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Il "giovane" Perry Mason diventa una serie tv

A settembre su Sky le avventure del celebre avvocato negli anni 30 a Los Angeles
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La serie è cupa e girata straordinariamente, ha un protagonista (Matthew Rhys) che gira in zona perfezione, dentro ci sono echi western, da gangster story, da plot apocalittico con sette religiose in azione e la politica corrotta e così via. Anni 30, Los Angeles, per di più. Il punto è: perché si chiama Perry Mason?

Arriva su Sky a settembre, in teoria è un prequel: ovvero il Perry giovane ma anche reduce di guerra dove ha già visto e vissuto tutto il male della Terra. L’azione è nerissima, storie di bimbi uccisi e genitori accusati, lo studio legale (che fa davvero sorridere pensando al levigato Raymond Burr in ambienti lussuosi, nei libri e nei telefilm di una volta) è un covo di perdizione: però appunto c’è Perry e c’è anche Della Street, altro che segretaria accomodante, una ragazza volitiva e immersa nel suo tempo. E c’è anche il braccio destro di Perry, Paul Drake,…
La serie è cupa e girata straordinariamente, ha un protagonista (Matthew Rhys) che gira in zona perfezione, dentro ci sono echi western, da gangster story, da plot apocalittico con sette religiose in azione e la politica corrotta e così via. Anni 30, Los Angeles, per di più. Il punto è: perché si chiama Perry Mason?

Arriva su Sky a settembre, in teoria è un prequel: ovvero il Perry giovane ma anche reduce di guerra dove ha già visto e vissuto tutto il male della Terra. L’azione è nerissima, storie di bimbi uccisi e genitori accusati, lo studio legale (che fa davvero sorridere pensando al levigato Raymond Burr in ambienti lussuosi, nei libri e nei telefilm di una volta) è un covo di perdizione: però appunto c’è Perry e c’è anche Della Street, altro che segretaria accomodante, una ragazza volitiva e immersa nel suo tempo. E c’è anche il braccio destro di Perry, Paul Drake, che ricordiamo su auto d’epoca rombanti e qui si adatta come può, beve cose micidiali con Perry al bancone del bar, con l’unico obiettivo di non mollare mai l’osso della preda, ossia i veri colpevoli eccetera. In più il produttore esecutivo è Robert Downey jr, in più il tutto è Hbo, in più hanno già preso tutti gli accordi necessari per una seconda stagione, a dimostrazione che si tratta di roba grossa.

'Perry Mason', le prime indagini nella nuova serie con Matthew Rhys


Ma davvero, però: perché Perry Mason? Perché la stessa identica storia girata allo stesso modo e con gli stessi attori e chiamandola in un altro modo avrebbe comunque faticato a farsi notare da subito: e quindi pagando il dovuto, tutto diventa Perry Mason, la curiosità scatta subito e poi quando si scopre che è “questo” Perry Mason la curiosità raddoppia, diventa fenomeno, tendenza: con quanti altri personaggi famosi si potrà fare in futuro? I personaggi nuovi sono destinati a ridursi drasticamente di numero perché tutti saranno più rassicurati dal nome esibito e basterà inventarsi qualche circonvoluzione intorno al personaggio del passato per disegnare il futuro? (e se è così, vista la qualità di questo PM, forse converrebbe firmare subito).


Quella del prequel è una scappatoia, da noi in fondo c’è anche il giovane Montalbano (chi seguirebbe le storie di un imberbe commissario di Ps in Sicilia? E soprattutto chi ci farebbe una serie tv per milioni di spettatori?). Il mondo dei supereroi americani, per dire, ha diversificato, dilatato, ristretto e cambiato tempo e passo a mille suoi personaggi. Se si comincia ora coi classici del noir di ogni tempo, stravolgendoli e rendendoli nuovi, ovvero antichi, si potrebbe andare avanti decenni. E magari, nel mondo incertissimo che ci attende, sarà la soluzione ideale: ma si torna al punto di partenza, questa serie è bellissima e non si smette di seguirla. E se ci riesci, hai ragione tu: peccato per tutti i personaggi nuovi che dovranno aspettare pazienti. Giusto, sbagliato, chissà.