✕

Cinema, le novità in arrivo: dal thriller alla fantascienza, la regista è donna

In sala o sulle piattaforme: guida ragionata a quel che c'è da vedere
2 minuti di lettura
Si lamenta spesso, e a ragione, la scarsità di film diretti da donne. Almeno questa settimana, però, debuttano in contemporanea due titoli al femminile; opere entrambi di registe francesi di generazione diversa, molto diversi anch’essi per tono e stile cinematografico. Ciascuno è interessante a suo modo: e sarebbe augurabile trovarli distribuiti in un numero consistente di sale e arene, così che il pubblico (anziché vedere solo pellicole riciclate d’ante-lockdown) possa accostarsi agli inediti finalmente disponibili sul mercato.

Con Galveston Mélanie Laurent, attrice trentasettenne (molti la ricorderanno come la proprietaria del cinema in Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino) attiva nel cinema europeo e d’Oltreatlantico, mette in scena un film di genere all’americana, tratto da un romanzo dell’autore della serie True Detective Nic Pizzolatto. Sfuggito a un attentato tesogli dal suo stesso capo il killer Roy…
Si lamenta spesso, e a ragione, la scarsità di film diretti da donne. Almeno questa settimana, però, debuttano in contemporanea due titoli al femminile; opere entrambi di registe francesi di generazione diversa, molto diversi anch’essi per tono e stile cinematografico. Ciascuno è interessante a suo modo: e sarebbe augurabile trovarli distribuiti in un numero consistente di sale e arene, così che il pubblico (anziché vedere solo pellicole riciclate d’ante-lockdown) possa accostarsi agli inediti finalmente disponibili sul mercato.

Con Galveston Mélanie Laurent, attrice trentasettenne (molti la ricorderanno come la proprietaria del cinema in Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino) attiva nel cinema europeo e d’Oltreatlantico, mette in scena un film di genere all’americana, tratto da un romanzo dell’autore della serie True Detective Nic Pizzolatto. Sfuggito a un attentato tesogli dal suo stesso capo il killer Roy (Ben Foster), che si crede malato terminale, ripara a Galveston, sua città natale, per preparare la vendetta. Porta con sé la giovane prostituta bionda Rocky (Elle Fanning), trovata sul luogo dell’agguato, diventandone quasi suo malgrado il paladino. Lungo la strada si aggiunge ai fuggiaschi una bimba di tre anni, che Rocky dice essere la sua sorellina. Un film molto nero, pieno di destini alla deriva, in cui Mélanie mostra di avere imparato a dovere le tecniche di realizzazione americane; ma vi aggiunge un tocco di sensibilità “europea” oltre la pura azione e dirige molto bene la strana coppia coinvolta in una pericolosa storia di amicizia e d’amore.

Una scena di 'Galveston'. In alto, Elle Fanning nel film 


E’ meno lineare – qualcuno direbbe più cervellotico – High Life della veterana Claire Denis, che dove è uscito ha diviso la critica tra estimatori e detrattori. L’apparenza è quella di una storia fantascientifica. Un gruppo di criminali viaggia nello spazio, facendo da cavia per esperimenti sulla sessualità e la riproduzione. I rapporti tra i viaggiatori dello spazio sono severamente vietati e il film emana una palpabile tensione sessuale, mentre l’astronave si rivela una trasparente metafora della Terra, con relativi problemi di fertilità e riproduzione. Denis mette in parallelo momenti temporali diversi in un universo visivo e sonoro lento e sospeso, ma in cui intervengono improvvise esplosioni di violenza. Gli attori principali sono Juliette Binoche e Robert Pattinson, notoriamente esigenti nella scelta dei film da interpretare; ed è l’ex-vampiro della serie Twilight quello che sembra il più coinvolto nell’impresa.

In uscita anche 'High Life' di Claire Denis 


Sul fronte delle piattaforme, debutta la miniserie spagnola in sei puntate The Head con attori di varie nazionalità (tra cui Alvaro Morte, noto agli spettatori de La casa di carta). Si tratta di un mystery-thriller ambientato nell’Antartide, dove un piccolo team di scienziati che conducono ricerche sui cambiamenti climatici scompare durante l’inverno. Un assassino, con la vocazione a tagliare le teste, è in circolazione e il comandante della squadra estiva deve capire quanto è successo fidandosi di Maggie, l’apparentemente unica (e sconvolta) sopravvissuta del team. La serie – che evoca un po’ il celebre film di fantascienza La cosa per l’ambientazione e la strage alla “dieci piccoli indiani” – è piuttosto ben congegnata, soprattutto perché rivela poco a poco gli eventi e soltanto dal punto di vista di chi ne è stato testimone. Finora se ne possono vedere due episodi, ma è annunciato che il terzo seminerà nuovi dubbi. Se The Head riuscirà a conservare anche in seguito la stessa intensità di suspense, potrebbe rivelarsi una delle migliori serie delle ultime stagioni.