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Liam Neeson: "Con mio figlio sul set rivivo la nostra storia"

Protagonista del film “Made in Italy” girato in Toscana
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Da Rob Roy a Schindler's List, Kinsey e i thriller della serie Taken, l'attore irlandese Liam Neeson, 68 anni splendidamente portati, non si è mai fermato da quando arrivò a Hollywood nei primi anni 90. E adesso abbraccia l'Italia con una nuova commedia romantica, Made in Italy, recitata accanto a suo figlio, Micheál Richardson, avuto dalla sua compianta moglie, l'attrice inglese Natasha Richardson (figlia di Vanessa Redgrave e del regista Tony Richardson), morta per un banale incidente sciistico nel marzo del 2009. Micheál, 25 anni, già visto in Vox Lux e Cold Pursuit, ha preferito affrontare la carriera di attore assumendo il cognome della madre, per evitare qualsiasi sospetto di nepotismo.

Made in Italy è l'ultimo di una lunga serie di titoli in lingua inglese girati in Italia, da Vacanze romane a Il talento di Mr. Ripley: scritto e diretto da James D'Arcy (conosciuto come attore per film come Avengers: Endgame e Ho…
Da Rob Roy a Schindler's List, Kinsey e i thriller della serie Taken, l'attore irlandese Liam Neeson, 68 anni splendidamente portati, non si è mai fermato da quando arrivò a Hollywood nei primi anni 90. E adesso abbraccia l'Italia con una nuova commedia romantica, Made in Italy, recitata accanto a suo figlio, Micheál Richardson, avuto dalla sua compianta moglie, l'attrice inglese Natasha Richardson (figlia di Vanessa Redgrave e del regista Tony Richardson), morta per un banale incidente sciistico nel marzo del 2009. Micheál, 25 anni, già visto in Vox Lux e Cold Pursuit, ha preferito affrontare la carriera di attore assumendo il cognome della madre, per evitare qualsiasi sospetto di nepotismo.

Made in Italy è l'ultimo di una lunga serie di titoli in lingua inglese girati in Italia, da Vacanze romane a Il talento di Mr. Ripley: scritto e diretto da James D'Arcy (conosciuto come attore per film come Avengers: Endgame e Homeland), uscirà negli Stati Uniti il 7 agosto sulle piattaforme on demand (prossimamente in Italia). È la storia, ambientata in Toscana, del rapporto tra un padre e un figlio: il papà (Neeson) è un artista londinese che torna in Italia insieme al giovane Jack (Richardson), con cui non ha rapporti da tempo, per vendere la casa che hanno entrambi ereditato dalla moglie e madre deceduta in un incidente automobilistico. I due si rattristano alla vista della villa, ormai in stato di abbandono. Del cast fanno parte Lindsay Duncan, l'agente immobiliare, e l'attrice italiana Valeria Bilello, nel ruolo della vivace chef che flirta con Jack.


Neeson, nella scelta di girare questo film c'entra il rapporto con suo figlio?
"In qualche modo sì" dice l'attore dalla sua casa di New York. "Non stavamo recitando noi stessi, anche se siamo padre e figlio, ma è stato interessante interagire con lui di fronte alla cinepresa. Soprattutto pensando che Micheál ha perso sua madre 11 anni fa, un colpo durissimo per tutti noi. E qui recita un giovane adulto orfano di madre. Un lavoro decisamente catartico".

Che rapporto ha con l'Italia?
"Ci sono stato spesso, mia moglie Natasha l'amava molto . Ho fatto quattro film da voi, ma non avevo mai lavorato in Toscana. Conosco ovviamente la pittura rinascimentale, sono stato agli Uffizi a Firenze, con Natasha. Lei era l'intellettuale di famiglia. Abbiamo girato nell'area di Montalcino per circa un mese. Mi sono goduto le albe e i tramonti delle colline, una meraviglia".


Cosa c'è di speciale nel recitare in Italia?
"La prima cosa che mi viene in mente è la luce. Non c'è direttore della fotografia che non ami la luce naturale che si può trovarenel vostro paese. Nessun artificio può sostituire quella bellezza cromatica naturale. L'Italia è la California del cinema di oggi".

Come ha vissuto il suo isolamento per la pandemia?
"Ho avuto la fortuna di vivere in una casa in campagna a nord di New York, isolata e abbastanza al sicuro dal contagio. Ho approfittato del lockdown per leggere romanzi, avrò divorato almeno 30 libri, tra cui Delitto e Castigo che avevo letto a 17 anni e mai più dopo. Ho riletto per la quinta volta l'Ulisse di Joyce. Ho una palestra in casa. Mi sono allenato, mi sono tenuto in forma. Non ho bevuto. Non bevo da sette anni. Ma ho mangiato tanto! (ride)".

Viviamo anche un periodo di grande irrequietezza politico-sociale...
"Ho seguito gli eventi dall'omicidio di George Floyd. Buffo che spesso si dica "la morte" di Floyd, invece che assassinio vero e proprio, un'esecuzione avvenuta davanti ai nostri occhi. Vivo in America da 30 anni e devo dire che è la prima volta che di fronte a una palese ingiustizia mi sono sentito inconsciamente in colpa. Pensieri legati alla razza - razzisti? - che serpeggiano dentro e non li riconosci nemmeno. E il movimento Black Lives Matter mi ha messo di fronte a uno specchio, mi ha chiesto di fare chiarezza dentro me stesso".

Cosa prevede alle prossime elezioni presidenziali americane?
"Se avessimo avuto un vero leader staremo tutti meglio adesso. Da quando Trump è stato eletto ho viaggiato molto nel mondo, anche in Asia, per promuovere questo o quel film. E tutti mi chiedevano: ma come è possibile che questo buffone sia stato eletto? Non so rispondere, eppure mi sento orgoglioso di essere americano, così come lo sono di essere irlandese. Ma a quella domanda ancora non ho trovato risposta. Posso solo dire: andiamo tutti a votare a novembre. Che nessuno resti a casa! ".