✕

Mostra di Venezia, da Laurence Olivier a Joker: tutte le volte che il Leone d'oro è volato agli Oscar

E' lunga la lista dei film partiti dal Lido e arrivati all'Academy. E già si scommette sul vincitore 'Nomadland'. Ma in un anno difficile come questo, ha un senso chiedersi chi vincerà la statuetta?
2 minuti di lettura
Commentando la vittoria di Nomadland alla Mostra di Venezia, alcuni hanno già “candidato” il film di Chloé Zhao ai prossimi premi Oscar; così come la sua interprete Frances McDormand, per la quale sarebbe la terza statuetta come protagonista. Ciò rientra in una consuetudine consolidata negli ultimi anni (e in passato sostenuta anche dal direttore Alberto Barbera, sulla base della precedenza cronologica di Venezia) secondo cui i film premiati al Lido avrebbero il potere di tirare la volata ai vincitori degli Academy Awards. La cosa è tutta da verificare; anche se è pur vero che, nel corso dei decenni, le due grandi manifestazioni cinematografiche hanno rivelato spesso affinità elettive, premiando gli stessi film e gli stessi attori.

'Nomadland' di Chloé Zhao è il Leone d'oro di Venezia 77



Nel primo dopoguerra, tanto per cominciare, fu insignito del Leone d’oro Hamlet di …
Commentando la vittoria di Nomadland alla Mostra di Venezia, alcuni hanno già “candidato” il film di Chloé Zhao ai prossimi premi Oscar; così come la sua interprete Frances McDormand, per la quale sarebbe la terza statuetta come protagonista. Ciò rientra in una consuetudine consolidata negli ultimi anni (e in passato sostenuta anche dal direttore Alberto Barbera, sulla base della precedenza cronologica di Venezia) secondo cui i film premiati al Lido avrebbero il potere di tirare la volata ai vincitori degli Academy Awards. La cosa è tutta da verificare; anche se è pur vero che, nel corso dei decenni, le due grandi manifestazioni cinematografiche hanno rivelato spesso affinità elettive, premiando gli stessi film e gli stessi attori.

'Nomadland' di Chloé Zhao è il Leone d'oro di Venezia 77



Nel primo dopoguerra, tanto per cominciare, fu insignito del Leone d’oro Hamlet di Laurence Olivier, poi vincitore dell’Oscar 1948 per il miglior film (oltreché per il migliore protagonista). Il memorabile Rashomon di Kurosawa invece, Leone a Venezia nel 1951, dovette “accontentarsi” della statuetta come miglior film straniero. Ma gli esempi si possono moltiplicare; anche spaziando tra le varie sezioni del Lido. Presentato alle “Notti veneziane”, Forrest Gump ricevette l’Oscar per il miglior film nel 1995; e con esso Tom Hanks, migliore interprete maschile. Leone d’oro nel 2005, I segreti di Brokeback Mountain non si affermò come miglior film agli Oscar; però conquistò tre statuette (su otto nomination) per la migliore regia (ad Ang Lee), migliore sceneggiatura e migliore colonna sonora.

Heath Ledger e Jake Gyllenhaal in 'I segreti di Brokeback Mountain'. In alto, Joaquin Phoenix è 'Joker' 

Mostra del cinema di venezia 2020, il nostro Speciale

In tempi recenti le coincidenze sono state numerose, nonché più facili da ricordare. Vistoso il caso de La forma dell’acqua – The Shape of Water, Leone d’oro e Oscar al miglior film 2018. Però si fecero notare anche Il caso Spotlight (fuori concorso a Venezia, poi Oscar al miglior film 2016) e La La Land (apertura della 73ma Mostra, fu candidato a ben quattordici Oscar, vincendone sei), che tra l’altro valse a Emma Stone sia la Coppa Volpi sia l’Oscar come migliore interprete femminile. Ancora freschi i casi di Roma (Leone d’oro nel 2018; Oscar alla fotografia e al migliore film straniero) e Jocker (l’anno scorso, Leone d’oro e Oscar al protagonista Joaquin Phoenix). Vale la pena ricordare che anche la presidente della giuria veneziana di quest’anno, Cate Blanchett, vinse la coppa Volpi per l’interpretazione di Io non sono qui (2007) e fu candidata per lo stesso film alla statuetta come migliore attrice non protagonista (non vincendolo).

Fatto l’elenco, con tutte le possibili omissioni del caso, ci sia permesso esprimere qualche perplessità sul toto-Oscar già in atto all’indomani della Mostra. Una, per cominciare, di carattere pratico. In un anno anomalo come il 2020, in cui a causa della pandemia sono stati prodotti pochissimi film, che senso ha preconizzare già la vittoria di Nomadland? Per valori intrinseci? O per mancanza di concorrenti? E, non bastasse, dimenticando i possibili candidati di Netflix, che durante il lockdown ha continuato a funzionare a pieno regime?

Francesc McDorman in 'Nomadland' 


L’altra riserva è più di carattere ideologico. Dopo l’importante dichiarazione congiunta, presentata a luglio dai festival di Venezia, Toronto, Telluride, New York, di volersi porre non più come “finestre” per lanciare film di successo (che dimostrano di non averne bisogno) ma come ecosistema per preservare il cinema e promuoverne la cultura, ha davvero senso chiedersi quale film, comparso dove, vincerà l’Oscar? La vera battaglia appena combattuta – e vinta – dalla Mostra di Venezia è stata questa. Il resto è cronaca rosa, box office o, al peggio, materia per le scommesse dei bookmaker online.