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Beyoncé, la visione totale di una cultura

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Il nuovo visual album "Black is king" su Disney+
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Ancora una volta Il re leone, capolavoro della Disney, è diventato qualcos’altro. Per l’esattezza un “visual album” firmato da Beyoncé e disponibile sulla piattaforma Disney+: un progetto a metà strada tra un documentario, un disco e un videoclip. Un’idea non nuova per Beyoncé, anzi potremmo dire che il suo lavoro odierno è esattamente questo: realizzare opere che le consentano di proporre al pubblico la sua visione completa. Il che potrebbe sollevare qualche dubbio: da un lato consente alla stessa artista di dimostrare la completezza del suo progetto, dall’altro però può far nascere il sospetto che nulla, ormai, sia lasciato all’immaginazione, che non ci sia più “mistero” o comunque un elemento da scoprire. Invece, lasciandoci trasportare nell’Africa di Beyoncé, nella storia della cultura africana e nella sua contemporaneità, nel cuore dell’America n…
Ancora una volta Il re leone, capolavoro della Disney, è diventato qualcos’altro. Per l’esattezza un “visual album” firmato da Beyoncé e disponibile sulla piattaforma Disney+: un progetto a metà strada tra un documentario, un disco e un videoclip. Un’idea non nuova per Beyoncé, anzi potremmo dire che il suo lavoro odierno è esattamente questo: realizzare opere che le consentano di proporre al pubblico la sua visione completa. Il che potrebbe sollevare qualche dubbio: da un lato consente alla stessa artista di dimostrare la completezza del suo progetto, dall’altro però può far nascere il sospetto che nulla, ormai, sia lasciato all’immaginazione, che non ci sia più “mistero” o comunque un elemento da scoprire. Invece, lasciandoci trasportare nell’Africa di Beyoncé, nella storia della cultura africana e nella sua contemporaneità, nel cuore dell’America nera e delle sue radici lontane, in un mondo che esiste e al tempo stesso è assolutamente fantastico, scopriamo che la complessità regna sovrana, che ogni gesto, ogni abito, ogni volto, ogni danza, ha un senso, un significato.

Tutto rimanda a qualcos’altro, consentendo una lettura a più livelli che è straordinaria. Questa complessità porta a dire che Black is King è un perfetto oggetto di discussione, e non solo per le voci che da destra hanno accusato Beyoncé di razzismo al contrario e di altri simili idiozie. È un oggetto di discussione per chi ama ragionare, per chi non si accontenta della stratosferica bellezza visuale dell’operazione, della ricchezza musicale dell’album, basata sul lavoro fatto da Beyoncé per The Lion King: The Gift, capace di sfuggire ai cliché ma al tempo stesso di restare inclusiva e popolare. Beyoncè chiede, ma non impone, di ragionare dell’Africa di ieri e di oggi (mettendo insieme tantissimi artisti, stilisti, musicisti africani contemporanei, da Lupita Nyong’o a Naomi Campbell), ma anche dell’Africa che è attorno a lei, in America, e di quella che è attorno a noi. Lo fa usando la moda, lo stile, l’arte contemporanea, la danza, il cinema, i linguaggi musicali più disparati, facendo divertire chi guarda e ascolta.

Che faccia discutere non c’è dubbio: il New York Times ha schierato la bellezza di sei critici diversi per analizzare l’opera, (Jason Farago, Vanessa Friedman, Gia Kourlas, Wesley Morris, Salamishah Tillet e l’ottimo critico musicale John Pareles): ognuno di loro ha analizzato un’aspetto diverso, anche quello socio-politico. In effetti Black is King è qualcosa di più di un “visual album” e l’obiettivo di Beyoncé è altissimo: "Far cambiare la percezione riguardo alla parola nero. Per me ha sempre significato amore, forza e bellezza". Che ci riesca è tutto da vedere, che il tentativo sia molto bello e il risultato affascinante e intenso non c’è dubbio.

Al di là della retorica e dello sfarzo che trasformano la sua famiglia in una specie di corte reale, con tanto di marito e figli in scena, e al di là del fatto che ci siano troppe promozioni, troppo marketing, troppo tutto. Perché nessuno, prima di lei, era arrivato a immaginare un simile progetto e per questo, che abbia successo o no, merita solo e unicamente rispetto.