Tutti ballano Jerusalema. "La mia canzone parla al cuore"
Ernesto Assante
,
di ERNESTO ASSANTE
Ascolta l'audio
Master KG è il dj sudafricano autore del brano che spopola in tutto il mondo. In rete miglia di video con la coreografia
Aggiornato 3 minuti di lettura
Il brano più amato dell’estate? È Jerusalema, un singolo realizzato in Sudafrica da un dj di 24 anni, Master KG — vero nome Kgaogelo Moagi — sostenuto dalla bella voce di Nomcebo Zikode, un ritmo che mescola la musica africana alla dance e ha un equilibrio perfetto tra sonorità elettroniche e melodia. In pochi mesi ha travolto il mondo: il video ha superato i 100 milioni di visualizzazioni su YouTube, la canzone è in classifica ovunque. Ha totalizzato 12 milioni di post su Instagram, 205 milioni di visualizzazioni su TikTok, su Spotify ha spazzato la concorrenza degli altri tormentoni estivi.
«È stata una sorpresa anche per me» ci dice Master KG, «da anni lavoro con la musica ma un simile successo non era prevedibile in alcun modo». La canzone in realtà era uscita nel 2019 ma in pochi se ne erano accorti. A spingere in alto il brano in questa estate 2020 è stato un “challenge”, una …
Il brano più amato dell’estate? È Jerusalema, un singolo realizzato in Sudafrica da un dj di 24 anni, Master KG — vero nome Kgaogelo Moagi — sostenuto dalla bella voce di Nomcebo Zikode, un ritmo che mescola la musica africana alla dance e ha un equilibrio perfetto tra sonorità elettroniche e melodia. In pochi mesi ha travolto il mondo: il video ha superato i 100 milioni di visualizzazioni su YouTube, la canzone è in classifica ovunque. Ha totalizzato 12 milioni di post su Instagram, 205 milioni di visualizzazioni su TikTok, su Spotify ha spazzato la concorrenza degli altri tormentoni estivi.
«È stata una sorpresa anche per me» ci dice Master KG, «da anni lavoro con la musica ma un simile successo non era prevedibile in alcun modo». La canzone in realtà era uscita nel 2019 ma in pochi se ne erano accorti. A spingere in alto il brano in questa estate 2020 è stato un “challenge”, una sorta di sfida lanciata su TikTok che, partendo dalla fase del lockdown, ha coinvolto famiglie, gruppi di amici, di colleghi: grandi e piccini in ogni parte del mondo si sono sfidati con la stessa coreografia (quattro passi di qua, quattro di là, un saltello eccetera eccetera, il web pullula di tutorial). In breve tempo è diventato un fenomeno «che si è ampliato enormemente quando è finito il lockdown» dice ancora Master KG, «è stato possibile uscire di casa e in ogni parte del pianeta tutti hanno voluto ballare la mia canzone».
Frati e suore in piazza a Legnano ballano sulle note di 'Jerusalema'
Ed ecco allora flashmob e balli di gruppo nelle strade, nelle piazze, sulle spiagge, con studenti, vigili del fuoco, infermieri, gente comune, militari. In Italia è diventato un caso il video (super virale) dei sottufficiali della Marina militare di Taranto che danzano in cortile “guidati” da una capitana, poi sottoposta a procedimento disciplinare. Tutti filmati e postati. La cosa straordinaria è che ciascun video ha un successo enorme: milioni di visualizzazioni, nel peggiore dei casi decine di migliaia.
Al giuramento i marinai ballano il tormentone: per l'ufficiale trasferimento immediato
La canzone ha un ritmo che spinge a ballare ma non è febbrile, è prodotta da un dj ma non è dance, techno o superelettronica, ha una melodia che sembra fatta apposta per stimolare lo spirito di comunità e divertimento: «Ho lavorato tantissimo sul ritmo» spiega Master KG, «ci ho messo molto a realizzare un beat che fosse immediatamente coinvolgente ma al tempo stesso originale. Quando mi è sembrato perfetto, la melodia mi è venuta subito in mente e ho pensato a Nomcebo. Il nostro lavoro in studio ha avuto qualcosa di magico, eravamo in trance, rapiti dalla musica».
Definiamo spesso alcune hit “globali” ma scalano le classifiche soprattutto in Europa e negli Stati Uniti; Jerusalema lo è veramente perché non solo è arrivata nelle chart di Italia, Francia, Belgio, Romania, Svizzera, Portogallo, Olanda, Germania, Spagna, Canada, Gran Bretagna, Ungheria, Austria, Repubblica Ceca, Cina, Irlanda, Nuova Zelanda, Turchia, ma anche in gran parte dei paesi africani, cosa rara per i brani del pop angloamericano che dominano il mondo della musica. Per giunta è cantata in una lingua incomprensibile ai più, la lingua Venda, una delle undici ufficiali del Sudafrica, una lingua Bantu usata da poco più di un milione di persone. «È vero, non tanti la conoscono, io l’ho imparata da bambino in famiglia — continua il musicista — credo che abbia contribuito alla magia del brano perché chi la ascolta avverte il messaggio di speranza senza capire le parole. È la musica che parla, e lo fa direttamente al cuore. Se qualcuno dubitava del fatto che la musica è un linguaggio universale, con questa canzone lo ha capito. Non serve sapere la lingua Venda né un traduttore. Jerusalema è un gospel che parla attraverso il ritmo e la melodia, finisci per cantarla e dare gli il significato che vuoi, come faccio anch’io quando ascolto brani di cui non comprendo le parole ma che diventano importanti, belli». E infatti i video che spopolano su YouTube arrivano non dal solito “impero” culturale occidentale ma da ogni angolo del mondo: dai villaggi africani alle strade della Sardegna, dalle piazze della Colombia alle spiagge del Brasile, dimostrando la forza positiva di web e social.
La performance video dei vigili del fuoco di Timisoara, in Romania
Ora Master KG è al lavoro sul nuovo album, il primo che avrà una distribuzione al di fuori del continente africano. Lui e Nomcebo Zikode fanno parte del ricco panorama musicale sudafricano, «una scena vivace, un’industria che cresce e dà spazio a nuovi talenti che con stili e suoni diversi conquistano l’attenzione del pubblico. Ci sono molti altri dj che lavorano nella dance e nella house africana e fanno del loro meglio per portare il genere a un diverso livello di qualità e di popolarità».