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'Tenet', criptico e spettacolare: il film di Nolan riaccende le sale

La recensione del film più atteso dopo mesi di chiusura dei cinema. Gli incassi e le curiosità, le emozioni degli spettatori tornati davanti al grande schermo
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Il sito di Variety riferisce che il californiano Tyler Tompinks ha prenotato un viaggio aereo di tre ore, costo 220 dollari, da Los Angeles ad Austin, Texas (Stato in cui le sale cinematografiche hanno riaperto) pur di vedere Tenet all’anteprima dell’1 settembre. E in America non è un caso unico. Da noi invece, dove il film di Christopher Nolan è uscito ieri, la partecipazione è stata incoraggiante ma senza il “botto”: alle casse si sono presentati 57.938 spettatori per un totale di 403.965 euro. Che, divisi per le 791 sale su cui il film è spalmato, fanno una media per schermo di 511 euro. Occorrerà attendere i risultati del weekend per capire se la strategia della Warner Bros., che si gioca Tenet come carico da 90 per il rilancio delle sale dopo la chiusura pandemica, funziona oppure no.

In pochi ma appassionati a Roma per Tenet, il film che riporta il cinema in sala dopo il lockdown

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Il sito di Variety riferisce che il californiano Tyler Tompinks ha prenotato un viaggio aereo di tre ore, costo 220 dollari, da Los Angeles ad Austin, Texas (Stato in cui le sale cinematografiche hanno riaperto) pur di vedere Tenet all’anteprima dell’1 settembre. E in America non è un caso unico. Da noi invece, dove il film di Christopher Nolan è uscito ieri, la partecipazione è stata incoraggiante ma senza il “botto”: alle casse si sono presentati 57.938 spettatori per un totale di 403.965 euro. Che, divisi per le 791 sale su cui il film è spalmato, fanno una media per schermo di 511 euro. Occorrerà attendere i risultati del weekend per capire se la strategia della Warner Bros., che si gioca Tenet come carico da 90 per il rilancio delle sale dopo la chiusura pandemica, funziona oppure no.

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Nolan ha accettato la scommessa, contando un po’ sulla propria fama di cult director, un po’ sull’aura di mistero diffusa intorno a Tenet. L’idea sulla quale ha costruito il suo undicesimo film – l’inversione temporale – non è delle più semplici per noi spettatori assuefatti al pensiero “binario” (prima/dopo, avanti/indietro, passato/presente…). Non si tratta infatti dell’ennesima declinazione del viaggio nel tempo, ma di una vera e propria inversione, simbolizzata dal titolo palindromo, leggibile nei due sensi. Per non sconcertare troppo il pubblico, il regista ha incartato l’idea in una trama piuttosto tradizionale, che ricalca i codici della spy story alla 007. Un agente segreto, chiamato il Protagonista, è incaricato di contrastare i piani dell’oligarca Sator, il quale intende scatenare la terza guerra mondiale mediante una tecnologia in grado di invertire l’entropia degli oggetti. La temporalità inversa, appunto. Dunque, le peripezie di Protagonista e antagonisti sono quelle tipiche del film di spie: l’eroe scala un grattacielo, guida un super-catamarano, fa schiantare un Boeing contro un edificio...

Stesso discorso per i teatri dell’azione: dall’Opera di Kiev della sequenza iniziale a Bombay, Oslo, l’Estonia, Amalfi: secondo la vocazione da globetrotter di ogni spia che si rispetti. La novità è che le cose si svolgono, in simultanea, nella temporalità lineare e in quella inversa (così una pallottola torna nella canna della pistola che l’ha sparata, un inseguimento d’auto avviene in direzioni opposte, una squadra speciale agisce “a tenaglia”, metà in avanti metà all’indietro nel tempo). Dando luogo a scambi sempre più frequenti, che possono ingenerare perplessità fin nello spettatore meglio disposto.

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Sul piano spettacolare il regista si è impegnato al massimo, gestendo un budget faraonico e valendosi di star della fotografia (Hoyte Van Hoytema) e del montaggio (Jennifer Lame) per generare un’immersività totale. Anche se pochi potranno vedere il blockbuster nel formato in cui è stato concepito – per IMAX su pellicola 70mm - l’effetto è monumentale; e fa passare in secondo piano quello che è un po’ il difetto ricorrente di Nolan, la disincarnazione dei personaggi: belli ed eleganti, lustrati e carismatici, ma con cui è difficile identificarsi. A cominciare dal Protagonista, del quale non sappiamo nulla se non che è una perfetta macchina da guerra, passando per l’agente dandy di Robert Pattinson e per la sofisticata e filiforme Elizabeth Debicki.

Rispetto ai film precedenti, dove le manipolazioni temporali non mancavano, Tenet ci lascia più dubbiosi a causa del suo concept complesso, che apre interrogativi irrisolti su varie situazioni. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che la Warner conti proprio su tale complessità per farci acquistare un secondo e magari anche un terzo biglietto, sperando di capirci di più. Ipotesi in po’ balzana, per la verità, nell’èra dell’home movie. Perché ci sono due modi differenti di vedere Tenet. Uno è guardarselo nella sala più attrezzata possibile, abbandonandosi a uno spettacolo pirotecnico, audace e a tratti sorprendente senza porsi troppe domande sulla probabilità e la coerenza degli eventi. L’altro (magari in un secondo momento) consiste nello sfruttare le risorse del DVD, che permetterà allo spettatore più esigente di “sfogliare” il film come un libro, interpellando a fondo le scene che gli erano rimaste oscure.