Il boom dei concerti in streaming: la musica è già nel futuro
Ernesto Assante
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di ERNESTO ASSANTE
Dai coreani BTS a Nick Cave fino a "Heroes", il fenomeno degli show online a pagamento prende sempre più piede aprendo nuovi scenari nell'industria dell'intrattenimento
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
Il futuro della musica dal vivo in streaming è già cominciato da un po’. Gli esperimenti sono già stati moltissimi, nel corso degli anni, e si può facilmente dire che la tecnologia è per molti versi più che matura e che le possibilità offerte dalla trasmissione digitale degli eventi sono molte. C’è chi ha raggiunto numeri da capogiro come i coreani BTS, c’è chi ha realizzato esperimenti live nelle piattaforme di videogioco come Travis Scott, c’è chi ha fatto fortunati tentativi di concerti a pagamento, come di recente è avvenuto con Nick Cave (anche se in realtà il concerto non era veramente in diretta), ma anche in Italia molti artisti, case discografiche, associazioni, istituzioni musicali, hanno realizzato concerti dal vivo e in differita, a pagamento e gratuiti, alcune volte anche con grande successo, nei campi del jazz, del rock, del pop e della musica classica.
Il futuro della musica dal vivo in streaming è già cominciato da un po’. Gli esperimenti sono già stati moltissimi, nel corso degli anni, e si può facilmente dire che la tecnologia è per molti versi più che matura e che le possibilità offerte dalla trasmissione digitale degli eventi sono molte. C’è chi ha raggiunto numeri da capogiro come i coreani BTS, c’è chi ha realizzato esperimenti live nelle piattaforme di videogioco come Travis Scott, c’è chi ha fatto fortunati tentativi di concerti a pagamento, come di recente è avvenuto con Nick Cave (anche se in realtà il concerto non era veramente in diretta), ma anche in Italia molti artisti, case discografiche, associazioni, istituzioni musicali, hanno realizzato concerti dal vivo e in differita, a pagamento e gratuiti, alcune volte anche con grande successo, nei campi del jazz, del rock, del pop e della musica classica.
E’ questo il futuro che ci aspetta? Per molti versi sì, per una ragione molto semplice: attraverso i concerti in streaming si raggiunge un pubblico potenzialmente enorme, si può offrire la possibilità di vedere dal vivo gli artisti più amati a chi non è in grado di raggiungere le date dei tour, è possibile realizzare eventi speciali e unici e dare spazio a musiche che normalmente non richiamerebbero un pubblico particolarmente numeroso. E soprattutto, come avverrà nel caso del concerto dell’Arena di Verona di stasera, offrire anche altro, punti di vista diversi, interazioni con gli artisti e con gli altri spettatori, backstage e altro ancora. I concerti in streaming, ovviamente, non possono sostituire gli eventi live, l’esperienza del concerto è naturalmente incomparabile con una visione attraverso il televisore, il computer o il tablet, men che meno con uno smartphone. Sono però una cosa diversa, un qualcosa in più che prima non era possibile, e saranno una realtà che, dopo l’accelerazione forzata dovuta alla pandemia, resterà e si allargherà, modificando in maniera sostanziale lo scenario dell’offerta musicale odierna.
Che il potenziale sia enorme lo hanno dimostrato i mesi del lockdown, dove lo streaming è stata, per necessità, l’unica alternativa alla chiusura delle sale da concerto, dei teatri, dei palasport e degli stadi, esiste un pubblico, soprattutto quello dei fedelissimi fan degli artisti, che è interessato a un’offerta in streaming che non è alternativa ma aggiuntiva a quella degli spettacoli dal vivo. Stasera assisteremo a un passaggio importante di questo cambiamento, perché il concerto Heroes non è indirizzato verso un pubblico di tipo “sanremese” e televisivo, ma principalmente alle giovani generazioni che hanno una naturale familiarità con i media digitali, e propone artisti che con lo streaming, audio e video, hanno costruito le loro carriere e le loro fortune, conoscono il mezzo, sono nel loro mondo.
Nick Cave
Lo streaming dell’evento sarà disponibile via web su Futurissima.net, e tramite app mobile su A-Live. Ci saranno tre palchi virtuali e un area community dove vivere l’evento dal lato “social”. Sarò interessante vedere come e se funzionerà la parte interattiva che, promettono gli organizzatori, offrirà agli spettatori di non essere solo spettatori, avendo “la possibilità di interagire con lo stage principale diventando protagonisti dello show”. Ci saranno cinque aree, il Main Stage, con le interazioni digitali, l’Immersive Stage, con video panoramico, suono spazializzato e chatbox generale per inviare commenti reazioni, il Backstage, dove commentare, porre domande agli artisti e seguire il dietro le quinte, l’Area People, dove incontrare gli altri spettatori, e un area Merch, per acquistare merchandising. E ci saranno anche due “stanze” speciali, una Vip Room e una Meet & Greet Room, dove incontrare gli artisti. Con l’app A-Live, sarà possibile anche effettuare brevi videocall di gruppo durante il live, scattare selfie con sfondi personalizzabili (es. foto del concerto), proiettabili sul palco anche in versione animata, inviare “reactions” agli artisti attraverso i social buttons (dance, clap, shout, lighter, sing, text, like) che verranno trasmessi digitalmente sul palco di Verona e saranno visibili a tutto il pubblico online. Non un semplice concerto, dunque, ma un vero e proprio evento digitale, qualcosa che potrebbe illustrare quale sarà una delle possibili strade per un futuro che, ovviamente, non è ancora stato scritto, un test interessante non solo per la musica ma per chiunque realizzi eventi e che voglia sfruttare le possibilità offerte dallo streaming a un pubblico molto grande.