Alejandro Jodorowsky: "L'arte ti aiuta a dimenticare la miseria. Che sia un quadro, un libro o i tarocchi"
Silvia Bizio
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di SILVIA BIZIO
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Come regista e autore è famoso per film-culto come El Topo (1970), La montagna sacra (1973) e Santa sangre (1989); ma sono solo minuscoli frammenti della notevole vita di Alejandro Jodorowsky, cileno di nascita ma cosmopolita di formazione, arte ed esistenza. Ha 91 anni e non smette un attimo di lavorare, creare: negli Usa arriva il suo documentario Psicomagia, un'arte che guarisce, uscito in Italia nel 2019, e parte dei suoi capolavori sono stati restaurati per un box in Blu-ray. Ci accoglie in videocollegamento della sua casa di Parigi, dove vive con la sua seconda moglie Pascale: "Ho riscoperto l'amore a 76 anni".
Non è facile rintracciare Jodorowsky, che una volta disse: "Non vivo in Francia né in Messico né in Cile: vivo dentro me stesso". Quando gli chiesero del suo stile registico rispose: "La maggior parte dei registi fanno i film coi loro occhi: io li faccio con i miei testicoli". E ancora: "Se sei un gran…
Come regista e autore è famoso per film-culto come El Topo (1970), La montagna sacra (1973) e Santa sangre (1989); ma sono solo minuscoli frammenti della notevole vita di Alejandro Jodorowsky, cileno di nascita ma cosmopolita di formazione, arte ed esistenza. Ha 91 anni e non smette un attimo di lavorare, creare: negli Usa arriva il suo documentario Psicomagia, un'arte che guarisce, uscito in Italia nel 2019, e parte dei suoi capolavori sono stati restaurati per un box in Blu-ray. Ci accoglie in videocollegamento della sua casa di Parigi, dove vive con la sua seconda moglie Pascale: "Ho riscoperto l'amore a 76 anni".
Non è facile rintracciare Jodorowsky, che una volta disse: "Non vivo in Francia né in Messico né in Cile: vivo dentro me stesso". Quando gli chiesero del suo stile registico rispose: "La maggior parte dei registi fanno i film coi loro occhi: io li faccio con i miei testicoli". E ancora: "Se sei un grande, El Topo è un gran film; se sei limitato, El Topo è un film limitato". Impossibile da incasellare questo cileno trascendentalista, che nel 1955 si trasferì da Santiago a Parigi per studiare mimo con Marcel Marceau, per poi lavorare con Maurice Chevalier e unirsi al gruppo surrealista di Roland Topor e Fernando Arrabal, si dedicò al teatro d'avangiardia a Città del Messico negli anni 60 e passò al cinema con la storia d'amore magica Il paese incantato (1968). Un artista multimediale e multi-disciplinare, cineasta, pittore, drammaturgo, romanziere, saggista, poeta. E negli ultimi decenni divenuto noto esperto dei "tarocchi divinatori", ha sviluppato la Psicomagia e ha scritto vari libri sulle pratiche terapeutiche.
Alejandro, lei ha anche praticato la sua terapia in Italia. Cosa ha appreso della nostra cultura?
"È tutto sempre differente. Io non mi sento cileno né francese né messicano. Sono un figlio del pianeta. I tarocchi appartengono al pianeta e oltre, all'universo. Non ho paese né cultura specifica nella mia anima. Sono un soggetto planetario. In Italia sento uno spirito di bellezza, vedo arte meravigliosa, in Italia si può essere felici. In Francia sono tutti più intellettuali. In Cile sono tutti infelici. Ma alla fine un essere umano è un essere umano. Non faccio differenze, siamo tutti insieme. Tarocchi in Italia o in Francia: stessa cosa".
Jodorowsky sul set di Santa Sangre (1989) (agf)
In che misura la Psicomagia è importante oggi data la complessa situazione politica e sociale nel mondo?
"Sono un artista d'avanguardia. Ho due modalità di vita: sono o ricco o artista. Un artista deve avere tre obiettivi: non deve sembrare ricco nel suo lavoro, non deve sembrare famoso, non deve essere o fare il potente nel suo lavoro. Per un artista conta solo fare il lavoro. L'artista si dispera. Solo il lavoro si riposa. Il lavoro è più importante del potere, del denaro, della fama".
Quindi lei non si sente potente?
"Non siamo re. Nessuno di noi è potente come crede. È tutto un'illusione. Siamo un'unità di vita. La potenza è l'unità. La vita è unità. Dobbiamo fare un salto dall'ego individuale alla coscienza collettiva".
L'arte può contribuire al compimento di questo salto?
"Si va al cinema o si legge un romanzo per dimenticare la vita. Leggi perché sei stanco di questa Terra e di tutti suoi problemi. Ti dimentichi della Terra per divertirti. L'arte ti aiuta a dimenticare la miseria. Così un quadro o un libro sacro o una carta dei tarocchi".
Ma lei ama la vita terrena?
"Certo. Ogni mattina apro gli occhi e sono così felice di scoprire di essere vivo. E dico a mia moglie, 'Pascale, che bella giornata, che felicità'. Dove sono? Non a Parigi, non in Europa, non in Terra... sono nell'Universo. Che bello l'universo in cui mi trovo".
Come sta affrontando questo periodo strano della pandemia?
"Bene, è solo un momento, e continuo a realizzare arte. Mi spiace solo che non posso fare film, perché stavo lavorando su una trilogia, di cui il documentario Psicomagia è solo la prima parte. Ma sto scrivendo e dipingendo. Sto scrivendo un nuovo libro sulla psicotrance, ovvero come entrare in una trance taumaturgica. E poi sto facendo un comic book storico con mia moglie, artista grafica, Pascalejandro. Non possiamo fare figli per via dell'età, e questa è la nostra creatura".
Un figlio simbolico?
"Esatto. È così bello collaborare. Mi ha cambiato la vita, perché fino a Pascale lavoravo sostanzialmente da solo, tutto veniva da me. Poi in tarda età ho scoperto la bellezza della creazione collettiva. E così ho scoperto il nuovo amore a 76 anni di età. Ora ne ho 91 e sono felice".
Ha rimpianti?
"No. Non penso mai a cose come 'non ho fatto questo o quello'. Ci ho sempre provato. Se fossi stato argentino mi sarebbe piaciuto saper ballare il tango, se fossi stato americano mi sarebbe piaciuto esser il catcher di baseball. Ma non sono né l'uno né l'altro. Ho fatto di tutto nella vita, non ho rimpianti. Sono molto vecchio, e sono ancora qui".
Com'è l'amore in tarda età?
"Non credevo nell'amore perché mio padre e mia madre litigavano sempre. Ho avuto cinque figli da un precedente matrimonio, ho compiuto il mio dovere riproduttivo. E cos'è l'amore? È bisogno di compagnia? Bisogno di qualcuno che si occupi di te? Oppure che ti ascolti e ti capisca? No, questo non è amore. L'amore accade quando scopri la vita, e diventi metà di qualcun altro. Non si è mai completi da soli, non importa il tuo orientamente sessuale. Hai sempre bisogno di qualcuno, l'alchimia lo dice. I tarocchi lo dicono".