Luisa Ranieri: "La mia commissaria vi stupirà con l'ironia"
Silvia Fumarola
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di SILVIA FUMAROLA
L’attrice sta girando la serie Rai “Lolita Lobosco” di Luca Miniero, in cui è una poliziotta sexy e indipendente. “Una donna moderna”
Aggiornato alle 3 minuti di lettura
"È descritta come una donna bella, sexy" racconta Luisa Ranieri, "una che fa il suo lavoro senza rinunciare alla femminilità, non le interessa il giudizio degli altri. Mi piace perché non c'è moralismo, sa essere anche sfrontata: lei è così". "Lei" è Lolita Lobosco, commissario di polizia a Bari, eroina dei libri di Gabriella Genisi (Marsilio) al centro della serie che Luca Miniero (Benvenuti al Sud) gira in Puglia: andrà in onda su Rai 1 nella primavera 2021. "In realtà" spiega il regista "la linea poliziesca è al servizio del sentimenti, facciamo un'indagine anche sulla vita di Lolita: non riesce ad avere rapporti stabili, gli uomini che la circondano non sono all'altezza; è indipendente, non desidera avere figli. Trovo molto interessante anche il rapporto con la madre, interpretata da Lunetta Savino, che la stima al di là dei suoi meriti. Nel …
"È descritta come una donna bella, sexy" racconta Luisa Ranieri, "una che fa il suo lavoro senza rinunciare alla femminilità, non le interessa il giudizio degli altri. Mi piace perché non c'è moralismo, sa essere anche sfrontata: lei è così". "Lei" è Lolita Lobosco, commissario di polizia a Bari, eroina dei libri di Gabriella Genisi (Marsilio) al centro della serie che Luca Miniero (Benvenuti al Sud) gira in Puglia: andrà in onda su Rai 1 nella primavera 2021. "In realtà" spiega il regista "la linea poliziesca è al servizio del sentimenti, facciamo un'indagine anche sulla vita di Lolita: non riesce ad avere rapporti stabili, gli uomini che la circondano non sono all'altezza; è indipendente, non desidera avere figli. Trovo molto interessante anche il rapporto con la madre, interpretata da Lunetta Savino, che la stima al di là dei suoi meriti. Nel cast ci sono Filippo Scicchitano, Jacopo Cullin e Giovanni Ludeno". Un ruolo cucito su misura per Luisa Ranieri, 46 anni, grazie all'intuizione del marito Luca Zingaretti, che è anche produttore con Angelo Barbagallo insieme a RaiFiction.
Allora Luisa, com'è nato il progetto?
"Quando abbiamo letto i libri e Luca ha acquistato i diritti, ha visto nel personaggio quello che avevo visto io: una donna moderna, vitale, che si dedica alla carriera e non è alla ricerca di una maternità. Sta bene come sta, è una donna che ha un rapporto complicato con gli uomini e vive una relazione con un ragazzo più giovane: l'ho trovata istintiva, spiritosa, ironica e autoironica. Ne conosciamo tante di donne così".
Sono spesso sole.
"È vero, ma scelgono la solitudine. La serie racconta anche questi elementi di verità: Lolita è sola, pensa di andare dalla madre ma poi non ha voglia di confliggere quindi si mangia il panzerotto e si butta a letto. Ed è vero, realistico".
A un certo punto la fiction Rai ha abbandonato le donne perfette, come vede la svolta?
"Molto interessante, ed è stato merito dell'ex direttrice Tinny Andreatta che ha scelto di raccontare personaggi femminili più complessi, vicini alla società".
Lolita rovescia lo stereotipo della donna al Sud: cosa l'ha colpita di più?
"Che non ha più bisogno di dimostrare niente a nessuno, vuole fare la sua vita. Torna da Legnano a Bari, la sua città. Ha una famiglia tutta femminile, in cui ognuno dice la sua e in cui viene trattata come se fosse il maschio di casa. La madre la stima tantissimo ma ogni tanto è come se si giustificasse: "Lei è quella non sposata" ".
Lolita è bella e non si infagotta: lei che rapporto ha con la bellezza?
"Io sono un passo indietro... La consapevolezza di essere carina è arrivata tardi, non ho mai pensato di essere Claudia Schiffer. Ho un rapporto con me molto distaccato, a un certo punto mi sono ritrovata negli occhi degli altri. Questo ha costituito il mio modo di esistere sempre un po' dietro alle altre, poco esibizionista, poco consapevole".
Sarà un caso che le belle dicono sempre così?
"Nel mio caso è vero. Scherzando con una mia amica, guardando certe foto in cui mi tuffavo, le ho detto: "Cavolo ma non ero male", e lei è scoppiata a ridere: "Certo che non eri male". Per dire che la consapevolezza è arrivata con l'età. Anche se dico sempre che non vorrei tornare indietro. Avere trent'anni? Sì, ma con la testa di adesso".
La lanciò lo spot "Anto' fa caldo" girato da D'Alatri.
"Sono grata a quello spot, era carino, colpì il pubblico. Poi ho lavorato con con tanti registi Genovese, Ozpetek, Capuano, Ricky Tognazzi, Vincenzo Salemme mi ha aiutato a capire che avevo i tempi comici: "Luisa", mi disse, "guarda che fai ridere"".
Non lo sapeva?
"Al cinema puoi diventare subito "la bellona da commedia". Vincenzo mi spiegò: fregatene, segui i tuoi tempi. Sono ironica e spiritosa nella vita ma nel lavoro è diverso. Però mi capita anche anche con Luca Miniero di tirare fuori qualcosa e lui ride".
Suo marito l'ha diretta a teatro in "The deep blue sea", le piacerebbe tornare a lavorare insieme?
"Perché no? Essere diretta dal proprio marito può essere un rischio, ma se c'è grande rispetto dei ruoli - sapendo quanto sia difficile - è bellissimo. Mi portavo dietro le paranoie, lui è stato così rispettoso che mi ha sorpresa, non ha mai travalicato nel privato. Si è comportato con me come avrebbe fatto con una professionista qualsiasi. Poi ce lo siamo detti, lui lo sa: non mi sono mai sentita invasa. Penso che il fatto che stiamo insieme da tanti anni e che sia piu grande di me, abbia contato. Abbiamo un bellissimo rapporto che con gli anni è anche migliorato".
Mentre si costruiva una carriera tra cinema e tv l'ha sentito complice?
"Sì. Ho scelto con giudizio e ho avuto un grande lusso, quello di avere accanto un compagno che mi ha dato la possibilità di aspettare i ruoli più adatti. La maturità di Luca mi ha aiutato a fare le scelte giuste, il mio è un mestiere in cui se non lavori non esisti, ti viene l'ansia. Invece lui mi ha sempre detto: "Che ti importa aspetta, respira". L'ho trovato un segno di grande generosità, poter aspettare il personaggio giusto. Ormai sono tanti anni che lavoro".
Quanti?
"Vent'anni. È davvero una grande fortuna, un privilegio poter fare il lavoro che ti piace: avrai sempre la sensazione di lavorare meno".