante, Madame, Mahmood, Margherita Vicario, Marlene Kuntz, Marracash, Nitro, Pinguini Tattici Nucleari, Priestess, Random, Salmo, Shiva, Subsonica, Tommaso Paradiso e Willie Peyote. I soldi ricavati dal concerto, organizzato da Friends & Partners, Live Nation e Vivo Concerti, con la collaborazione di Arena di Verona, e Gianmarco Mazzi, R&P Legal, Librerie Feltrinelli, e con i contributi di Vertigo e Magellano, andranno a sostenere il Fondo Covid-19 per sostenere i lavoratori del comparto musicale, un fondo lanciato da Music Innovation Hub, sostenuto da Spotify e promosso da FIMI, AFI, PMI, Assomusica e NuovoImaie.