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Risate, tribunali e visioni cinesi: le uscite al cinema da tre continenti

L'americano 'Il re di Staten Island', il francese 'Un'intima convinzione' e, dall'oriente, 'Un lungo viaggio nella notte: ecco le novità in sala'. E i cult d'annata con la "collezione Jarmusch"
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La ripresa del cinema in sala, partita al rallentatore, offre questa settimana un menu interessante: forse anche più appetibile di molti delle ultime estati ante-Covid. Torna alla regia dopo cinque anni Judd Apatow, il dotato produttore e cineasta che “usa” i comici (Amy Schumer, Adam Sandler) modellando commedie sulle loro personalità reali. Ne Il re di Staten Island è la volta di Pete Davidson, giovane star del programma Saturday Night Live nota al pubblico americano per l’irriverenza e gli atteggiamenti da irregolare. In un mix piuttosto efficace di autobiografia e fiction, Davidson interpreta Scott, ventiquattrenne che non ha mai superato la morte in servizio del padre, vigile del fuoco. Il giovanotto rifiuta di crescere, soffre di depressione, s’imbottisce di marijuana e pillole; ma l’appuntamento con l’età adulta diventa inevitabile quando sua madre comincia a frequentare Ray, un altro pompiere. Un po’ troppo …
La ripresa del cinema in sala, partita al rallentatore, offre questa settimana un menu interessante: forse anche più appetibile di molti delle ultime estati ante-Covid. Torna alla regia dopo cinque anni Judd Apatow, il dotato produttore e cineasta che “usa” i comici (Amy Schumer, Adam Sandler) modellando commedie sulle loro personalità reali. Ne Il re di Staten Island è la volta di Pete Davidson, giovane star del programma Saturday Night Live nota al pubblico americano per l’irriverenza e gli atteggiamenti da irregolare. In un mix piuttosto efficace di autobiografia e fiction, Davidson interpreta Scott, ventiquattrenne che non ha mai superato la morte in servizio del padre, vigile del fuoco. Il giovanotto rifiuta di crescere, soffre di depressione, s’imbottisce di marijuana e pillole; ma l’appuntamento con l’età adulta diventa inevitabile quando sua madre comincia a frequentare Ray, un altro pompiere. Un po’ troppo lungo, come spesso accade in Apatow, il film rende però bene l’atmosfera e le interazioni del quartiere del titolo, alternando in giuste dosi divertimento e occhi appannati per la commozione.

Pete Davidson in 'Il re di Staten Island'; nella foto in alto, con Steve Buscemi 


E’ un classico “courtroom movie” (il film di aula di tribunale), ma alla francese, Un’intima convinzione, basato su un caso giudiziario autentico che scosse l’opinione pubblica d’Oltralpe nel 2010. Nora si convince che Jacques Viguier, accusato di uxoricidio, sia stato condannato ingiustamente e persuade un principe del foro a difenderlo in appello. Se è lecito sospettare un po’ dei film di processo, soprattutto quelli “da una storia vera”, bisogna dire che l’esordiente Antoine Raimbault dosa i vari colpi di scena del dibattito con molto rigore, offrendo all’ottimo Olivier Gourmet (uno degli attori preferiti dei fratelli Dardenne) l’occasione di una superba performance.

I protagonisti di 'Un'intima convinzione' 


Gli altri due film in uscita, Monos – Un gioco da ragazzi, coproduzione latinoamericana diretta da Alejandro Landes, e Un lungo viaggio nella notte, del poeta e fotografo cinese Bi Gan, esorbitano (soprattutto il secondo) dalle convenzioni del cinema commerciale e sono rivolti a un pubblico più disposto a “osare”. Monos si apre su un gruppo di adolescenti dai soprannomi evocativi (Rambo, Lupo, Puffo…) che, sui monti della Colombia, sembrano giocare alla guerra. Però non si tratta di un gioco, ma di una formazione paramilitare che, sotto la sorveglianza di un duro supervisore, custodisce un ostaggio americano chiamato la Dottoressa. Un po’ racconto distopico, evocante Il signore delle mosche, il film di Landes affascina per la radicalità rappresentativa, immersa in un’atmosfera per cui, una volta tanto, l’aggettivo “visionario” si potrà spendere senza esagerazione.

Una scena di 'Un lungo viaggio nella notte' 


Ma che dire, allora, del film cinese se non definirlo “ipnotico”? Nella prima parte seguiamo i passi di un uomo, tornato nella sua città natale alla ricerca di una donna che ha amato. Gli eventi sono piuttosto misteriosi; ma ecco che, mentre cerchiamo di capirci di più, l’uomo entra in un cinema e comincia a guardare un film dallo stesso titolo di quello che vediamo noi. Segue un unico piano sequenza di cinquanta minuti dove, senza uno stacco, il protagonista si ritrova in una miniera, in una sala-giochi, nella piazza in cui si svolge una gara di karaoke. Un lungo viaggio nella notte rischia di mettere alla prova gli spettatori più impazienti; però è un’esperienza immersiva di cinema totale che strega e lascia il segno.

Per il piacere dei cinefili, fanno parte del pacchetto della settimana anche tre film restaurati del cult-director indipendente Jim Jarmusch: Permanent Vacation, Mystery Train e Taxisti di notte, l’ultimo con la partecipazione di Roberto Benigni. Altri del regista americano seguiranno ad agosto.