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Il sogno segreto di Michael Jackson: diventare un X-Men

Nel 1999 la popstar si era candidata per il ruolo del professor Xavier per il primo film tratto dalla saga Marvel. Ma la parte venne affidata a Patrick Stewart
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Nel mondo incantato in cui Michael Jackson amava vivere, un posto d’onore era riservato alle favole e ai personaggi dei cartoni animati e dei fumetti. Jacko aveva chiamato il suo ranch di Santa Barbara in California Neverland, proprio come il luogo immaginario abitato da Peter Pan, e l’aveva riempito di riferimenti disneyani. Il Re del pop sognava anche di poter interpretare un giorno sul grande schermo uno di quei personaggi fantastici. A cominciare da uno dei suoi più amati, Spider-Man, e per raggiungere ad ogni costo questo obiettivo nel 1996 aveva anche tentato di  acquistare la Marvel Entertainment con Stan Lee, il noto autore di fumetti. Lo hanno raccontato lo stesso Stan Lee e, più di recente, il nipote di Jacko, Taj Jackson.
 
Ora si apprende che quello di Peter Parker non era l’unico ruolo cinematografico sognato da Jackson. A qualche anno di distanza dal tentativo di acquistare l’allora malandata Marvel, il Re del Pop partecip&…
Nel mondo incantato in cui Michael Jackson amava vivere, un posto d’onore era riservato alle favole e ai personaggi dei cartoni animati e dei fumetti. Jacko aveva chiamato il suo ranch di Santa Barbara in California Neverland, proprio come il luogo immaginario abitato da Peter Pan, e l’aveva riempito di riferimenti disneyani. Il Re del pop sognava anche di poter interpretare un giorno sul grande schermo uno di quei personaggi fantastici. A cominciare da uno dei suoi più amati, Spider-Man, e per raggiungere ad ogni costo questo obiettivo nel 1996 aveva anche tentato di  acquistare la Marvel Entertainment con Stan Lee, il noto autore di fumetti. Lo hanno raccontato lo stesso Stan Lee e, più di recente, il nipote di Jacko, Taj Jackson.
 
Ora si apprende che quello di Peter Parker non era l’unico ruolo cinematografico sognato da Jackson. A qualche anno di distanza dal tentativo di acquistare l’allora malandata Marvel, il Re del Pop partecipò infatti ad un provino per la parte del Professor Xavier nel primo film della saga X-Men, diretto da Bryan Singer. La notizia del suo interessamento arriva a 20 anni tondi dalla realizzazione del primo film della serie.
 
Era la primavera del 1999 e il regista Bryan Singer stava lavorando nei vecchi uffici della Twentieth Century Fox a Los Angeles con un gruppo di produttori quando Michael Jackson entrò dalla porta. Non togliendosi mai gli occhiali da sole e evitando di stringere le mani a chiunque, si proponeva per il ruolo di Professor Xavier nell’ormai prossimo film. “Gli dissi: ‘Tu sai che Xavier è un uomo bianco e anziano, vero?”, ha ricordato parlando con Hollywood Reporter Lauren Shuler Donner, il produttore di X-Men. “Michael mi rispose: ‘Certo che lo so, ma io mi posso truccare’”.
 
Patrick Stewart nel ruolo del professor Xavier 

Nonostante i suoi tentativi, tra i quali anche una successiva proiezione del corto Ghosts diretto da Stan Winston e scritto da Stephen King e Mick Garris, con il quale Jacko, che vi interpretava anche un personaggio 60enne bianco, pensava di togliere ogni dubbio sulle sue capacità di trasformazione in fase di trucco, la parte venne comunque assegnata a Patrick Stewart, un attore peraltro molto somigliante al personaggio, a cominciare dalla totale calvizie. Dal racconto dei produttori sembra che l’autocandidatura di Jackson avesse riscontrato poco favore alla 20th Century Fox anche perché la popstar attraversava uno dei momenti più complicati per le accuse di abusi sessuali sui minori, accuse che sono state poi raccontate nel dettaglio nel documentario della HBO del 2019, Leaving Neverland.
 
I produttori rivelano anche altri retroscena della saga. In particolare i racconti si concentrano sulla figura del regista Bryan Singer e sul suo comportamento ondivago sul set durante le riprese dei film della serie, il sequel X2 del 2003, X-Men: Giorni di un futuro passato del 2014 e X-Men: Apocalypse del 2016. Il produttore di X2, Tom DeSanto ad esempio, avrebbe pensato ad un certo punto di interrompere le riprese dopo aver scoperto che Singer per aver preso un imprecisato psicofarmaco “non era in condizione di gestirle. Ho seriamente cominciato a temere che qualcuno potesse ferirsi sul set. Singer era sprezzante e ha continuato a girare nonostante tutto, tanto che per un’acrobazia fuori controllo Hugh Jackman si è ritrovato sanguinante di fronte alla cinepresa”.
 
X-Men fu un progetto pionieristico, ha anticipato il boom di Spider-Man ed è stato il primo progetto di adattamento di un fumetto Marvel a raggiungere un successo mainstream. Singer, allora 34enne, pur con tutti i suoi difetti caratteriali è stato comunque uno dei motivi del successo della saga che ha portato montagne di dollari alla 20th Century Fox. E mentre il primo titolo della serie festeggia proprio questo mese i suoi venti anni, è innegabile l’essenziale contributo che il regista ha dato al fenomeno dei film basati sugli eroi dei fumetti, e per aver iniziato una saga che con 8 film e 5 spin-off ha incassato finora più di 6 miliardi di dollari.