La miniserie in onda dal 18 settembre su LaF si ispira al romanzo incompiuto della scrittrice. Protagonista l’attrice britannica Rose Williams
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C’è sempre un po’ di Bridget Jones nelle rivisitazioni a puntate dei romanzi di Jane Austen… anche qualche strizzata d’occhio a House of Cards ( la versione originale britannica, of course). Il marchio di fabbrica dello sceneggiatore Andrew Davies si nota immediatamente. È lui che ha dettato i canoni del gentiluomo moderno facendo interpretare prima Darcy a Colin Firth nella miniserie Orgoglio e pregiudizio e poi Andrej Bolkonskij in Guerra e pace a James Norton (nei giorni scorsi protagonista alla Mostra internazionale del cinema di Venezia con Nowhere special). Questa gloriosa tradizione di adattamenti a puntate dei grandi classici prosegue con la miniserie Sanditon, dal 18 settembre alle 21 su LaF (Sky 135), la "casa" tv per eccellenza dei grandi period drama, da Victoria a Poldark.
L’eroina di questo romanzo incompiuto — come spesso accade nei lavori della Austen — esprime le proprie opinioni " troppo liberam…
C’è sempre un po’ di Bridget Jones nelle rivisitazioni a puntate dei romanzi di Jane Austen… anche qualche strizzata d’occhio a House of Cards ( la versione originale britannica, of course). Il marchio di fabbrica dello sceneggiatore Andrew Davies si nota immediatamente. È lui che ha dettato i canoni del gentiluomo moderno facendo interpretare prima Darcy a Colin Firth nella miniserie Orgoglio e pregiudizio e poi Andrej Bolkonskij in Guerra e pace a James Norton (nei giorni scorsi protagonista alla Mostra internazionale del cinema di Venezia con Nowhere special). Questa gloriosa tradizione di adattamenti a puntate dei grandi classici prosegue con la miniserie Sanditon, dal 18 settembre alle 21 su LaF (Sky 135), la "casa" tv per eccellenza dei grandi period drama, da Victoria a Poldark.
L’eroina di questo romanzo incompiuto — come spesso accade nei lavori della Austen — esprime le proprie opinioni " troppo liberamente" per il sentire comune dell’Ottocento. Se avesse dalla sua parte una dote o un titolo nobiliare la faccenda, ovviamente, sarebbe diversa ma Charlotte ha undici fratelli e nessuna prospettiva di nozze convenienti. Non che vada in cerca di marito, sia chiaro: le sembra già miracoloso che un architetto visionario, Tom Parker (Kris Marshall), e la sua famiglia decidano di ospitarla nella località balneare che presta il nome al racconto. Il volto è quello della 26enne londinese Rose Williams, che prima de I Medici ha regalato alla principessa Claudia di Valois cinquanta sfumature di capricci.
«Charlotte è impulsiva e senza filtri — racconta la protagonista — chi non vorrebbe esserle amica? Segna un’evoluzione cruciale nella descrizione della società britannica perché si passa dagli aristocratici agli imprenditori. Dopo aver raccontato lord di campagna, vicende legate all’eredità e vizietti dei nobili, Jane Austen cambia registro e si adatta all’evoluzione di una società dove i titoli blasonati contano meno, se non accompagnati da un cospicuo patrimonio».
I nuovi ricchi fanno affari con espedienti pionieristici, come gli stabilimenti balneari di Sanditon: «Non avevo mai visto le cabine mobili da bagno usate dalle signore dell’epoca — precisa Rose Williams — mentre gli uomini, ovviamente, nuotano nudi in mare. Basta quest’immagine per catturare le differenze di genere da un punto di vista visivo, mentre molte delle costrizioni restano invisibili a occhio nudo. Il girovita minuscolo delle donne non si nota, sotto strati di tulle e abiti taglio impero, eppure sotto quegli strati infiniti di stoffa ci sono corsetti talmente restrittivi da togliere il fiato. Oltre, ovviamente, a sottovesti e mutandoni persino più lunghi di quelli vittoriani. Quella scomodità quotidiana è una metafora potentissima della loro condizione».
Le aspettative e le convenzioni nei confronti delle signorine perbene passano sempre — nella penna della Austen — da un rito obbligato, il matrimonio: «Charlotte no, non cerca le nozze né tantomeno l’amore, vuole solo vedere da vicino le grandi opere architettoniche in costruzione e catturarne i segreti. Ma, come spesso accade, la vita ha in serbo per lei altri programmi, come l’incontro- scontro con il fratello minore di Tom (Theo James, ndr), che coniuga l’anima tormentata e compassionevole a uno spirito arrogante. Oggi sarebbe un influencer, un socialité che detta le tendenze, non a caso facciamo la sua conoscenza in una scena in cui sfreccia nella carrozza più costosa, una sorta di Lamborghini del passato, per poi fermarsi con garbo per un saluto».
Se le si chiede che bisogno ci sia ai giorni nostri dell’happy ending romantico la protagonista risponde di getto: «Ora più che mai ne abbiamo bisogno per esplorare i nostri stati d’animo. Non l’ho pensata sempre così, anche se con la mamma trascorrevo intere serate a vedere Orgoglio e pregiudizio in tv. Da ragazzina preferivo Pretty Princess, ma poi ho iniziato ad apprezzare Jane Austen grazie a Persuasione, dove si parla del lato oscuro dell’umanità e non di ragazzine naïve e viziate ». Di questa categoria fa parte anche l’eroina di Sanditon: «Fin dal primo momento vediamo Charlotte con un fucile in mano e i capelli sciolti e capiamo che è uno spirito libero, senza il luccichìo del glamour (che invece ho sperimentato in Reign, dov’era tutto uno scintillare di look elegantissimi, capelli elaborati, stiletti ed opulenza). La ammiro perché se fossi vissuta nell’era della Reggenza io sarei scappata a gambe levate, mentre lei cerca di trovare la sua strada in un mondo maschile e fa sentire la propria voce con estrema chiarezza e grande disinvoltura ». E oggi? «Non ho neppure la tipica ossessione per i reali — conclude Rose Williams — tranne forse per Harry che davvero rappresenta il nuovo che avanza ed è degno erede di Lady Diana».