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(ansa)

Box office Italia: 'Tenet' e 'After 2' dominano, ma dietro c'è il vuoto

In Italia come negli Usa si conferma una tendenza nata prima dell'emergenza: gli spettatori si concentrano su pochi film di grande richiamo
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Il box office italiano dell’ultimo week-end riserva una sorpresa; ma, contemporaneamente, conferma una tendenza in atto da molto prima dell’emergenza-Covid: quella di concentrare le presenze degli spettatori su pochi film di grande richiamo popolare. I dati diffusi questa mattina da Cinetel certificano che Tenet, uscito con grande clamore la settimana scorsa, è stato superato dalla new entry After 2 (Un cuore in mille pezzi), che ha totalizzato 47mila presenze per 358mila euro; mentre il suspenser di Christopher Nolan ha registrato 36 mila spettatori e 280mila euro d’incasso.

Se il sequel dell’omonimo film dell’anno scorso, tratto dal best-seller per giovani adulti di Anna Todd, non si può definire un capolavoro, era molto atteso dal pubblico dei giovanissimi; che già mercoledì 2, giorno dell’uscita italiana, si è riversato nelle 733 sale che lo programmano per seguire gli sviluppi della tormentata storia d’…
Il box office italiano dell’ultimo week-end riserva una sorpresa; ma, contemporaneamente, conferma una tendenza in atto da molto prima dell’emergenza-Covid: quella di concentrare le presenze degli spettatori su pochi film di grande richiamo popolare. I dati diffusi questa mattina da Cinetel certificano che Tenet, uscito con grande clamore la settimana scorsa, è stato superato dalla new entry After 2 (Un cuore in mille pezzi), che ha totalizzato 47mila presenze per 358mila euro; mentre il suspenser di Christopher Nolan ha registrato 36 mila spettatori e 280mila euro d’incasso.

Se il sequel dell’omonimo film dell’anno scorso, tratto dal best-seller per giovani adulti di Anna Todd, non si può definire un capolavoro, era molto atteso dal pubblico dei giovanissimi; che già mercoledì 2, giorno dell’uscita italiana, si è riversato nelle 733 sale che lo programmano per seguire gli sviluppi della tormentata storia d’amore fra Tessa e il bad boy Hardin. Erano 650mila mentre Tenet, lo stesso giorno, si è fermato a 249mila. Non è difficile tirare una conclusione: il cinema in sala è soprattutto affare per giovanissimi; pubblico decisamente più compatto di quello (cinefili, appassionati di cinema, fedeli di Nolan) che si riconosce in Tenet. Con After 2 si ripete un po’ il fenomeno di Twilight, la saga romantica che qualche anno fa calamitava in sala coppie di fidanzati, o magari figlie con l’accompagnamento di mamme romantiche. E i giovani protagonisti, Josephine Langford e Hero Fiennes, annunciano che “After 3” e “After 4” s’hanno da fare; anzi, sono già in pre-produzione.

Sembrerebbe a controtendenza, invece, lo scarso incasso realizzato dal terzo film uscito in Italia mercoledì 2: The New Mutants, versione giovanilistica a sfumature horror della serie degli X-Men adattata dalla serie di fumetti Marvel “Nuovi mutanti”. Altra pellicola destinata palesemente al pubblico dei più giovani, ma che ha superato di poco le 9mila presenze con un incasso di 65mila euro. La cosa, però, risulta meno sorprendente se si pensa che The New Mutants è destinato a un pubblico – anagraficamente - non molto diverso da quello di After 2 e ne ha subìto la pesante concorrenza.


In attesa di sapere come se la caveranno in sala i molti film italiani in arrivo da Venezia (nelle prossime settimane le uscite di prodotti made-in-Italy saranno, comunque, prevalenti), ci si può rammaricare, ma non stupire troppo, della pressoché nulla presenza nazionale al botteghino: con l’eccezione, al quinto posto, di Volevo nascondermi, che nel weekend ha raccolto ancora 2900 spettatori e 19mila euro. Diversa la situazione negli Usa (dove però After 2 debutterà tra un mese). Uscito il quattro giorni fa, Tenet si è portato a casa la fetta più grossa con 20 milioni di dollari. Mentre il secondo in classifica, The New Mutants, ha dovuto accontentarsi di poco più di un decimo: 2milioni870mila. La settimana appena terminata è stata anche quella dell’uscita di Mulan, il rifacimento live-action del cartoon del 1998 sulla intrepida guerriera protagonista di un’antica leggenda cinese. Suscitando commenti anche severi, la Disney ha deciso di non partecipare al tentativo di “rinascimento” delle sale, ma di distribuire il blockbuster direttamente sulla sua piattaforma (al costo, non economiche, di euro 21,99 più abbonamento per vederlo in anteprima). Secondo i primi commenti non pare sia stata una mossa pagante. Perché il film di Niki Caro è andato molto bene nei Paesi dove si è deciso di farlo uscire in sala (Emirati Arabi, Thailanda, Malesia, Singapore), corrispondenti al 6% dell’intero mercato internazionale, incassando sei milioni di dollari.