La rivoluzione degli Oscar: ora la regola è l'inclusione
Andrea Silenzi
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di ANDREA SILENZI
Il nuovo regolamento per l'ammissione alla corsa alla statuetta prevede il rispetto di standard che riguardano la presenza di donne e persone di diverse etnie e orientamento sessuale
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"Inclusione" è la nuova parola d'ordine dell'industria americana del cinema. L'Academy che assegna ogni anno i premi Oscar ha diffuso un nuovo regolamento per la partecipazione alla corsa alle statuette che entrerà in vigore a partire dalle edizioni del 2022 e 2023: per il 2021 resteranno in vigore i regolamenti attuali a causa dell'emergenza Covid-19. A partire dell'edizione numero 94, ai film in concorso verrà richiesto di riflettere le diversità che compongono il mondo includendo donne, persone di diverse etnie e orientamenti sessuali.
Il regolamento, molto dettagliato, prevede che le opere candidate per il miglior film dovranno essere accompagnate da un modulo confidenziale che dimostri l'effettivo rispetto degli standard richiesti. A partire del 2024, la regola verrà estesa anche ai titoli in concorso per la miglior fotografia per almeno due dei quattro standard previsti. Tutte le altre categorie manterranno al…
"Inclusione" è la nuova parola d'ordine dell'industria americana del cinema. L'Academy che assegna ogni anno i premi Oscar ha diffuso un nuovo regolamento per la partecipazione alla corsa alle statuette che entrerà in vigore a partire dalle edizioni del 2022 e 2023: per il 2021 resteranno in vigore i regolamenti attuali a causa dell'emergenza Covid-19. A partire dell'edizione numero 94, ai film in concorso verrà richiesto di riflettere le diversità che compongono il mondo includendo donne, persone di diverse etnie e orientamenti sessuali.
Il regolamento, molto dettagliato, prevede che le opere candidate per il miglior film dovranno essere accompagnate da un modulo confidenziale che dimostri l'effettivo rispetto degli standard richiesti. A partire del 2024, la regola verrà estesa anche ai titoli in concorso per la miglior fotografia per almeno due dei quattro standard previsti. Tutte le altre categorie manterranno al momento le regole attuali, mentre lungometrafggi d'animazione e documentari verranno considerati a parte.
In cosa consistono nella pratica le nuove regole? Prendiamo il caso di un titolo in corsa per il miglior film: nel modulo confidenziale dovrà essere specificato che almeno uno degli attori principali o di supporto significativi provenga da un gruppo etnico tra asiatico, ispanico, afroamericano, indigeno o nativo americano, mediorientale o nordafricano, nativo hawaiano o di altra etnia. Poi, almeno il 30% di tutti gli attori secondari provenga da un sottogruppo: donne / gruppo razziale o etnico / LGTBQ+ / persone con disabilità cognitive o fisiche, non udenti o ipoudenti. Regole molti simili varranno anche per la produzione, l'accesso al lavoro e la distribuzione. Dovranno inoltre essere previsti stage retribuiti, avanzamenti di carriera e altre opportunità.
La statuetta dell'Oscar; in alto un'immagine della serie 'Hollywood'
Il tema dell'inclusione e della parità di generi e salari è dibattuto ormai da diversi anni all'interno dell'industria hollywoodiana. L'attuale presidente dell'Academy David Rubin ha parlato di un'apertura che "deve allargarsi per riflettere la pluralità della nostra popolazione globale, sia nella creazione del film che nel film che incontreranno".
La palla passa ora agli sceneggiatori, che dovranno trovare il modo di ottemperare al nuovo regolamento di ammissibilità delle opere alla corsa all'Oscar, ma al di là dell'ambizione ai premi si tratta comunque di un cambiamento profondo nel pensiero e nella realizzazione dei film, soprattutto americani.
E forse non è un caso che una delle serie più viste attualmente negli Stati Uniti sia Hollywood, che racconta quando, negli anni 40, nella Mecca del cinema si decide di dare spazio a una attrice afroamericana, a un regista asiatico, a una storia d’amore gay... con un focus sulla storia di Rock Hudson raccontata in maniera immaginifica.