Taylor Swift, un album figlio del lockdown per cambiare pelle
Gino Castaldo , di GINO CASTALDOA sorpresa è arrivato "Folklore", nuovo lavoro della trentenne popstar e cantautrice americana, che si fa impegnata e riflessiva. Evitando l'ennesimo scontro con Kanye West
Eccolo il disco figlio del lockdown, uno dei primi di quella che sarà con buona probabilità una lunga serie di progetti nati, o quantomeno fortemente condizionati, dall'epocale cambiamento del nostro mondo. S'intitola Folklore, ed è un album pacato, intenso, e a mostrare i segni di nuove e più attente ispirazioni è la superdiva Taylor Swift, donna di numeri spaventosmente alti, con una biografia strabordante di successi, per alcuni addirittura irritante, come fu per Kanye West che arrivò a compiere un gesto a dir poco scomposto, benché per ovvi motivi memorabile. Nel 2009, alla premiazione dei Music Awards salì sul palco per contestare la decisione di conferire alla Taylor il riconoscimento come miglior video, sostenendo che avrebbe dovuto vincere Beyoncè. Non contento, anni dopo inserì una frase decisamente volgare in un suo pezzo per dire che la sua popolarità la Swift la doveva quasi esclusivamente…
Eccolo il disco figlio del lockdown, uno dei primi di quella che sarà con buona probabilità una lunga serie di progetti nati, o quantomeno fortemente condizionati, dall'epocale cambiamento del nostro mondo. S'intitola Folklore, ed è un album pacato, intenso, e a mostrare i segni di nuove e più attente ispirazioni è la superdiva Taylor Swift, donna di numeri spaventosmente alti, con una biografia strabordante di successi, per alcuni addirittura irritante, come fu per Kanye West che arrivò a compiere un gesto a dir poco scomposto, benché per ovvi motivi memorabile. Nel 2009, alla premiazione dei Music Awards salì sul palco per contestare la decisione di conferire alla Taylor il riconoscimento come miglior video, sostenendo che avrebbe dovuto vincere Beyoncè. Non contento, anni dopo inserì una frase decisamente volgare in un suo pezzo per dire che la sua popolarità la Swift la doveva quasi esclusivamente al suo gesto. Davvero poco gentile.
Nel frattempo le cose sono molto cambiate, non tanto per quanto riguarda Kanye West, che continua a delirare senza posa, ma sicuramente la Taylor Swift di oggi è un'artista completamente diversa da quella degli esordi, sempre più decisa, impegnata, schierata con la campagna Black Lives Matter, al culmine di una trasformazione che ha dell'incredibile e che fa ben sperare sulle possibilità di cambiamento e miglioramento degli artisti. Ultima curiosità, il suo disco e quello di Kanye West (intitolato Donda) dovevano uscire lo stesso giorno ovvero allo scoccare della mezzanotte tra giovedì e venerdì 24, ma di quello di West non vi è traccia, e chissà che non ci possa essere una connessione, anche perché di recente la cantante ha sbugiardato il rapper e sua moglie Kim Kardashian pubblicando la versione integrale della telefonata con cui Kanye l'avrebbe avvertita del verso contro di lei, chiedendole e ottenendo l'approvazione.
È apparso invece puntuale Folklore, che nel già nel titolo ribalta con nobiltà e spessore le origini musicali di Taylor Swift, e completa grazie agli effetti della pandemia il percorso di affrancamento dagli inizi country e decisamente dolciastri, ricorrendo alle cure raffinate di un rocker elegante come Aaron Dessner dei National, per non dire del duetto con Bon Iver e di un generale mood da cantautrice impegnata e riflessiva. Effetti dell'isolamento? Sembrerebbe di sì. Anche nel video di Cardigan, l'unico realizzato al momento per lanciare l'album, si descrive più come una delicata preraffaelita che non come una figlia dell'America di Nashville. Non cerca l'effetto facile, non ci sono hit programmate a tavolino, il disco scorre su sentimenti sofferti, sembra scavare nei paesaggi, nelle facce, nelle desolazioni e nelle struggenti speranze che sono emerse durante i giorni della pandemia. In un pezzo collega addirittura i ricordi della seconda guerra mondiale, filtrati dalle memorie di famiglia, agli accadimenti contemporanei. La nuova Taylor Swift non cerca approvazione, non cerca scorciatoie, cerca al contrario una via di intensa dignità artistica che riporti all'attenzione di tutti la voce di donne oggi pronte a esprimere in prima persona la propria visione del mondo. Con buona pace di Kanye West.
Nel frattempo le cose sono molto cambiate, non tanto per quanto riguarda Kanye West, che continua a delirare senza posa, ma sicuramente la Taylor Swift di oggi è un'artista completamente diversa da quella degli esordi, sempre più decisa, impegnata, schierata con la campagna Black Lives Matter, al culmine di una trasformazione che ha dell'incredibile e che fa ben sperare sulle possibilità di cambiamento e miglioramento degli artisti. Ultima curiosità, il suo disco e quello di Kanye West (intitolato Donda) dovevano uscire lo stesso giorno ovvero allo scoccare della mezzanotte tra giovedì e venerdì 24, ma di quello di West non vi è traccia, e chissà che non ci possa essere una connessione, anche perché di recente la cantante ha sbugiardato il rapper e sua moglie Kim Kardashian pubblicando la versione integrale della telefonata con cui Kanye l'avrebbe avvertita del verso contro di lei, chiedendole e ottenendo l'approvazione.
È apparso invece puntuale Folklore, che nel già nel titolo ribalta con nobiltà e spessore le origini musicali di Taylor Swift, e completa grazie agli effetti della pandemia il percorso di affrancamento dagli inizi country e decisamente dolciastri, ricorrendo alle cure raffinate di un rocker elegante come Aaron Dessner dei National, per non dire del duetto con Bon Iver e di un generale mood da cantautrice impegnata e riflessiva. Effetti dell'isolamento? Sembrerebbe di sì. Anche nel video di Cardigan, l'unico realizzato al momento per lanciare l'album, si descrive più come una delicata preraffaelita che non come una figlia dell'America di Nashville. Non cerca l'effetto facile, non ci sono hit programmate a tavolino, il disco scorre su sentimenti sofferti, sembra scavare nei paesaggi, nelle facce, nelle desolazioni e nelle struggenti speranze che sono emerse durante i giorni della pandemia. In un pezzo collega addirittura i ricordi della seconda guerra mondiale, filtrati dalle memorie di famiglia, agli accadimenti contemporanei. La nuova Taylor Swift non cerca approvazione, non cerca scorciatoie, cerca al contrario una via di intensa dignità artistica che riporti all'attenzione di tutti la voce di donne oggi pronte a esprimere in prima persona la propria visione del mondo. Con buona pace di Kanye West.